di Mario Di Vito
Il Manifesto, 10 novembre 2023
Il segretario di Magistratura Democratica: “Calamandrei diceva che la Costituzione è una polemica contro il presente: se si vogliono mettere in crisi i diritti, la giurisdizione ha il compito di difenderli”.
di Giorgio Spangher
Il Dubbio, 10 novembre 2023
Si tratta di capire se documenti e dati informatici siano acquisibili senza l’avallo del giudice e con la sola richiesta del pubblico ministero. Finalmente si è aperto il dibattito su una questione molto importante sul piano delle garanzie: stiamo parlando dell’acquisizione di intercettazioni e messaggistica criptata, laddove il trojan non riesce ad arrivare.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 10 novembre 2023
È incostituzionale il divieto di prevalenza dell’attenuante per chi collabora con la giustizia. Così la Consulta. Sconto di pena dalla metà a due terzi per il narcotrafficante pentito nonostante la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale. È incostituzionale il divieto di prevalenza dell’attenuante per chi collabora con la giustizia rispetto alla norma introdotta dalla legge 251/05. E ciò anche quando non si tratta di un piccolo pusher ma del membro di un’associazione criminale: “è di grande importanza” fin dagli anni 80 l’aiuto agli inquirenti che viene dall’interno dei clan, mentre risulta contraddittorio il divieto previsto dalla ex Cirielli per il potenziale collaboratore solo perché più volte condannato, circostanza piuttosto ricorrente nelle associazioni a delinquere. Così la Consulta, sentenza 201/2023, pubblicata ieri.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 novembre 2023
La Corte costituzionale, sentenza n. 201/2023, prosegue nell’attività demolitoria del divieto automatico di prevalenza delle attenuanti sulla recidiva reiterata disposto dalla legge ex Cirielli. Nuova pronuncia di illegittimità della Consulta sul divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulla recidiva reiterata, previsione introdotta nel 2005 dalla cd. legge ex Cirielli (n. 25/2005). Questa volta la Corte costituzionale, sentenza n. 201/2023, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto co., del Cp, nella parte in cui, con riguardo ai reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante della collaborazione (art. 74, comma 7, Dpr 309/1990) sulla recidiva reiterata (art. 99, quarto co., cod. pen.).
di Cristian Casali e Luca Molinari
cronacabianca.eu, 10 novembre 2023
Il garante dei detenuti Roberto Cavalieri ha presentato in commissione Parità la relazione sull’attività 2022, esposta anche la programmazione per il prossimo anno. Sovraffollate, con problemi legati alla sanità, con popolazione a netta prevalenza maschile, seri problemi all’accesso alle pene alternative alla reclusione anche quando questo sarebbe possibile. È il quadro delle carceri emiliano-romagnole che emerge dalla relazione relativa all’attività svolta nel 2022 che il garante dei detenuti Roberto Cavalieri ha presentato oggi nel corso della commissione Parità presieduta da Federico Alessandro Amico.
anconatoday.it, 10 novembre 2023
Giulianelli interviene su una delle problematiche emerse nei consueti colloqui effettuati durante le visite negli istituti penitenziari. Dopo le deroghe concesse durante la pandemia, infatti, si è tornati alle precedenti disposizioni. Il Garante Giancarlo Giulianelli interviene sul problema emerso nel corso dei consueti colloqui con i detenuti, a seguito delle visite effettuate negli ultimi giorni, e costituito dalle telefonate con i familiari. Durante il periodo della pandemia da Coronavirus, infatti, era stato previsto un aumento delle stesse telefonate e delle videochiamate, considerate le restrizioni per quanto riguarda le visite in presenza. Terminata l’emergenza sanitaria, in base alle direttive emesse dagli organismi competenti, si è ritornati al vecchio sistema con una diminuzione dei contatti telefonici e con possibili deroghe soltanto in casi specifici.
