di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 9 settembre 2023
Il Garante dei detenuti Palma: “Così il sistema va in sofferenza. Manca personale, anche psicologi ed educatori”. Spadaro, del tribunale minorile di Trento: “Più che sanzioni bisogna investire sul recupero. O aumenterà la recidiva”. Il giudice Di Bella, Catania: “Con queste norme invece ne salveremo tanti”.
di Felice Manti
Il Giornale, 9 settembre 2023
Dietro le sbarre degli Ipm ci sono 400 detenuti, metà è in attesa di condanna o maggiorenne. E questa promiscuità vanifica gli sforzi e infiamma gli animi. Violenza, droga, sesso facile “con il degrado come special guest”, come recita il tormentone di questa dannata estate. Sono vent’anni che il branco è diventato baby gang, che la criminalità minorile si è americanizzata, è più violenta, spietata, si bulla sui social, fa proseliti. E no, la storiella che l’emergenza nasca solo da famiglie disagiate e al Sud non regge, anche perché in tutte le città ci sono Bronx e zone franche, una terra di mezzo dove non esistono vie di mezzo, dove le forze dell’ordine si muovono silenziosamente o a favore di telecamere. Da Schio a Torino, Bari e Lucca, Ferrara, Taranto, Bologna, Brindisi e Rimini. E solo nell’ultima settimana. Si cresce in fretta, la disgregazione delle famiglie getta napalm sulle coscienze, ambienti borghesi e marginalità crescenti vanno a braccetto, esaltate da un’iconografia alla Gomorra che rimpiazza le sbiadite figurine genitoriali. Il divieto forzato alla socialità col lockdown ha fatto il resto, come l’impossibile integrazione degli italiani di nuovo conio, impermeabili a ogni tentativo educativo.
di Dario del Porto
La Repubblica, 9 settembre 2023
Storia di Alberto: da minore fu coinvolto con altri tre ragazzi in un’inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale. “Con la messa alla prova ho avuto una seconda opportunità e l’ho sfruttata, in cella non ci sarei riuscito”. Agosto 2015, una spiaggia della Costiera Sorrentina. Un gruppo di quattro ragazzini della periferia settentrionale di Napoli si caccia in un grosso guaio: prima prende a sassate una comitiva di turisti, poi reagisce all’intervento di un agente di polizia penitenziaria che li invita a smettere. Finiscono tutti davanti al giudice con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, uno anche per tentata rapina impropria del telefonino con il quale il poliziotto aveva ripreso la scena.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 9 settembre 2023
Per detenzioni ingiuste danni da un miliardo di euro. Ecco due possibili rimedi tra le norme del pacchetto Nordio. Tic-tac, tic-tac. La si potrebbe scandire così, con la regolarità di un orologio, la frequenza con cui ogni giorno, inesorabilmente, un paio di innocenti finiscono in galera. È una delle emergenze della giustizia italiana, uno dei fronti su cui il ministro Carlo Nordio ha promesso di intervenire più in fretta possibile: è il dramma delle manette facili, degli “ordini di custodia cautelare in carcere”, come si chiamano tecnicamente i mandati di cattura, spiccati contro gente che non ha fatto niente di male. Ogni giorno, in attesa che il progetto di Nordio diventi realtà, uno o due innocenti finiscono in cella. Con la stessa regolarità, cresce il conto dei danni che lo Stato dovrà pagare a chi è stato chiuso in carcere ingiustamente: il conto totale, dal 1991 ad oggi, si avvia a superare il miliardo di euro. Miliardo.
di Alessio Scandurra*
Il Manifesto, 9 settembre 2023
Lo hanno chiamato decreto Caivano. È il pacchetto di misure con cui il governo di Giorgia Meloni ha affrontato l’emergenza creata dagli ultimi fatti di cronaca nera che hanno visto come protagonisti dei minorenni. Fatti a cui i media, e la politica, hanno dato grande risalto. E ai quali questo governo risponde mostrando i muscoli, ma mostrando anche di capire poco, o di essere poco interessato, alla concretezza dei fenomeni con cui si misura.
di Ezio Menzione
Il Dubbio, 9 settembre 2023
Come hanno detto, quasi unanimemente, molti commentatori (compreso sul Dubbio) il decreto Caivano è la riproposizione della linea autoritaria e repressiva del governo Meloni, che consiste, a seguito di gravi fatti, di dare risposte semplicistiche e inefficaci: previsione di nuove fattispecie di reati, aumento delle pene, carcerazione preventiva laddove prima non era consentita, tanto più grave questa volta perché riguarda minori, che il carcere non dovrebbero mai nemmeno conoscerlo. Risposta estemporaneamente repressiva.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 9 settembre 2023
Di fronte alle polemiche sul “decreto Caivano” il ministro frena gli entusiasmi. l ministro Abodi in sopralluogo al Parco Verde. La Cgil attacca “Solo repressione”. “Bisognerebbe arrivare a una civiltà che faccia sì che le donne siano libere di uscire come vogliono, la sera, con la minigonna”. In visita a Palermo, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi si ritrova a commentare l’ennesimo femminicidio, commesso proprio in Sicilia, nel trapanese. Ma non sfugge alle contraddizioni del suo governo e le polemiche contro il cosiddetto decreto Caivano non si placano.
di Filippo Facci
Libero, 9 settembre 2023
Prevenire è meglio che carcerare. La condanna al gabbio di due minorenni a Torino (una sedicenne e un quindicenne per tentato omicidio) è ciò che il cosiddetto “Decreto Caivano” del governo dovrebbe appunto mirare a evitare - questo almeno l’auspicio - e non, viceversa, incentivare, non accentuare per numero ed entità delle pene: qui l’equivoco. La condanna dei due minorenni resta una sconfitta educativa e rieducativa dello Stato, e il primo a saperlo è il giudice che lo Stato rappresenta e che ha emesso la sentenza.
di Liana Milella
La Repubblica, 9 settembre 2023
Intervista al deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera: “Il problema non si risolve col carcere, dobbiamo riempire il tempo ai giovani”. “Il problema non si risolve col carcere a 15 anni, perché se dici al piccolo spacciatore ti do tre mesi di galera in più lui ti risponde “e sti c….”. Non solo, “se gli dai l’ammonimento del questore lui se ne vanta pure con gli amici”. Il vice presidente della Camera Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia da sempre garantista, ai ministri del governo Meloni dà il seguente consiglio, ovviamente a “titolo personale”: “Riempite il tempo dei giovani: è questa l’unica strada, un anno di pena in più non risolve”.
di Angela Stella
L’Unità, 9 settembre 2023
La procuratrice presso il Tribunale per i Minorenni di Genova ed esponente di Md: “Solo una reazione ai fatti di cronaca. Dei ragazzi bisogna occuparsi prima che commettano reati”. Dl Caivano: abbiamo raccolto il parere della dottoressa Tiziana Paolillo, procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova, esponente di Magistratura Democratica.
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