di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 6 novembre 2023
L’85enne liberata da hamas che stringe la mano al suo carceriere è tra gli attivisti che ancora sperano in una società condivisa. Le immagini della guerra che ogni giorno entrano nei nostri salotti ci sconvolgono e ci indignano. Qualche volta ci lasciano indifferenti, assuefatti di fronte all’ennesimo orrore che scorre via rapido tra i titoli del tg. Ma quasi mai succede che un’immagine ci restituisca fiducia e speranza, come invece è successo quando abbiamo visto un’anziana signora afferrare la mano del suo carceriere. La foto ha fatto rapidamente il giro del mondo: ritrae Yocheved Lifshitz, 85 anni, uno dei due ostaggi di Hamas che ha lasciato la Striscia di Gaza nella notte del 24 ottobre.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 novembre 2023
Se i diritti umani in Iran avessero un volto e un nome sarebbero quelli di Nasrin Sotoudeh, avvocata che ha messo la sua vita e il suo corpo al servizio della difesa del suo popolo. “Per me, rimanere in silenzio di fronte all’ingiustizia non è un’opzione. In realtà, trovo più difficile sopportare le ingiustizie sociali che la prigione”, ha spiegato parlando di sé. Accusata di “propaganda sovversiva” e di “aver incoraggiato la corruzione e la dissolutezza” - ha difeso le donne che si sono rifiutate di portare il velo -, l’attivista è stata condannata nel 2018 a 138 frustate e 33 anni e mezzo di carcere, dei quali dovrà scontarne almeno 12. Un processo che si è svolto in sua assenza e contro il quale il Consiglio nazionale forense italiano ha alzato la voce, attirando l’attenzione del mondo sulla sistematica violazione dei diritti umani in Iran e sul sacrificio degli avvocati a tutela dei diritti. Già condannata nel 2011 a sei anni di reclusione per propaganda e attentato alla sicurezza dello Stato, l’attivista era stata rilasciata nel 2013 dopo uno sciopero della fame di 50 giorni, che ha suscitato indignazione in tutto il mondo. Poi era tornata in prigione, salvo ottenere un permesso per ragioni sanitarie. Le continue minacce di farla tornare di nuovo in carcere non l’hanno fatta desistere: Sotoudeh ha infatti sempre continuato a denunciare le ingiustizie e le angherie del regime iraniano, combattendo contro lo hijab obbligatorio. E ora, dopo aver “osato” partecipare al funerale della giovane Armita Garavand, la 16enne uccisa a forza di botte dalla polizia morale di Teheran per non aver indossato il velo, è stata nuovamente arrestata e condotta nella prigione di Qarchak, ex allevamento di bestiame trasformato nella più grande prigione femminile dell’Iran, un buco nero per i diritti dove lei e le altre detenute sono state picchiate e private del sonno. “Una prigione senza norme, sporca e sudicia, con la puzza di liquami, spazi strettissimi e irrespirabili, una gestione atroce e servizi limitati”, ha spiegato pochi giorni fa al Dubbio il marito di Sotoudeh, Reza Khandan.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 novembre 2023
La battaglia di Ebru Timtik è durata 238 giorni. Giorni in cui ha scelto di non mangiare, usando il suo corpo come arma contro la giustizia turca, che di diritti non vuol sentir parlare. È morta così, dopo esser stata arrestata insieme a altri 18 colleghi per il suo impegno nella difesa dei diritti civili in Turchia. Il 14 agosto 2020, la Corte costituzionale turca aveva respinto la richiesta di rilascio a scopo precauzionale sia per lei sia per il collega Aytaç Ünsal (ora di nuovo in carcere), entrambi in sciopero della fame, nonostante le loro condizioni di salute fossero già molto critiche. Per la Corte, però, non c’erano “informazioni o reperti disponibili in merito all’emergere di un pericolo critico per la loro vita o la loro integrità morale e materiale con il rigetto della richiesta per il loro rilascio”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 6 novembre 2023
La giornalista, famosa per la sua clamorosa protesta, è stata condannata a 8 anni e 6 mesi e ora vive in esilio in Francia. Il 14 marzo 2022 è una data che segna l’inizio di una nuova vita per la giornalista Marina Ovsyannikova. La sera di quel giorno, durante uno dei telegiornali più seguiti di Russia, in onda su Channel One, la reporter apparve alle spalle della conduttrice Ekaterina Andreeva mostrando un cartello con la scritta “No war”. Le immagini fecero il giro del mondo. Da quel momento Marina divenne un personaggio conosciuto anche fuori dalla Russia.
