di Daniela Preziosi
Il Domani, 31 ottobre 2023
Alla camera nel testo sul Sud sono state votate altre norme sull’immigrazione, Meloni ne ha varato uno ogni due mesi. Le opposizioni: “Tentativi-spot, nessuna necessità né urgenza. Nonché in materia di immigrazione”. Oggi alla camera è stato votato l’ennesimo voto di fiducia, in questo caso al decreto 124 “recante disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno, nonché in materia di immigrazione”. Nei quasi cinquanta decreti che il governo ha varato dalla nascita - in media uno ogni otto giorni - quel “nonché” agganciato in coda come un carro merci, segnala il nuovo provvedimento sul tema dei migranti. Una materia su cui il governo evidentemente non riesce a trovare una via, visto che continua a tornarci su. Ieri pomeriggio, dopo il voto, Pd e M5s hanno rovesciato in aula decine di ordini del giorno. Tutte carte “inutili”, secondo Walter Rizzetto (Fdi), rivelando come la maggioranza intende “il ruolo di rappresentanza dei parlamentari” (Federico Fornaro, Pd). Ma era già evidente dai troppi voti di fiducia. E dagli ordini di scuderia sulla prossima manovra: zero emendamenti.
di Monica Bizaj*
Il Dubbio, 31 ottobre 2023
“Together for greater support of the families of convicts” è un progetto europeo volto al sostegno delle famiglie dei condannati voluto dalla comunità europea. Alcuni mesi fa l’associazione sannita “Gramigna odv” ci proponeva una collaborazione attiva nell’ambito del progetto europeo “Together for greater support of the families of convicts”, volto al sostegno delle famiglie dei condannati, progetto co- finanziato dall’Unione Europea sotto il programma Erasmus+.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 31 ottobre 2023
L’antisemitismo può essere solo condannato e contrastato. Dall’assalto ai passeggeri all’aeroporto in Daghestan, alla violazione della bandiera alla Fao di Roma: chi nega agli ebrei e a Israele il diritto di esistere va combattuto. Tuttavia sarebbe sbagliato considerare l’ondata di empatia per la Palestina che pervade anche l’Occidente come una pura manifestazione di antisemitismo. Che, ripeto, esiste, a sinistra come a destra, e va fermato. Ma nelle università italiane e anglosassoni non ci sono soltanto antisemiti.
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 31 ottobre 2023
C’è un ruolo specifico che la Ue, divisa e debole, può giocare per spegnere l’incendio di Gaza? C’è un ruolo specifico che l’Europa può giocare per spegnere l’incendio di Gaza? E, più in generale, far ripartire il processo di pace? Le divisioni durante il Consiglio europeo del 26 ottobre e il voto discorde in merito alla mozione Onu su Gaza hanno confermato che la Ue è tuttora incapace di esprimere una strategia condivisa. Agli occhi dei Paesi arabi l’Europa è vista come un “elefante con le gambe di un pollo” (il loro modo di rendere la nostra metafora del gigante dai piedi d’argilla).
