di Carlo Bonini
La Repubblica, 24 settembre 2023
Incapace di risolvere la contraddizione insanabile tra l’ossessione della vendetta sulla magistratura coltivata dai soci di minoranza del suo governo (Lega e Forza Italia) in nome dell’eredità berlusconiana con le radici giustizialiste della sua formazione politica e le parole d’ordine del suo partito, Meloni ha trasformato le politiche della giustizia e gli interventi sulle norme penali in un incedere sgangherato. Che combina un garantismo amorale a vantaggio dei forti (colletti bianchi e politica) con una feroce e classista intransigenza punitiva nei confronti dei marginali.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 24 settembre 2023
Un anno di governo: dai rave party ai migranti passando dagli adolescenti di Caivano, ecco i nemici contro cui mobilitare le truppe di mare e terra. Il primo decreto e l’ultimo dell’anno I dell’èra M si assomigliano come due gocce d’acqua: pugno duro contro chi disturba e contro chi imbastardisce. I rave party e gli sbarcati dall’Africa passando per gli adolescenti di Caivano: eccoli i nemici contro i quali il primo governo di estrema destra della storia repubblicana mobilita le truppe di mare e di terra. Con parate in abiti da lavoro. Tra gli alluvionati romagnoli, col prete di Caivano, a Lampedusa con Ursula von der Leyen, l’angelo custode del sovranismo nostrano. E siccome gli obiettivi presi di mira sono minoranze (numeriche oltre che etniche) tutto sembra facile, anzi normale perché, vivvaddio, la maggioranza ha il potere!
di Luca Sofri
ilpost.it, 24 settembre 2023
È stata concessa a Davide Fontana, condannato per il femminicidio di Carol Maltesi: in Italia esiste da anni ma solo da poco è prevista dalla legge. Sabato il tribunale di Busto Arsizio, in provincia di Varese, ha deciso di accogliere la richiesta di Davide Fontana, il 44enne milanese condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Carol Maltesi, una donna italo-olandese di 26 anni, di accedere alla “giustizia riparativa”.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 24 settembre 2023
Il boss stragista in coma irreversibile. A Castelvetrano, in provincia di Trapani, preparano la tomba. “La mamma è voluta andare a salutarlo per l’ultima volta, ora anche lei si troverebbe a L’Aquila al capezzale di suo figlio”. L’indiscrezione arriva direttamente dalla Sicilia, da Castelvetrano, il paese natale dell’ultimo boss stragista di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, 61 anni, da due giorni in coma irreversibile all’ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese. È il sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano (M5S), ad averla raccolta ieri parlando con alcuni suoi concittadini: “Mi hanno detto che è partita con la figlia Giovanna”.
forlitoday.it, 24 settembre 2023
La visita-lezione si terrà il 24 ottobre prossimo. La partecipazione è riservata a un gruppo di 35 persone residenti in Emilia-Romagna attive nel volontariato penitenziario e interessate ad approfondirne le prospettive di intervento a favore dei detenuti. Visita alla Casa circondariale di Forlì per il Garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna Roberto Cavalieri e per i partecipanti al progetto “Conoscere il carcere per progettare il volontariato” organizzato in collaborazione con il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna e Marche. L’appuntamento è per il 24 ottobre prossimo e la partecipazione è riservata a un gruppo di 35 persone residenti in Emilia-Romagna attive nel volontariato penitenziario e interessate ad approfondirne le prospettive di intervento a favore dei detenuti.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 24 settembre 2023
Recluso nel carcere di via Gleno per 878 giorni, sarà risarcito con poco più di 7mila euro: “Condizioni inumane”. Respinto ricorso del ministero. “Detenzione attuata in condizioni inumane e degradanti”. Può succedere anche nel carcere di Bergamo, dove un detenuto è rimasto per quasi due anni e mezzo in una cella con uno “spazio minimo vitale” di 2,6 metri quadri. Che quella situazione fosse appunto così aspra da essere definitiva inumana e degradante, ora lo ha detto anche la Cassazione, confermando il risarcimento (pari a circa 7mila euro) in favore di un uomo passato da via Gleno.
di Lucio Musolino
Il Fatto Quotidiano, 24 settembre 2023
Inizierà il 20 novembre in aula bunker, a Reggio Calabria, il processo ai poliziotti della penitenziaria accusati di tortura e lesioni aggravate ai danni di un detenuto di origine campana, Antonio Peluso, considerato un esponente di spicco della camorra. Davanti al Gup Vincenzo Quaranta si è conclusa l’udienza preliminare per i 14 indagati: 8 rinvii a giudizio e 6 proscioglimenti per i fatti avvenuti all’interno del carcere di San Pietro il 22 gennaio 2022 quando Peluso, ripreso dalle telecamere interne dell’istituto di pena, aveva messo in atto una protesta, rifiutandosi di rientrare in cella dopo avere beneficiato dell’ora d’aria.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 24 settembre 2023
Di lavoro in carcere non si parla mai abbastanza. E quando accade, non sempre si ascoltano le voci di tutti i soggetti coinvolti, così che il quadro che ne esce offre spesso una visione solo parziale del tema. Ma non sempre va così. A Venezia, nella Chiesa conventuale Santa Maria Maddalena interna alla Casa di reclusione femminile della Giudecca, si è svolto ieri, 22 settembre, l’incontro “Liberi di lavorare”. E a parlare di opportunità lavorative e formazione professionale della popolazione detenuta, ma anche di difficoltà e nodi da risolvere stavolta c’erano tutti: rappresentanti del Governo, del Ministero della Giustizia, dell’imprenditoria, delle cooperative sociali, giornalisti, dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria, direttori di istituto, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e una rappresentanza di detenute lavoranti.
di Francesco Franchella
Il Resto del Carlino, 24 settembre 2023
La figlia di Enzo sul podio con il libro scritto a 40 anni dall’arresto del padre. “Carceri ancora in stato vergognoso”. Gaia Tortora ha appena vinto il Premio Estense, con il suo libro autobiografico Testa alta, e avanti (Mondadori), racconto personale e doloroso a quarant’anni dall’arresto di suo padre Enzo (1928-1988), vittima di un clamoroso caso di “malagiustizia”.
di Ivana Marrone ed Emiliano Sbaraglia
collettiva.it, 24 settembre 2023
Francesco “Kento” Carlo, rapper con oltre mille concerti alle spalle, da anni svolge laboratori di scrittura nelle carceri minorili: ecco la sua esperienza. Dal primo all’ultimo dei suoi dischi, dal titolo Kombat Rap (Time 2 Rap, 2023), Francesco “Kento” Carlo si è sempre distinto nell’articolato mondo dell’hip-hop e rap italiano, in particolare quello definito di seconda generazione, affermatosi nel corso degli anni Novanta nel nostro Paese.
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