di Carlo Lania
Il Manifesto, 8 novembre 2023
Parla il prefetto Mario Morcone. “Il governo non può decidere l’extraterritorialità. Si tratta di un respingimento”. “Questo accordo rappresenta la fine del sistema di asilo. L’Europa non era mai riuscita a trovare un’intesa sul tema dei migranti né a trovare una soluzione per superare Dublino tre, però aveva costruito un percorso per il riconoscimento del diritto di asilo con le direttive del 2003 e 2004 recepite dall’Italia nel 2008 e 2009. Ora con l’accordo siglato con l’Albania che assomiglia molto a quello che la Gran Bretagna vorrebbe fare con il Ruanda, per fortuna bloccato, di fatto diamo un duro colpo al sistema d’asilo. Non credo che, se anche gli venisse chiesto, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati si presterà a questa operazione, ma comunque dovrebbe dire qualcosa, farsi sentire: prendiamo delle persone su navi militari e le portiamo in un paese che è sì in Europa, ma non fa parte dell’Unione europea”.
di Stefano Velotti*
Il Domani, 8 novembre 2023
Alcuni giorni fa, Giovanni Tizian e Nello Trocchia hanno rivelato su questo giornale che i progetti per i “Centri di Permanenza e di Rimpatrio” (Cpr) previsti dal governo sono ispirati al Panopticon disegnato da Jeremy Bentham nel 1791, eletto da Foucault in Sorvegliare e punire a paradigma della moderna “società disciplinare”. Non più segrete buie e affollate dove rinchiudere gli “irregolari” di turno - con il pericolo che si associno, si contagino, si azzuffino - ma corpi isolati, sempre esposti e visibili, sotto l’occhio di un unico guardiano posto al centro di una struttura circolare: invisibile, il guardiano vede tutto. O meglio, il guardiano può anche essere distratto o assente, ma i prigionieri non possono saperlo. Sanno e sentono però che possono essere controllati in ogni momento. Costretti alla solitudine, i detenuti non sono mai soli con sé stessi perché sottoposti a una (possibile) sorveglianza permanente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 novembre 2023
Il rapporto della relatrice speciale dell’Onu sulla condizione dei minori nei Territori. Per definirli è necessario coniare nuovi termini. Perché nulla nella tragedia dei bambini palestinesi può essere riconducibile alla normalità, compresa quella che può essere rintracciata nei vocabolari. Si chiamano bambini senza infanzia, “unchild”, come li ha definiti Nadera Shalhoub- Kevorkian, criminologa e specialista in diritti umani e diritti delle donne. Bambini che, dal 1967 ad oggi - senza contare l’ultimo mese di conflitto - sono stati privati di tutto. Delle circa 10mila vittime contate a Gaza negli ultimi 30 giorni, la metà sono minori. Un cimitero di bambini, ha tuonato con dolore il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Ma la morte, le mutilazioni, i traumi e gli abusi non sono una novità in quella striscia di terra contesa e disperata. E sulla non-vita di quei bambini ha acceso i riflettori il rapporto stilato dalla Relatrice Speciale Onu sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi, l’avvocata Francesca Albanese.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 8 novembre 2023
Israele, Gaza, ad un mese dal giorno che ha sconvolto lo Stato ebraico e trasformato, per dirla con le parole del Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, la Striscia di Gaza in un “cimitero di bambini”. La parola a Massimo Cacciari. “Finché ci sarà una leadership o una posizione forte di Hamas all’interno del popolo palestinese, sarà un disastro, perché questa leadership mira all’impossibile - ribadisce l’ex sindaco di Venezia a l’Unità - ed è quindi la peggior politica del mondo. Idem dall’altra parte, con i Netanyahu che pensano che colonizzando, moltiplicando le occupazioni di territori contro ogni risoluzione dell’Onu, giungeranno a vincere i palestinesi. Potranno fare terra bruciata a Gaza ma torneranno fuori in Libano, torneranno fuori in Siria…”.
