di Gennaro Avallone
Il Manifesto, 23 maggio 2023
L’inchiesta di Nancy Porsia pubblicata da Bompiani. La presentazione giovedì alle 18 al Maxxi di Roma con l’autrice, Alberto Negri e Vittorio Di Trapani.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 23 maggio 2023
Alla fine capiamo che popolo vuol dire tutto e niente. Eppure per i populisti il popolo lo si riconosce in quella parte degli abitanti di un paese che si identifica con un capo. La parola popolo echeggia su molte bocche in questo periodo. Chi rappresenta meglio il popolo? Chi ne fa gli interessi? Ma cosa si intende quando si parla di popolo? Nella Storia la parola ha avuto tanti significati. Per alcuni il popolo è semplicemente la gente che abita in uno spazio preciso: città, paese, continente. Per altri si identifica con i cittadini, quindi coloro che si riconoscono come parte di una nazione. Per altri il popolo è solo la parte povera del paese: contadini, operai, artigiani. Per altri è fatto solo da esclusi, emarginati, diseredati. Il dizionario spiega che sinonimo di popolo è: comunità, gente, stirpe. Ma anche: lavoratori, classe, proletariato, volgo, plebe, massa, folla, moltitudine, pubblico. Una vastità di significati. Alla fine capiamo che popolo vuol dire tutto e niente. Eppure per i populisti il popolo lo si riconosce in quella parte degli abitanti di un paese che si identifica con un capo.
di Angelo Bonelli*
Il Riformista, 23 maggio 2023
Caro sindaco Gualtieri, non condivido la tua decisione di costituirti parte civile contro i ragazzi di Ultima Generazione e ti spiego perché. Disapprovo alcuni metodi utilizzati dalle ragazze e dai ragazzi di Ultima generazione come ad esempio i blocchi stradali, perché dal mio punto di vista danneggiano i settori sociali più deboli e allontanano simpatie piuttosto che conquistarle. Alexander Langer diceva: “La transizione ecologica deve essere socialmente desiderabile”. Queste cose le ho dette e continuerò a dirle ai ragazzi e ragazze di Ug. Quello che manca alla politica tutta, è la volontà di ascoltare le loro ragioni, le loro preoccupazioni. In poche parole nessuno ha parlato con loro e ci si vuole confrontare, classificandoli incredibilmente come dei criminali, che per me non sono.
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 23 maggio 2023
In Iraq ci sarebbero almeno 400 donne che da oltre quattordici giorni stanno conducendo uno sciopero della fame. Non sono detenute comuni. Sono tutte dell’alta sicurezza. L’accusa è la più pesante che ci possa essere: jihadiste, appartenenti all’Isis. Sono russe, turche, azere, ucraine, siriane, francesi, tedesche, finanche americane. Le loro condanne vanno dai 15 anni di carcere alla pena fino alla morte se non anche alla pena di morte. Con loro, detenuti, ci sono anche un centinaio di bambini. Bambini nati in carcere. Bambini morti in carcere. L’ultimo, un bambino di tre anni. Recluse e reclusi nel carcere di Rusafa, a est di Baghdad. Un video trafugato, diffuso dalla BBC, rivela che sono stipate anche in 40 in un’unica cella.
di Anna Lombardi
La Repubblica, 23 maggio 2023
Negli ultimi mesi già 7 Stati hanno passato leggi che puniscono chi fornisce testi “proibiti” ai minori, con altri 20 con in cantiere norme simili: le punizioni prevedono fino a 10 anni di prigione e sanzioni fono a 100 mila dollari.
di Giovanni Zaccaro
Il Domani, 22 maggio 2023
In uno Stato di diritto non si può pretendere che gli atti dei pubblici poteri siano sottratti al controllo di legalità ma il principio funziona solo se sono chiare le norme e le competenze che regolano ciascuna materia.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 22 maggio 2023
Tutti i delitti aggravati da mafia e terrorismo saranno procedibili d’ufficio. Inoltre, l’obbligo di arresto in flagranza opererà anche se manca la querela, quando la vittima non è “prontamente rintracciabile”. Sono le novità del disegno di legge su procedibilità d’ufficio e arresto in flagranza, approvato in via definitiva la settimana scorsa.
La Repubblica, 22 maggio 2023
Il sottosegretario di FdI alla Giustizia dal Salone del libro di Torino torna sulla vicenda che nei mesi scorsi ha infiammato il dibattito politico: “Ha avuto pure ripercussioni sulla mia salute”. E ribadisce: “Non chiedo scusa al Pd”.
di Marco Leardi
Il Giornale, 22 maggio 2023
Il sottosegretario alla Giustizia rivela le conseguenze della vicenda sulla propria salute. Ma non indietreggia né si scusa col Pd: “Cospito un criminale, deve rimanere al 41-bis”. “Ribadisco che è un criminale. Deve rimanere al carcere duro”. Su Alfredo Cospito, l’anarchico condannato per la gambizzazione di un uomo e detenuto al 41-bis, Andrea Delmastro non ha cambiato idea.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 maggio 2023
Tutto ha inizio con le dichiarazioni di Giovanni Brusca e Salvatore Cancemi, tra il 1994 e il 1998: parlarono anche del “papello” di Riina, ritirato fuori dal figlio di “Don Vito”. La tesi giudiziaria della Trattativa Stato- mafia è una ricostruzione che ha tentato di riscrivere la storia di un determinato periodo del nostro Paese. Ogni legittima scelta politica, lotta tra correnti all’interno dell’ex Democrazia cristiana, atti amministrativi da parte dell’allora Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o dell’allora ministero della Giustizia, azioni investigative portate avanti dalle divise, in particolare il reparto speciale dei carabinieri (Ros), viene riletta sotto la lente “trattativista”. Un vero e proprio teorema che prende vari episodi, li decontestualizza, si avanzano sospetti e suggestioni, e li riunisce creando così una narrazione apparentemente scorrevole.
- Quel contatto don Vito-Ros che diede il “la” all’invenzione della trattativa
- Il Protocollo Farfalla? In realtà fu solo una “dietrologia di Stato” che non portò alcun risultato
- Lo stop al 41 bis? Riguardò appena 11 affiliati: tra loro neppure un boss di Cosa nostra
- Niente arresti domiciliari se il detenuto andrebbe ad abitare in una casa occupata abusivamente
- Torino. Controllare i detenuti trasformandoli in bambini











