di Luca Palamara
Il Giornale, 25 settembre 2023
Sono tornate le grida di allarme di una parte della informazione e di una opposizione movimentista pronta ad accaparrarsi una velleitaria difesa corporativa della magistratura? Quel nodo irrisolto chiamato intercettazioni. Sono tornate le grida di allarme di una parte della informazione e di una opposizione movimentista pronta ad accaparrarsi una velleitaria difesa corporativa della magistratura? Lo spunto l’ha offerto la imminente conversione del decreto legge del governo Meloni approvato lo scorso 10 agosto.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 25 settembre 2023
Il figlio di Vittorio, ucciso dalle Br: “L’ultima volta che mi chiamò ero negli Usa. Disse: ti sento e sto bene”. Gli assassini: “La Braghetti l’ho conosciuta fugacemente a un incontro della Caritas. Tra noi e loro c’era una terribile asimmetria”. “Ho ucciso il professor Vittorio Bachelet il 12 febbraio del 1980 al termine di una lezione alla facoltà di scienze politiche. Lo aspettavo. Scese le scale seguito e circondato dai suoi studenti. Ero vestita come uno di loro, in giaccone, pantalone stivali, con un cappello di lana in testa. Gli andai incontro ed esplosi undici colpi. Fu un attimo. Solo mentre cadeva lo guardai, vidi i capelli grigi, gli occhiali, il cappotto blu…. Non ero stata io a individuare l’obiettivo né a condurre l’inchiesta. Il professor Bachelet era un bersaglio facilissimo, non aveva la scorta e faceva sempre gli stessi percorsi”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 25 settembre 2023
Sono molti i misteri destinati a rimanere tali con la sua morte: dall’assassinio “saltato” di Falcone alla strage di via dei Georgofili a Firenze, dal tentato omicidio di Maurizio Costanzo alla custodia dell’archivio del “capo dei capi”, Totò Riina. Il fatto di essere l’ultimo latitante della stagione stragista di Cosa nostra, rimasto in circolazione fino a otto mesi fa, aveva trasformato Matteo Messina Denaro in un forziere di segreti. Destinati a restare tali anche ora che è morto, dopo essere stati una dei punti di forza del suo potere. Autentico o virtuale che fosse. Un forziere che poteva aprire solo lui, cosa che s’è ben guardato dal fare quando s’è trovato faccia a faccia con i magistrati inquirenti dopo la sua cattura. “Io non mi farò mai pentito”, ha subito avvisato il pm nel primo interrogatorio. E quel “se ho qualcosa non lo dico, sarebbe da stupidi” pronunciato davanti al giudice a proposito dei beni patrimoniali posseduti, si poteva tranquillamente estendere ai retroscena delle trame mafiose di cui è stato protagonista. Comprese quelle che hanno insanguinato, inquinato e persino deviato la storia del Paese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 settembre 2023
Ci sono voluti trent’anni per catturare il capo mandamento di Trapani. I tanti interrogativi sulla sua latitanza e quel blitz il 16 gennaio 2023 a Palermo mentre entrava nella clinica “Maddalena” per curarsi. L’ultimo super boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, è morto. Il padrino, nato a Castelvetrano 61 anni fa, è deceduto presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, un reparto adibito al 41 bis. Negli ultimi mesi, il peggioramento era inevitabile per il boss affetto da un tumore al colon al IV stadio. Non è un caso che sia stato tratto in arresto il 16 gennaio scorso, mentre stava per iniziare la seduta di chemioterapia alla clinica Maddalena di Palermo, una delle più note della città. Quando si è reso conto di essere braccato, ha accennato a allontanarsi. Non una vera e propria fuga, visto che decine di uomini del Ros, armati e col volto coperto, avevano circondato la casa di cura. I pazienti, tenuti fuori dalla struttura per ore, si sono resi conto solo dopo di quanto era accaduto e hanno applaudito i militari ringraziandoli.
di Luigi Benelli
centropagina.it, 25 settembre 2023
Per gli esponenti dei partiti: “Bene attività come musica e cucina, ma serve l’indulto per alleggerire gli istituti”. Una delegazione dei Radicali Italiani Pesaro guidati da Alex Battisti e Più Europa Pesaro-Urbino con Alessandro Cirelli si sono recati in visita congiunta presso la casa circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro.
