di Cecilia Colli
lavocedinovara.com, 8 novembre 2023
Il bando pubblicato dal Comune scade venerdì. Il Garante regionale: “Sostituire don Dino non sarà facile”. Scade venerdì 10 novembre il bando pubblicato dal Comune per la ricerca del nuovo garante cittadino dei detenuti. Un ruolo ricoperto dal 2017 e fino allo scorso anno da don Dino Campiotti, che però qualche settimana fa ha dato le dimissioni. “Ho dovuto, innanzitutto per motivi di salute - racconta a La Voce -. Poi perché ho 80 anni e devo dedicarmi ad altre attività. Ormai è quasi anno che non vado più in carcere, ma bisogna fare delle scelte”. Don Campiotti racconta la vita a contatto con i detenuti: “Alcuni di loro li incontravo una volta a settimana, altri quando lo chiedevano. Nel corso degli anni, prima come cappellano poi come garante, mi sono reso conto di come queste persone avessero estremo bisogno di chiacchierare. Tutti, nessuno escluso, erano convinti di essere innocenti e che si trovavano lì solo perchè qualcuno era stato cattivo con loro. Poi, dopo averli fatti parlare e riflettere, si rendevano conto degli errori commessi ed erano disposti a cambiare”.
di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 8 novembre 2023
L’iniziativa di due ex carcerati nella struttura milanese. Ora è un network di qualità che dà lavoro in istituti di tutta Italia. “I nostri clienti per le videoproduzioni sono le aziende”. “Atacama è il luogo più inospitale della terra, ma è anche il luogo al mondo dove si vedono meglio le stelle”. Questa è la frase d’apertura, il biglietto da visita del sito di Atacama, la startup che realizza video corporate, e non solo, nata all’interno del carcere di Bollate. Un’avventura imprenditoriale che ha saputo ampliare l’orizzonte di molti detenuti. “Per noi che viviamo in una condizione di semilibertà poter dare forma a un’idea è come vedere crescere un fiore ad Atacama, il deserto che si estende dal Perù al Cile”, racconta uno dei due fondatori, Matteo Gorelli. “Ha una particolarità: lì nascono persino alcuni fiori, ma muoiono in fretta. Ecco, questo è il nostro rischio, tentare di fare qualcosa di buono che poi subito marcisce; l’unica possibilità è vedere crescere una novità già in carcere”.
di Anna Grazia Stammati*
tecnicadellascuola.it, 8 novembre 2023
Da sette anni si svolge, presso la Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso il corso Biblioteche innovative in carcere, rivolto agli studenti “ristretti” della Casa Circondariale frequentanti i percorsi di istruzione, ai docenti, agli studenti universitari esterni impegnati nei tirocini finali. Il corso, coordinato dal CESP - Rete delle scuole ristrette, dalla Cattedra di Bibliografia e Biblioteconomia dell’Università di Roma TRE e da Biblioteche di Roma, ha visto negli anni la partecipazione di Dirigenti del Centro per il libro e la lettura, dei Beni Culturali, dell’Associazione Italiana Biblioteche, di editori di rilevanza nazionale, esperti informatici e, al termine di ogni annualità, è stata appositamente insediata una Commissione di valutazione del lavoro svolto nel corso dell’anno, per poter procedere alla certificazione finale delle competenze acquisite dagli studenti, su piattaforma C-BOX.
di Marta Occhipinti
La Repubblica, 8 novembre 2023
Al Pagliarelli, primo penitenziario in Italia, nasce uno spazio utilizzato da ventidue detenute che seguono un percorso interiore. È una stanza tutta per loro. Uno spazio all’interno del carcere dove esercitare la propria libertà emotiva e riscoprire il valore del silenzio, a occhi chiusi, per disegnare più consapevolmente una nuova vita. Difficile immaginare dentro un istituto penitenziario, una “stanza della meditazione”, eppure è possibile: al carcere Pagliarelli di Palermo, unico in Italia ad avere attivato uno spazio permanente dedicato ad attività di meditazione, da alcune settimane un gruppo di ventidue donne detenute ha iniziato un percorso di guida a pratiche e tecniche di meditazione assieme all’organizzazione di volontariato “My Life Design”, fondata da Daniel Lumera, biologo naturalista, esperto di scienze del benessere.