La Repubblica, 8 novembre 2023
Human Rights Watch: le misure adottate dalla polizia per indagare su 28 uccisioni avvenute nel luglio scorso nello stato di San Paolo non sono conformi agli standard internazionali. I primi passi compiuti dalla polizia civile e “scientifica” per indagare su 28 omicidi avvenuti nel luglio 2023 durante un’operazione di polizia militare a Baixada Santista, nello stato di San Paolo, in Brasile, “sono stati inadeguati e non conformi agli standard internazionali”. Lo afferma un rapporto di Human Rights Watch pubblicato oggi.
di Massimo Basile
La Repubblica, 8 novembre 2023
Continua il proibizionismo culturale: dietro le sbarre al bando tutti i volumi con le copertine rigide e centinaia di titoli considerati una minaccia alla sicurezza e agli obiettivi della riabilitazione. Peggio di un corpo in carcere c’è la mente in gabbia. Le prigioni americane hanno messo al bando decine di migliaia di libri, tra cui guide da otto dollari per cucinare burritos, tortillas alla cipolla, di maiale all’arancia e autobiografie comiche. Ridere, svagarsi, dissacrare, pensare in modo creativo sono viste tutte come attività eversive dentro e fuori dai penitenziari.
di Marco Birolini
Avvenire, 7 novembre 2023
Allarme sovraffollamento: 8mila reclusi in più rispetto ai posti disponibili. Il ministero delle Infrastrutture vara 21 interventi: via libera alla costruzione di nuovi istituti. Di fronte a una popolazione carceraria che ormai sfiora le 60 mila unità - oltre 8 mila in più dei posti effettivamente disponibili - il governo tenta di correre ai ripari. Il ministero delle Infrastrutture metterà a disposizione 166 milioni di euro per una maxi ristrutturazione degli istituti penitenziari italiani: sono in tutto 21 gli interventi previsti, tra cui anche due nuove realizzazioni, a Forlì e a San Vito al Tagliamento (Pordenone), entrambi progetti fermi da anni, più l’ampliamento di Brescia Verziano.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 7 novembre 2023
Il governo: “Niente leggi svuota-carceri”. Magi (Più Europa) lancia le case per il reinserimento sociale: in 7.200 uscirebbero. Una pioggia di euro sulle carceri italiane: sono 166 i milioni di euro che il ministero delle Infrastrutture sostiene di avere “a disposizione” per la ristrutturazione di alcune strutture penitenziarie. In alcuni casi (Forlì, San Vito al Tagliamento, Brescia, Firenze) gli interventi saranno tali da aumentare la capienza delle patrie galere, nella più eloquente delle risposte possibili al problema del sovraffollamento: nessuna prospettiva di tirar fuori persone dalle prigioni, ma viceversa prigioni sempre più grandi.
di Alessio Nisi
vita.it, 7 novembre 2023
Intesa Sanpaolo e Caritas lanciano “Aiutare chi aiuta”, programma dedicato quest’anno al sostegno ai detenuti. Èun programma che ha l’obiettivo di contrastare le diseguaglianze e le povertà nel nostro Paese, con interventi capillari su tutto il territorio. Giunta al quarto anno, nata nel 2020 con la pandemia, guidata da Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana, è un’iniziativa che conferma, come sottolinea Paolo Bonassi, Executive Director Strategic Initiatives and Social Impact Intesa Sanpaolo, “la comunanza di valori, ideali e prospettive con Caritas”.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 7 novembre 2023
È di pochi giorni la notizia della scomparsa della collega Patrizia Incollu, direttrice penitenziaria, dopo un’agonia durata circa due settimane, a seguito di un incidente stradale, a causa del quale è deceduto anche il suo autista, l’assistente capo di polizia penitenziaria Peppino Fois. La violenta collisione con un camion è accaduta sulle strade della Sardegna, che la dirigente continuamente percorreva per ragioni di lavoro. Si dirà che la sorte è stata matrigna, che ogni giorno accadono sinistri mortali sulle strade italiane e dappertutto nel mondo.
- Vi spiego perché non si possono pubblicare immagini di persone arrestate o in manette
- Pnrr e giustizia: si riduce la durata dei processi, accelera l’abbattimento dell’arretrato
- Così Nordio cancella la prescrizione di Cartabia, opposizioni divise sul no
- La riforma della prescrizione è un tampone che non agisce per eliminare il problema
- La rabbia dei tirocinanti degli uffici giudiziari: “Non siamo mai stati pagati”