Corriere della Calabria, 25 settembre 2023
La visita del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento: “Due i problemi: sovraffollamento dei detenuti e agenti sotto organico”. “Nella giornata di ieri, insieme al collega deputato Francesco Cannizzaro, ho effettuato un’ispezione al carcere Arghillà di Reggio Calabria. Siamo consapevoli delle difficoltà croniche del sistema penitenziario nel nostro Paese, e anche su questo il governo si sta impegnando per migliorare l’esistente, ma nella città calabrese abbiamo trovato una situazione davvero critica in un contesto in cui lo Stato dovrebbe rieducare chi ha commesso un reato o un crimine e allo stesso tempo garantire la totale sicurezza del personale che vi ci lavora”. Così Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.
telecitynews24.it, 25 settembre 2023
Grazie al progetto “Devi Vedere!” di Radicali Italiani, organizzato per portare a conoscere le realtà carcerarie ai cittadini che non le hanno mai potute vedere dall’interno, la delegazione radicale di Cuneo ha visitato le due carceri di Alessandria. “Il circondariale “Don Soria” è situato in città in una posizione molto raggiungibile. La sua struttura è vecchia ed alcuni locali dovranno essere riammodernati per poter essere utilizzati. È difficile, per il generale problema di mancanza di medici, garantire i turni h24 della Guardia Medica. Sopperisce il servizio di telemedicina, ma come ci ha sottolineato la garante dei detenuti non sempre i collegamenti sono possibili. In entrambe le carceri il personale è sotto numerato, e questo fa sì che si debbano svolgere straordinari e che sia più difficile mantenere le attività proposte. Il “Don Soria” garantisce per la popolazione detenuta alcune attività formative, oltre all’istruzione di primo grado, come corso di falegnameria, di elettricista ed edile.”
pressenza.com, 25 settembre 2023
Martedì 26 settembre a Bologna si terrà l’iniziativa “Un ponte tra carcere e città”, organizzata dal Quartiere Navile con Liberi dentro Eduradio&Tv e dedicata al carcere, “il settimo quartiere di Bologna”, come ribadisce il sottotitolo. Un evento ricco di incontri per parlare di Liberi dentro Eduradio&Tv, la trasmissione radiotelevisiva che fa da ponte tra carcere e città, in onda tutti i giorni su Icaro TV canale 18 e Radio Città Fujiko 103.1 FM, ormai quasi al quarto anno di programmazione e di tutte le attività legate alla connessione tra carcere e città.
piacenzasera.it, 25 settembre 2023
“Tutelare l’opera d’arte uomo”. L’artista è sempre politico? Muoversi da questo interrogativo per compiere un lungo, stimolante, appassionato percorso tra l’afasia della politica dei nostri giorni e l’irrinunciabilità del valore sovversivo dell’arte, accompagnati da due personaggi tanto diversi quanto dirompenti come Alessandro Bergonzoni e Luigi Manconi. In tanti l’hanno affrontato, grazie all’incontro proposto dal Festival del Pensare Contemporaneo sabato sera in un Palazzo Xnl completamente esaurito, tra il funambolo delle parole e il sociologo e politico che ha studiato i mondi della sofferenza e dell’esclusione sociale, moderati dalla giornalista di Repubblica Lara Crinò.
di Pierluigi Battista
Corriere della Sera, 25 settembre 2023
Hannah Arendt, Albert Camus, George Orwell: seppero rischiare la solitudine per non smettere di dire la loro “verità”. Un libro per raccontare una triplice lezione di indipendenza intellettuale “che io non ho saputo seguire fino in fondo”. I miei tre eroi, Hannah Arendt, Albert Camus, George Orwell, mi fanno sentire meno solo. Men solo umanamente, culturalmente, politicamente, esistenzialmente. Quando mi sono avvicinato a loro, tra la fine dei cupi anni Settanta e i primi anni Ottanta, ho sentito emanare dalle loro vite e dalle loro opere, qualcosa di straordinariamente vivificante. Ossigeno, per me che ero imprigionato in un conformismo ossificato e asfissiante. Una triplice lezione di indipendenza intellettuale che io non ho saputo seguire fino in fondo, per quel fondo di pusillanimità che ci fa preferire il quieto vivere al conflitto contro un nemico potente e arrogante, ma che è maturata in me come ideale regolativo, modello di pensiero. Coraggio culturale. Ecco, coraggio culturale. “Dire la verità, anche se è ripugnante, a costo di offendere ciò che hai di più sacro dentro”.
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