traniviva.it, 8 novembre 2023
Parte il progetto “Il gioco serio del teatro”, prima sperimentazione in Italia. Una nuova strada per conoscere se stessi e crescere insieme ai propri figli. “Il gioco serio del teatro” è un percorso didattico-ludico-formativo rivolto ai detenuti e ai loro figli che, attraverso la pratica del palcoscenico e l’apprendimento dei mestieri del teatro, porta a galla il loro mondo interiore, le emozioni, gli eventuali disagi, aiutando a sciogliere le barriere che rendono difficile l’integrazione e la comunicazione col mondo reale.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 8 novembre 2023
Le proposte dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: un vademecum per docenti, studenti e genitori che si oppongono alla diffusione della cultura militarista e bellicista in classe, e fuori; una petizione che chiede le dimissioni di 13 rettori dalla Fondazione Med’Or (Leonardo). Piccolotti (Avs): “I giovani vanno educati alla pace, al rispetto delle differenze e alla risoluzione non violenta dei conflitti”.
di Filomena Gallo e Marco Perduca*
La Stampa, 8 novembre 2023
Scriviamo con le lacrime agli occhi. Sibilla Barbieri, che il 31 ottobre è morta in una clinica in Svizzera, era un’amica e una compagna che condivideva con noi la convinzione che facendo vivere la nostra Costituzione, o disobbedendo a leggi ingiuste, le persone possono incidere nelle decisioni che le riguardano. Sibilla era malata terminale e all’inizio di agosto aveva chiesto alla sua Asl di poter ottenere una morte medicalmente assistita a Roma. La salute di una persona in quelle condizioni è estremamente instabile, si deteriora pressoché quotidianamente, in poco tempo infatti i sostegni vitali le sono divenuti necessari. Eppure le è stato risposto negativamente - e solo a seguito di una diffida.
di Luca Censi
Il Manifesto, 8 novembre 2023
Quale è la valutazione dei giovani sul fenomeno delle sostanze e come giudicano le politiche di informazione, prevenzione e gestione delle droghe nelle loro vite, sia negli ambiti formali che in quelli informali? Questa è la domanda che un gruppo di quattro cooperative, Coop Borgorete (Perugia), Coop PapaGiovanni XXIII (Reggio Emilia), fondazione La Grande Casa (Padova) e Coop CAT (Firenze), voleva raccogliere e portare a Roma in occasione della Summer School 2023 promossa da Forum Droghe e CNCA. Quattro focus group hanno visto la partecipazione di 24 ragazze e ragazzi, con una età media di 16 anni, con una restituzione che ha aperto l’evento formativo.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 8 novembre 2023
L’accordo sui migranti potrebbe finire sotto una pioggia di ricorsi che potrebbero far emergere violazioni della Costituzione e del diritto di asilo. Giorgia Meloni ha disperatamente bisogno di un successo, un risultato tangibile, sul fronte dell’immigrazione. Alcuni giorni fa un sondaggio ha provato a scomporre il gradimento del governo per argomenti: sul fronte esteri la premier va a gonfie vele, l’approvazione è tale che evidentemente coinvolge anche molti elettori dell’opposizione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 novembre 2023
L’attivazione della Protezione Temporanea per i cittadini ucraini in fuga dall’Ucraina ha creato un sistema di tutela e assistenza più robusto rispetto a quello previsto per altri richiedenti asilo. Tuttavia, anche gli ucraini ospitati in Italia hanno affrontato inefficienze e violazioni dei loro diritti a causa di una crisi senza precedenti nel sistema di protezione internazionale italiano. Questa crisi ha impedito a migliaia di persone vulnerabili di ricevere il permesso di soggiorno e l’accesso ai centri di accoglienza, violando le leggi nazionali e internazionali. È l’allarme lanciato dall’organizzazione umanitaria Oxfam tramite il report italiano intitolato “Protetti o no?”.
- Migranti. “Un passo indietro rispetto al diritto comunitario”
- Migranti. I Cpr, il panopticon e la dialettica tra caos e controllo ossessivo
- Medio Oriente. Bambini senza infanzia, quella vita derubata dei piccoli palestinesi
- Medio Oriente. Cacciari: “Hamas va distrutto politicamente, per i palestinesi serve un piano Marshall”
- Brasile. L’inchiesta sugli omicidi della polizia non è adeguata per garantire l’accertamento delle responsabilità