di Domenico Quirico
La Stampa, 6 novembre 2023
La bara con la bandiera di Israele, l’uomo nel sudario musulmano. La morte di Dio spinta in trincea, impigliata nel Talmud e nel Corano. Cosa resta di comune nei due fronti, se non un pianto senza via d’uscita. Oggi in Palestina la sola cosa che ha un significato è il dolore. La possibilità della speranza è un salto che si deve fare per disperazione, in quel punto in cui non essendoci più assolutamente nulla su cui contare, politica, diplomazia, ragione, diritto, si è costretti a contare soltanto su ciò che è opposto al mondo, il soffrire appunto.
La Repubblica, 6 novembre 2023
I legislatori non danno garanzie per un trattamento umano neanche ai minori. Lo afferma un documento diffuso oggi da Human Rights Watch. Il progetto di legge sarà discusso al Senato francese a partire da oggi. I legislatori francesi stanno esaminando un progetto di legge sull’immigrazione che minaccia di limitare i diritti dei richiedenti asilo e dei migranti. Lo afferma un documento diffuso oggi da Human Rights Watch. Il progetto di legge sarà discusso al Senato francese a partire da oggi, 6 novembre, e dovrebbe passare all’Assemblea nazionale a dicembre. Il governo ha inizialmente presentato il disegno di legge a febbraio, ma a marzo ha rinviato il dibattito a causa della mancanza di sostegno in Parlamento.
di Carlo Magni
La Repubblica, 6 novembre 2023
I danni del loro smercio sulle economie, sulla stabilità, origine di violenze. Il World Drug Report 2023. L’unica cosa che prospera è il mercato delle nuove sostanze che stordiscono un numero sempre maggiore di persone. Crisi e conflitti continuano a infliggere sofferenze e pesantissime privazioni ad un numero crescente di persone costrette ad abbandonare tutto ciò che hanno dalla Nigeria, dalla Repubblica Democratica del Congo, dall’Etiopia, la Somalia, il Burkina Faso, il Sudan. Un nuovo record dei nostri tempi: circa 110 milioni di persone in fuga, in cerca di pace, giustizia e diritti. Lo si apprende dal World Drug Report 2023.
di Riccardo Maggiolo
huffingtonpost.it, 5 novembre 2023
Il Garante dei detenuti nel Lazio: "Solo così si costringerebbe la politica e l’autorità giudiziaria a rispettare il principio di extrema ratio, obbligandole a scegliere chi davvero è necessario che venga detenuto e chi invece no. Ma siamo diventati molto più intolleranti, anche solo parlare di amnistia o indulto provoca reazioni scomposte".
di Gerardo Di Martino
Corriere dell’Irpinia, 5 novembre 2023
In principio fu la Cirielli. Tanto contestata, nel testo finale, che finanche il suo primo firmatario, l’On. Cirielli per l’appunto, se ne dissociò. Senza un padre e costretta a veleggiare per acque tempestose, la ex-Cirielli non impiegò molto a scatenare il super classico da barba bianca sulla prescrizione dei reati, il bilaterale fra etica e morale, integerrimi colpevolisti e timidi garantisti, manettari a spada tratta e impunitari a testa bassa. In altre parole, una sfida all’ultimo puritano, al più puritano tra i puritani, sempre a condizione che la disputa riguardi comprensibilmente la vita degli altri, nel solco della migliore tradizione italica.
di Mario Nasone
nessunoesclusomai.it, 5 novembre 2023
Malgrado i durissimi colpi inferti alla ‘ndrangheta da magistratura e forze dell’ordine, e malgrado la resistenza di tante aziende che si sono ribellate alla schiavitù delle estorsioni, la strada per liberare il territorio e l’economia da racket e usura è ancora lunga, e richiede un ruolo più incisivo delle istituzioni e l’impegno diretto dei cittadini-consumatori.
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