romasette.it, 10 novembre 2023
Il Garante Anastasìa, ha incontrato operatori e referenti delle quattro università laziali, con cui sono stati stipulati appositi accordi, e della onlus Arci Viterbo solidarietà. “Obiettivo di questi sportelli è quello di garantire a tutte le persone detenute negli istituti di pena del Lazio di poter accedere nei tempi più rapidi possibili al Garante regionale, per chiedere informazioni, esprimere doglianze o presentare reclami. Grazie al contributo e alle competenze delle università e dell’Arci di Viterbo, riusciremo ad ascoltare e rispondere altrettanto rapidamente a ogni detenuto che ne faccia domanda”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, nel corso dell’incontro che si è svolto stamane nella Sala Etruschi della sede del Consiglio regionale del Lazio. La riunione era stata convocata per un confronto della struttura amministrativa di supporto al Garante con i referenti delle quattro università e della onlus Arci Solidarietà Viterbo che dovranno svolgere per i prossimi tre anni i servizi di sportello negli istituti penitenziari del Lazio.
sardegnareporter.it, 10 novembre 2023
“Neanche i nuovi direttori accettano di venire a lavorare in Sardegna. Ricevuto l’incarico uno ha subito rinunciato, un altro si è dimesso e un terzo ha chiesto aspettativa. Così restano scoperti Isili, Tempio e Alghero in aggiunta a Sassari, Nuoro e perfino Cagliari. Insomma poco o niente cambia ammesso che non ci siano altre defezioni. Una umiliazione per l’intero sistema penitenziario sardo soprattutto dopo che Patrizia Incollu e Peppino Fois hanno lasciato sulla strada la loro vita per onorare il lavoro”. Lo sostiene Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV” facendo notare che “nessun’altra regione italiana ha subito questo trattamento né prima né adesso”.
di Luigi Romano*
openmigration.org, 10 novembre 2023
Marouane Fakhri era un ragazzo marocchino, tra le vittime della rappresaglia a freddo operata da alcuni reparti della polizia penitenziaria, dopo le proteste delle persone detenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’aprile del 2020, per la paura del contagio epidemico di Covid-19. Trasferito prima nel carcere di Ariano Irpino e poi in quello di Pescara. Qui si era riuscito a reintegrare, venendo selezionato per seguire un corso di formazione da operatore socio-sanitario e continuando gli studi per conseguire il diploma. Eppure, proprio in questo carcere, il ragazzo si è dato fuoco per poi morire due mesi dopo all’ospedale di Bari.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 10 novembre 2023
Secondo l’amministrazione penitenziaria i compact disc produrrebbero diversi pericoli, tra cui quello “neomelodico”. Il nuovo braccio di ferro intorno alla vicenda penitenziaria di Alfredo Cospito riguarda la possibilità che il detenuto anarchico, recluso al 41 bis, possa ascoltare Cd musicali. Cospito, condannato per strage a 23 anni per due bombe esplose senza morti o feriti, ha presentato un reclamo al magistrato di sorveglianza contro il No ricevuto dal carcere di Bancali. Il 3 ottobre scorso, venti giorni prima che il tribunale di sorveglianza di Roma confermasse il regime detentivo speciale nonostante il parere della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, il giudice gli ha dato ragione. Se il “carcere duro” ha lo scopo di impedire il contatto con organizzazioni criminali esterne, ha scritto il magistrato, il divieto dei Cd ha solo un carattere afflittivo. Violando il diritto a un’innocua attività ricreativa e culturale.
- Palermo. La nuova vita comincia dal carcere: “Qui sto imparando la pazienza, non sbaglierò più”
- Cagliari. Le uniformi dei carabinieri? Le lavano in carcere
- Milano. Sesta Opera, 100 anni dell’associazione di volontariato penitenziario nata grazie ai gesuiti
- Torino. “Il carcere minorile contemporaneo. Parliamone”
- Roma. “100 anni di leggi sugli stupefacenti”: il terzo convegno di Giustizia Insieme











