di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 28 aprile 2023
La Cassazione chiude senza rinvio la lunga storia del processo Stato-Mafia. Assoluzioni “perché il fatto non sussiste” per politici e carabinieri del Ros, prescrizione per i boss mafiosi.
di Luca Roberto
Il Foglio, 28 aprile 2023
“La sentenza della Cassazione conferma che questo processo non sarebbe mai dovuto esistere. E mostra le distorsioni del sistema giudiziario e mediatico”, dice il professore emerito di Diritto penale all’Università di Palermo. “E insomma alla fine avevo ragione a sostenere che il processo sulla cosiddetta trattativa stato-mafia fosse una boiata pazzesca. Un pasticcio giuridico, non si sarebbe mai dovuto fare”. Per Giovanni Fiandaca, professore emerito di Diritto penale all’Università di Palermo, la sentenza della Corte di cassazione sulla Trattativa è una specie di cerchio che si chiude. Nel 2012 scrisse un saggio in cui spiegava per filo e per segno perché facesse acqua da tutte le parti. “Per quanto possa essere compiaciuto che le mie critiche fossero giuridicamente fondate, questa vicenda è una fotografia che ci aiuta a riflettere sulle storture della giustizia italiana”, dice oggi Fiandaca.
di Lirio Abbate
La Repubblica, 28 aprile 2023
I fatti del 1992 non si possono dimenticare con una sentenza di assoluzione definitiva per i carabinieri e gli altri imputati. Perché si tratta di una storia, riportata anche nelle motivazioni della decisione della Corte d’appello di Palermo che la Cassazione ha confermato, che non può essere processata nelle aule di giustizia: perché sono fatti che non rientrano nel Codice penale, ma appartengono alla dignità di una società che vuole essere contro la mafia.
di Giovanna de’ Manzano
Il Piccolo, 28 aprile 2023
Se i sentimenti avessero una logica controllabile, sarebbero ragionamenti. Al netto di un senso socialmente indotto di vergogna e al netto di una dilagante ipocrisia, beato chi non si è mai trovato in attesa di una telefonata da parte di una persona cara detenuta in carcere.
Giornale di Puglia, 28 aprile 2023
“Mentre è ancora viva la commozione tra la gente per la tragica morte della dottoressa Capovani uccisa da un malato psichiatrico a Pisa (che ora in carcere si diletterà ad aggredire i poliziotti rimanendo impunito), una situazione analoga sarebbe potuta accadere nel carcere di Taranto nella giornata di lunedì 24 aprile, quando un paio di detenuti con problemi psichiatrici (con licenza d uccidere rilasciata dallo stato italiano), al reparto infermeria avrebbero accerchiato e poi minacciato prima a parole e poi con delle lamette utilizzate per la barba (occultate nei vestiti), due dottoresse di cui una specialista in psichiatria impedendo loro di allontanarsi dal reparto”. Lo rende noto il Sappe Puglia.
torinoggi.it, 28 aprile 2023
Fornire alle persone in procinto di concludere il periodo di detenzione strumenti utili per affrontare l’uscita dal carcere, evitando il disorientamento che caratterizza il ritorno alla libertà. Con questo obiettivo nasce lo Sportello di Rete Civica - Dimittendi, inaugurato questo pomeriggio nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino dagli assessori Pentenero, Rosatelli e Tresso e da numerosi enti e associazioni che operano nel carcere.
Il Resto del Carlino, 28 aprile 2023
Consentire ai detenuti che soffrono di patologie la possibilità di fare attività fisica in carcere migliorando così il loro stato di salute e prevenire situazioni critiche intercettando per tempo il disagio. È il progetto ‘Benessere detenuti’ che coinvolge la Casa circondariale di Modena e la casa di reclusione di Castelfranco Emilia con la collaborazione dell’azienda Usl di Modena - nello specifico i tecnici dell’attività motoria preventiva ed adattata della Medicina dello sport - il distretto sanitario di Modena diretto da Andrea Spanò e il programma di Medicina penitenziaria. Si tratta di un progetto unico nel suo genere in Emilia-Romagna (particolarmente innovativo anche a livello nazionale) e rientra nelle azioni di promozione della salute in carcere che vedono figure professionali inserite nell’equipe di Medicina penitenziaria con lo specifico obiettivo di promuovere salute, in un contesto come quello del carcere dove le persone sono più vulnerabili. Le prime attività sono iniziate nel 2021 dall’esigenza di consentire anche ai detenuti con patologie croniche di poter praticare attività fisica durante la detenzione al pari di altre persone che praticano sport in carcere grazie a varie associazioni.
di Anna Foti
ilreggino.it, 28 aprile 2023
Ieri mattina l’incontro nella cornice del Polo culturale Mattia Preti di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria. L’importanza del linguaggio per preservare l’identità della persona detenuta quale membro della comunità sociale al di là della restrizione della libertà. Il linguaggio come strumento di sintesi delle relazioni sociali ed educative all’interno del carcere. Il linguaggio come viatico essenziale per favorire una effettiva rieducazione dell’uomo, che durante la detenzione è chiamato a sperimentare e delineare nuovi percorsi e un futuro di segno diverso rispetto al passato. Così si declina in una realtà carceraria, il ruolo essenziale del linguaggio che media qualunque contatto con la realtà. Un potenziale che rivela la portata negativa devastante se non improntato ai giusti principi di rispetto e inclusione.
varesenews.it, 28 aprile 2023
Il progetto, promosso dalla Direzione della Casa Circondariale di Varese, era articolata in cinque incontri con un dialogo su tematiche che riguardano il rispetto delle regole e il benessere che deriva da uno stile di vita “non deviante”. La scorsa settimana si è conclusa la XIV° edizione del progetto di Educazione alla Legalità promosso dalla Direzione della Casa Circondariale di Varese. L’iniziativa è stata articolata in cinque incontri che hanno visto protagonisti 15 allievi di Enaip Varese e 5 persone detenute.
di Simona Buscaglia
La Stampa, 28 aprile 2023
L’iniziativa è stata possibile grazie alla Fondazione Francesca Rava con il suo progetto “Palla al centro”, nato dalla collaborazione con il Tribunale per i minorenni e il Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia. Quella di ieri è stata una mattina speciale per i giovani detenuti dell’Istituto Penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano: alcuni attori della celebre serie tv “Mare Fuori” hanno varcato la soglia dell’Ipm per incontrarli.
- Brescia. Il Vangelo sospeso apre il cuore
- Torino. Convegno al carcere Lorusso e Cutugno su Giulia di Barolo, la marchesa dei detenuti
- Napoli. Sting nel carcere di Secondigliano, con una chitarra speciale
- Psichiatria. Le storie di Antonia e Bruno, vite recluse di non “normali” rifiutate dalla “civile” Italia
- Il nuovo consulente del Dipartimento antidroghe: “Contrario a ogni legalizzazione”











