di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 7 settembre 2023
Oggi in Consiglio dei ministri il provvedimento contro le baby gang. Il governo vorrebbe mettere in atto delle misure immediate ma non tutti i membri dell’esecutivo sono dello stesso avviso. Si profila l’arresto per i minori, dai 14 anni in su, colti in flagranza di reato per reati come spaccio di stupefacenti e violenza al pubblico ufficiale. Potrebbe essere questa la misura più immediata nel contrasto alla criminalità giovanile che il governo inserirà oggi nel decreto Caivano quando dalle bozze, sulle quali ieri la maggioranza si è confrontata, si passerà al testo definitivo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 settembre 2023
Un provvedimento di ben 14 articoli per tentare di rispondere al disagio e alla povertà educativa dei minori. Ma a prevalere è la “stretta penale”. Oggi alle 12.30 il Consiglio dei ministri analizzerà tra i vari provvedimenti anche il decreto legge “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile”: quattordici articoli nella bozza che abbiamo potuto visionare e alla quale hanno lavorato negli scorsi giorni, in via Arenula e in Piazza del Viminale, i tecnici degli uffici legislativi della Giustizia e dell’Interno, coi contributi di altri dicasteri e col coordinamento di Palazzo Chigi.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 7 settembre 2023
In Cdm il decreto legge con la stretta sulla criminalità. Stop al cellulare e carcere per chi non manda i figli a scuola. Un daspo urbano e un avviso orale per quei minorenni, dai 14 anni in su, considerati soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica. Sarà il questore, con provvedimento motivato, a ordinare ai ragazzi di lasciare il territorio dove hanno commesso azioni violente o illegali, con il divieto di farvi ritorno, da sei mesi a quattro anni, purché non si tratti del comune di residenza o di dimora abituale. Il baby daspo è una delle nuove misure previste dal cosiddetto decreto Caivano, cioè il pacchetto di “misure urgenti per il contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile” che approdato oggi in Consiglio dei ministri. Il testo, nato sulla scia degli ultimi avvenimenti di cronaca, contiene una serie di norme restrittive per i giovani destinate a far discutere.
di Ignazio Juan Patrone*
Il Manifesto, 7 settembre 2023
Decreto Caivano. Tutta l’evoluzione del diritto minorile in Italia, dagli anni Sessanta in poi, è caratterizzato dal tentativo di dare ai minori che commettono reati la possibilità di uscire dal circuito repressivo. Quella che ora si manifesta appare invece una decisa inversione di rotta
di Ivan Cimmarusti e Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2023
Contro disagio giovanile, povertà educativa e criminalità minorile il governo Meloni mette in campo un pacchetto di norme che viaggia spedito verso il Consiglio dei ministri. Le misure sono drastiche. Contro disagio giovanile, povertà educativa e criminalità minorile il governo Meloni mette in campo un pacchetto di norme che viaggia spedito verso il Consiglio dei ministri di oggi. Gli stupri di Caivano e Palermo, ma anche l’omicidio del 24enne musicista Giovanbattista Cutolo hanno messo lo sprint a un dossier sicurezza già da tempo tra gli obiettivi della premier. Si vuole arginare il degrado sociale che tiene sotto scacco le aree periferiche e degradate del Paese, sia attraverso un inasprimento di pene e sanzioni, sia con investimenti per fronteggiare le vulnerabilità sociali.
di Monica Serra
La Stampa, 7 settembre 2023
La presidente del Tribunale dei minorenni di Milano: “Il disagio va intercettato prima, il problema è il calo degli investimenti nei servizi sociali e nella giustizia”. “Inasprire il sistema penale non può essere la soluzione per contrastare la criminalità minorile”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 7 settembre 2023
La nota dell’Autorità al governo in vista del cdm di domani: “Occorre pensare a sanzioni penali su misura per i minorenni, diverse da quelle degli adulti”. “Contrasto alla criminalità minorile: inasprire il sistema penale non serve”. A dirlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, in vista della stretta sulla violenza giovanile prevista nel dl che arriverà domani sul tavolo del Consiglio dei Ministri.
di Dario Del Porto
La Repubblica, 7 settembre 2023
Li conoscono bene, quei ragazzi. Hanno parlato con loro, li hanno interrogati e giudicati. C’è quello che prova a fare il duro, l’altro che si mostra pentito e chi invece scrolla le spalle. Ma quando un giovane non ancora diciottenne arriva davanti al magistrato dopo aver commesso un reato, lo Stato ha già perso la partita ed è per questo che Claudia Caramanna, procuratrice per i minorenni a Palermo, sottolinea: “La sanzione, da sola, non è sufficiente. È indispensabile essere rigorosi e garantire la certezza della pena, però la prevenzione sul territorio, l’educazione e il recupero restano strumenti fondamentali”.
antigone.it, 7 settembre 2023
Abbassare l’età di chi entra in carcere non è la soluzione. Così come non lo è mai la reazione repressiva. Chiunque ha a che fare coi ragazzi sa che le responsabilità vanno estese agli adulti e alla società. Punire un ragazzo non è mai la risposta, specie a quell’età. Il sistema della giustizia minorile italiana è un sistema che funziona, dove la detenzione negli istituti di pena è dal 1988 sempre più residua. Se qualche provvedimento deve essere intrapreso in tal senso, questo deva andare verso una modifica del sistema sanzionatorio prevedendo pene diversificate per i minori e non, come si discute in queste ore, abbassando l’età in cui un minore può entrare in carcere o solo con interventi delegati alla polizia. Servono educatori e non questori per occuparsi di ragazzi nei luoghi a rischio. Servono investimenti sociali e culturali nelle periferie urbane e in tutti quei luoghi dove i contesti economici e sociali sono difficili e non lasciano grande spazio a percorsi diversi da quelli che possono portare alla commissione di reati. Serve la lotta alla dispersione scolastica, che non può passare dal carcere per i genitori.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 settembre 2023
Intervista a Marco Cappato: “Non c’è alcun interesse alla realtà, si insegue solo l’effetto sulle masse. Questo è un modo di distruggere il senso stesso dello Stato di diritto, cioè è un metodo eversivo”. Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, ha appena concluso la sua visita al carcere di Monza, città dove è candidato nelle elezioni suppletive del Senato per il collegio che fu di Silvio Berlusconi, quando legge le bozze del decreto legge che il governo si appresta a varare oggi in contrasto alla devianza e alla criminalità minorile.
- Don Burgio: “Meglio educare che punire. A furia di Daspo li facciamo diventare imputati per forza”
- Marco Dugato, sociologo: “La nuova violenza nasce dai ragazzi cresciuti per strada e sui social”
- L’ex procuratore di Napoli Lepore: “Non servono misure di polizia. Bisogna cambiare il carcere”
- L’ex procuratore di Napoli Riello: “I minori impuniti sono le reclute dei clan. Basta con le leggi dettate dall’emotività”
- Riforma Nordio: si insedia la Commissione e le toghe si ribellano subito