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 31 ottobre 2023
Dovrebbe essere chiaro a tutti, ai potenti leader di governo come agli opinionisti e ai cittadini, a coloro cioè che contribuiscono, in forme e con autorità diverse, a creare l’opinione nelle nostre democrazie, che anche qualora Hamas venisse sconfitto, resterebbe comunque la questione palestinese. Resterà fino a quando non si tradurrà in una forma statuale (o insieme o accanto a quella di Israele), fino a quando cioè quel popolo potrà contare su un sistema nazionale di difesa come tutti gli stati, senza affidarsi a milizie, fanatici e fondamentalisti al soldo di chi mira ad esercitare un’egemonia sulle popolazioni arabe e musulmane (e non solo) della regione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 ottobre 2023
Picchiata e ammanettata perché senza velo: “Non mangia e non prende le medicine”. Aggredita e arrestata dopo aver definito la morte di Armita Garavand un “omicidio di Stato”. Nasrin Sotoudeh, la celebre avvocata iraniana in prima linea per la difesa dei diritti umani, è stata brutalmente picchiata e poi condotta in cella domenica, a Teheran, dopo il funerale della 17enne uccisa a botte dalla polizia morale iraniana, che l’ha aggredita in metropolitana circa un mese fa. Ufficialmente, la colpa dell’avvocata è stata quella di essersi presentata in pubblico senza velo - alcuni video e foto provano la sua presenza senza hijab - e “di attività contro la sicurezza mentale della società”. Ma potrebbe trattarsi di un protesto, dal momento che Sotoudeh è già finita nel mirino del regime più volte per la sua attività di difesa delle donne, tanto da essere stata condannata all’esito di un processo ingiusto. L’avvocata stava scontando la detenzione a casa, per motivi di salute. Ma ora è finita di nuovo in carcere, assieme ad altri manifestanti, tutti presenti domenica al funerale della giovane, dove si sono alzati slogan contro le autorità locali. “Armita, la tua anima è felice”, “questo fiore pieno è un dono alla madrepatria”: queste alcune delle parole urlate per la 17enne vittima della follia del regime iraniano. Che ha reagito nuovamente con la violenza, picchiando i presenti, tenuti sotto stretto controllo per tutto il corso del funerale.
di Liana Milella
La Repubblica, 30 ottobre 2023
Nel primo semestre del 2023 la riduzione dei tempi dell’Appello, rispetto al 2019, è stata del 27% a livello nazionale. Nel 2022 invece sono stati 33mila i processi andati in prescrizione in Appello, ma la maggioranza vuole reintrodurla proprio in questo grado di giudizio. La Commissione europea non se n’è ancora accorta, ma la riforma “garantista” della prescrizione, sulla quale Carlo Nordio ha messo il cappello e che la prossima settimana sarà già in aula alla Camera, “garantisce” di perdere sicuramente l’obiettivo del Pnrr.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 30 ottobre 2023
L’avvocata Diletta Stendardi: “È un istituto complementare al procedimento”, dice la mediatrice penale, “consente di agire su aspetti di cui il procedimento non può occuparsi, qualora le parti lo ritengano utile”. La giustizia riparativa è un istituto molto coraggioso, complementare al procedimento vero e proprio. L’avvocata Diletta Stendardi, che opera anche come mediatrice penale, ripercorre le tappe fondamentali che hanno portato alla creazione della giustizia ripartiva e al suo ingresso nel nostro sistema giudiziario. “Badiamo bene - dice al Dubbio Stendardi -, il coraggio è cosa diversa dalla sconsideratezza. La traversata va compiuta con la necessaria preparazione e con la bussola dei principi fondamentali e delle garanzie previsti dagli atti sovranazionali, così come dal decreto legislativo 150/2022”.
di Oliviero Mazza*
Il Dubbio, 30 ottobre 2023
Responsabilizzare l’imputato e riconoscere il ruolo della vittima significa confessare davanti al mediatore, con atto di contrizione, senza alcuna garanzia difensiva. Un primo equivoco riguarda i principi generali e le finalità. L’articolo 43 co. 2 d.lgs. 150 del 2022 non lascia dubbi sul fatto che i programmi di giustizia riparativa “tendono a promuovere il riconoscimento della vittima” e la “responsabilizzazione” dell’imputato. Nessun infingimento da parte del legislatore: la giustizia riparativa richiede ruoli definiti, vittima e colpevole, che sono ontologicamente incompatibili con la presunzione d’innocenza.
di Mitja Gialuz* e Michele Passione**
Il Dubbio, 30 ottobre 2023
È un percorso dialogico condotto da un mediatore che prende le mosse non dalla responsabilità penale ma da un fatto nudo. Bisogna dare atto a Oliviero Mazza di aver preso sul serio l’impegno ad animare il dibattito attorno alla giustizia riparativa, salutata sin dalla scorsa estate dalle pagine di questo giornale con giudizi lapidari. L’oggetto della riflessione viene suggestivamente alterato dall’Autore in modo che i suoi pre-giudizi critici fondati su una rappresentazione ideologica possano risultare retoricamente efficaci e persuasivi.
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