di Silvia Stilli*
Il Manifesto, 10 novembre 2023
Non si possono più accettare il genocidio in atto nella Striscia di Gaza e la gravissima crisi umanitaria che mette a rischio chi riesce a sopravvivere. L’apertura di corridoi umanitari in sicurezza deve essere garantita in maniera permanente, non per concessione del governo israeliano. Va preteso immediatamente il cessate il fuoco. L’AOI, l’Associazione delle Organizzazioni Italiane della società civile di solidarietà e cooperazione internazionale, ha condannato Hamas per l’attacco del 7 ottobre, chiesto il rilascio immediato delle persone private della libertà e preteso il rispetto del diritto internazionale a Gaza invasa dalle forze militari di Israele. Il 1 novembre, per ragioni di impossibilità nel garantire l’operatività nella Striscia, gli ultimi cooperanti delle Ong italiane sono stati evacuati. Lo staff locale continua ad essere operativo, nonostante gli uffici distrutti e lo stato di pericolo costante.
di Andrea Venanzoni
Il Riformista, 10 novembre 2023
Tra la brutalità delle forze di polizia del Pakistan e la morsa della miseria che attanaglia l’Afghanistan, sommata all’oppressione del regime dei Talebani, c’è un’intera umanità alla deriva. Lungo le alture battute da un gelido vento al confine tra Pakistan e Afghanistan, si agita una umanità alla deriva, incalzata dalla brutalità delle forze di polizia del Pakistan: centinaia di migliaia di profughi in fuga dal regime dei Talebani e dalla morsa della miseria che attanaglia un Paese roccioso e montuoso che pure nel corso dei secoli ha vinto imperi e spezzato il giogo di potenze coloniali e che oggi invece si aggomitola nella disperazione portata dall’islamismo radicale degli ex studenti coranici provenienti proprio dal confinante Pakistan.
di Edoardo Vigna
Corriere della Sera, 10 novembre 2023
Il Nobel per la pace che ha scelto di correre come presidente: “Le aggressioni crescono intorno alle aree minerarie. C’è un legame fra degrado ambientale e danno alle comunità”. Nel 2018, un anno prima del Covid, Denis Mukwege, 68 anni, ha vinto il Premio Nobel per la Pace: ginecologo e ostetrico, aveva fondato l’ospedale Panzi di Bukavu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove è diventato uno dei massimi esperti mondiali nel trattamento dei danni fisici dovuti allo stupro. Stupri di guerra, per lo più, quelle guerre che nel suo Paese sono senza fine. All’ospedale, e con la sua Fondazione, ha curato più di 80mila donne. Ora ha deciso di provare a cambiare le cose anche in un altro modo: alle elezioni di dicembre correrà per la presidenza di un Paese di 90 milioni di persone, pieno di immense ricchezze naturali sfruttate senza limiti né rispetto, e di altrettanto enormi povertà. Essere stato così immerso negli orrori dei più diversi conflitti ha dato al dottor Mukwege la forza e la convinzione di vedere cosa occorre fare: da dove si deve partire, allora, per creare una società giusta e sostenibile?
di Angela Stella
L’Unità, 9 novembre 2023
La proposta di legge del segretario di +Europa, sottoscritta da tutte le opposizioni tranne i 5S, prevede l’istituzione di strutture territoriali per ospitare fino a 15 persone con meno di 12 mesi da scontare. “Costruire più carceri non serve, la nostra Costituzione prevede la risocializzazione”. Risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri andando nella direzione della risocializzazione dei detenuti, attraverso la realizzazione di Case Territoriali di Reinserimento sociale che possano ospitare dalle cinque alle quindici persone tra chi deve scontare una pena o pena residuale inferiore a un anno.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 novembre 2023
Il Comitato interministeriale sull’edilizia carceraria, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini, ha recentemente approvato l’assegnazione di 166 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ristrutturare le carceri italiane. Questa iniziativa, che mira a migliorare la sicurezza degli istituti penitenziari e le condizioni di vita dei detenuti, non è priva di critiche, soprattutto in seguito ai recenti eventi alluvionali che hanno colpito alcune strutture carcerarie, come nel caso del carcere di Sollicciano.
gnewsonline.it, 9 novembre 2023
Nella mattinata di oggi il Sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al Trattamento dei detenuti e alla Giustizia minorile e di comunità, Senatore Andrea Ostellari, è stato ricevuto dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, presso gli uffici di Lungotevere Ripa.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 9 novembre 2023
Se avete oltre trent’anni provate a immaginare che la grandissima parte della vostra vita (più di tre decenni) sia trascorsa all’interno di un pozzo profondo, di un buco nero, di un abisso insensato. E pensando a quella vertigine leggete di Beniamino Zuncheddu, la cui vicenda è meno singolare di quanto si creda. Infatti, la condanna di una persona innocente non è un evento così raro, specialmente in alcuni Paesi dove il tasso di carcerazione è assai elevato, come negli Stati Uniti. Fece scalpore, tra le tante, la storia di Anthony Ray Hinton: arrestato in Alabama nel 1985 fu condannato alla pena capitale con l’accusa di duplice omicidio. Hinton, che da sempre ha negato ogni responsabilità, visse per trent’anni nel braccio della morte.
Corriere della Sera, 9 novembre 2023
Un'interpellanza sarà presentata alla Camera dal deputato bergamasco Devis Dori. Il deputato Devis Dori ha depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero della Giustizia di fare chiarezza su ogni aspetto relativo alle vicende che hanno portato alla morte del Oumar Dia, 21 anni, nato e cresciuto a Fiorano al Serio. “La tragica vicenda che ha portato alla morte di Oumar il 26 ottobre scorso nell’ospedale di Rozzano è incredibile e inquietante - dice Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme ad Alfredo Di Sirio, Coordinatore provinciale Sinistra Italiana e Oriana Ruzzini, consigliera comunale di Bergamo-. Oumar infatti si trovava sotto la custodia dello Stato, in quanto da giugno 2023 era detenuto nel carcere di Bergamo per scontare una condanna per il furto di uno smartphone avvenuto nel gennaio 2020. Successivamente, a metà ottobre, è stato condotto nel carcere di Opera, in provincia di Milano, apparentemente senza effettiva motivazione e comunque senza preavvisare i familiari. Il 21 ottobre Oumar era nell’ospedale di Rozzano già in gravi condizioni: cos’è successo?”.
di Sabino Cassese
La Repubblica, 9 novembre 2023
L’intervento dell’ex ministro e giudice costituzionale dopo l’articolo apparso su Repubblica: “È trionfalista chi scrive che non possiamo lamentarci dei risultati raggiunti?”. Caro Direttore, Tito Boeri e Roberto Perotti, nell’articolo intitolato “Pnrr, i veri numeri sulla giustizia” pubblicato su Repubblica il 6 novembre scorso affermano che io avrei calcolato male i risultati raggiunti dal Pnrr in materia di giustizia, sostengono che l’arretrato è diminuito meno dell’1%, che la durata dei processi è diminuita dell’1% e che “bisogna misurare i risultati correttamente”. Chiudono criticando i trionfalismi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2023
Il ministro al question time della Camera: “La riforma non soltanto tenderà ad abbreviare i processi ma a evitare che una persona resti sotto la graticola della giustizia per un tempo indeterminato e indefinito”. “La lentezza del processo penale è intollerabile” e superarla è “una delle nostre priorità. Stiamo intervenendo con correttivi sul decreto Cartabia, ma soprattutto abbiamo istituito una Commissione che nei prossimi sei mesi provvederà a redigere un n uovo progetto di codice di procedura penale. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo oggi al question time della Camera.
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