di Andrea Priante
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
“Hanno strumentalizzato le mie parole. Ormai ci sono abituata. Se i bambini sono la migliore umanità, i detenuti come li dovrei definire? Sono persone che qualcosa di male nella vita devono pur averlo fatto. Ma non è un’umanità irrecuperabile: credo fermamente nella capacità di redenzione di chiunque”.
di Andrea Priante
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
“I detenuti non sono la peggiore umanità. È l’umanità dolente, emarginata. L’umanità che alcuni politici vorrebbero nascondere, utilizzando le prigioni come discariche”. “La popolazione dei detenuti è complessa. Ci sono persone che hanno commesso reati gravi ma ci sono anche tanti uomini e donne che nella vita si sono ritrovati a commettere uno sbaglio”. “Le parole di Donazzan sono pericolose, tolgono speranza”.
di Valentina Calderone*
Il Manifesto, 8 settembre 2023
Si è tornati a proporre in questi giorni, grazie a una mozione presentata dal Partito democratico di Roma Capitale e votata ieri all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, la chiusura del carcere di Regina Coeli. Il tema del sovraffollamento e delle carenze strutturali della maggior parte dei penitenziari ci accompagna da decenni. Alcune carceri, è ovvio, sono più adeguate di altre. Meglio costruite, con impianti funzionanti, progettate con spazi per realizzare attività. Ma, a fronte delle poche eccezioni in cui queste caratteristiche sono rispettate, in Italia tratteniamo detenuti e detenute in luoghi che marciscono, con l’umidità che mangia i muri, tubature fatiscenti e spazi vivibili ben al di sotto dei tre metri quadrati a testa, limite minimo stabilito dalla Corte europea dei diritti umani. Tra queste ci sono le carceri storiche, edifici nati per altri scopi e trasformati col tempo in istituti di detenzione. Come Regina Coeli, il carcere romano nel quartiere di Trastevere che da convento è diventato, a fine ‘800, casa circondariale. Durante la Seconda guerra mondiale alcune sezioni dell’istituto furono requisite dai nazisti e lì venivano trasferite le persone in attesa di esecuzione, tra cui Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, che riuscirono a evadere. Per questo motivo, su quelle aree sussiste un vincolo storico e architettonico da cui discende l’impossibilità di apportare modifiche strutturali. Tornando a oggi, su 628 posti disponibili, in quel carcere sono stipate oltre mille persone, un tasso di sovraffollamento del 160% in una struttura in cui non ci sono sale per le attività educative, in cui non esistono spazi verdi e dove le ore d’aria si trascorrono in cubicoli di cemento.
di Raffaele Vitali
laprovinciadifermo.com, 8 settembre 2023
Poche misure alternative per chi deve scontare pene brevi; poco personale; troppi detenuti in attesa di sentenza definitiva; strutture inadeguate: ecco quattro nodi che il garante regionale dei diritti della persona mette sul tavolo della politica e del sistema delle Giustizia.
La Nazione, 8 settembre 2023
Le motivazioni della storica sentenza di condanna per la violenta aggressione a un tunisino di 31 anni. “Scelto perché mingherlino, nessuno lo avrebbe aiutato”. Nello stretto corridoio del carcere di Ranza a San Gimignano, l’11 ottobre 2018, un detenuto tunisino di 31 anni, era stato spostato di cella in modo forzato. Si trovava dentro per scontare una condanna per furti e droga. In quel corridoio sarebbe stato sottoposto ad un trattamento “inumano e degradante”, sosterrà poi il pm Valentina Magnini che ha seguito l’inchiesta fin dalle prime battute raccogliendo elementi contenuti in un fascicolo di migliaia e migliaia di pagine. Come documentato da un video delle telecamere interne di 4 minuti e 32 secondi, i quindici della polizia penitenziaria si sarebbero mossi “a falange”, indossando i guanti. Il detenuto credeva di andare a fare la doccia, aveva in mano asciugamano e spazzolino. Era successo tutt’altro.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
La richiesta dalla Casa circondariale, raccolti più di 5 mila euro. Il grazie della Garante dei diritti delle persone private della libertà, Luisa Ravagnani, a chi ha donato. Consegnati alla casa circondariale Nerio Fischione 28 frigoriferi (20 piccoli e 8 grandi) in risposta ad una specifica richiesta proveniente dal carcere bresciano e rilanciata con un appello sui social nelle scorse settimane dalla Garante per i diritti delle persone private di libertà del Comune di Brescia, Luisa Ravagnani.
La Nazione, 8 settembre 2023
Il Festival Internazionale di Letteratura Resistente a Pitigliano propone un programma ricco di musica, reading, presentazioni di libri, mostre, laboratori, film e corti d’autore. Il tema: “Nuovi e vecchi diritti civili”. Gratuito e a offerta libera, per discutere di diritti civili, carceri, discriminazioni.
di Alessandro Pirina
La Nuova Sardegna, 8 settembre 2023
Libertà come filosofia di vita. Libertà nelle scelte personali e professionali, libertà di innamorarsi di una star del cinema, libertà di dire no a un certo modo di fare musica che contrasta con i suoi principi. Ma “Libertà” è anche il titolo del concerto che Manuel Pia, cantautore nato a Cagliari ma cresciuto a Ussana, terrà oggi nella casa circondariale di Uta. Un evento promosso dall’associazione Socialismo Diritti Riforme Odv. Per Pia, in qualche modo, si tratta di un ritorno a casa. “Più di dieci anni fa sono stato il primo musicista a tenere un concerto dentro un carcere di massima sicurezza, in quella occasione Buoncammino - racconta -.
di Cristina Taglietti
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
L’impegno del sociologo Luigi Manconi e del fumettista Zerocalcare, ieri in dialogo. Il fumettista di Rebibbia e il sociologo dei fenomeni politici, insieme per parlare di carceri e giustizia. Ieri sera al Festivaletteratura.
di Giovanna Ferrara
Il Manifesto, 8 settembre 2023
Il volume “La classe è morta. Storia di un’evidenza negata”, a cura di Pietro Barbetta (Mimesis) si basa sui ritratti rubati nei manicomi di Colorno, Gorizia e Firenze dalla fotografa e scrittrice. Il volume di Carla Cerati “La classe è morta. Storia di un’evidenza negata”, a cura di Pietro Barbetta (Mimesis, pp. 144, euro 15) riattualizza il portato che esplose nella lunga gestazione del 1968 in ordine alle istituzioni totali che, intanto, il filosofo Foucault andava sistemando in narrazioni nitide, capaci di dar conto di uno stato di cose che trasformava la cura in oppressione. Attorno a questo pensiero Franco Basaglia, e sua moglie, lanciavano la pionieristica impresa contro l’assetto manicomiale e, come una freccia che si conficca nella pietra, riuscivano in una rivoluzione degli istituti psichiatrici e in una rivoluzione culturale che si va erodendo man mano che passano gli anni, secondo anche il giudizio della figlia, Alberta Basaglia.
- Dal lockdown al carcere, gli anni terribili dei minori grazie a una politica senza visione
- Migranti in Veneto, dalle scuole all’aeroporto: a Treviso si cercano capannoni
- Migranti. Ecco i campeggi d’emergenza: “Servono un’area con allacciamenti e fogne”
- Droghe, la repressione folle. In cella per fatti di lieve entità
- “Italo-palestinese detenuto arbitrariamente in Israele”, il caso in Parlamento









