di Angiola Codacci-Pisanelli
L’Espresso, 10 settembre 2023
Negli istituti di pena italiani risuonano melodie nate in tutti i Paesi, opera di autori classici o pop. Una sola regola: sono brani strumentali, perché il testo può essere divisivo. La nuova missione del chitarrista in arrivo a Roma per il Poetry Village. Dalla newsletter de L’Espresso sulla galassia culturale araboislamica.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 10 settembre 2023
Anche nelle democrazie occidentali la libertà è a rischio. Non perché ce la vogliono portare via. Perché molti sembrano disposti a farne a meno. Il Tempo delle Donne, l’incontro di fine estate del Corriere, è giunto alla decima edizione. Quest’anno ha indicato come parola-guida “libertà”. La scelta potrebbe apparire scontata, e non lo è.
di Giuseppe Fantasia
L’Espresso, 10 settembre 2023
L’ultimo femminicidio è quello di Marisa Leo. Più di settanta donne uccise per mano di un uomo. Linda Laura Sabbadini: “È la cultura maschilista che genera il seme e che lascia sole le vittime. Un circolo vizioso intergenerazionale terribile. Che va spezzato”.
di Chiara Comai
La Stampa, 10 settembre 2023
Una morte ogni dieci ore. Telefono Amico: “Serve una rete di prevenzione”. Cresce il numero di suicidi e di tentativi di togliersi la vita. In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del suicidio, sono numerosi i dati e gli allarmi diffusi dalle associazioni che si occupano di monitorare e di offrire supporto alle persone. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Suicidi della fondazione Brf, il gesto viene compiuto in media da una persona ogni 10 ore. Un aumento di quasi il doppio dei casi rispetto all’anno scorso.
di Alfonso Celotto
La Stampa, 10 settembre 2023
Misure eccessivamente drastiche, se non accompagnate da effettivo controllo e prevenzione, non fanno altro che favorire illegalità e il mercato nero. Il telefonino ormai rappresenta il nostro terzo braccio (o, forse, il secondo cervello). Non ne possiamo fare a meno, al punto che se lo dimentichiamo una mattina a casa, ci sentiamo persi, disconnessi da tutto. I cellulari sono così fondamentali che ormai si pensa che proibirne l’uso possa diventare una misura di prevenzione della criminalità.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 10 settembre 2023
Nel mese di agosto, a fronte del crescente numero di sbarchi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un nuovo decreto in tema di immigrazione. Inquadrare quanto anticipato dal ministro nell’attuale contesto normativo può aiutare a capirne ex ante gli effetti. La valutazione preventiva degli impatti da parte del legislatore dovrebbe sempre precedere l’introduzione di nuove disposizioni, ma raramente viene fatta.
di Rita Rapisardi
L’Espresso, 10 settembre 2023
“Così si distrugge un intero settore industriale”. Tra pochi giorni entra in vigore l’obbligo di ricetta medica per tutti i prodotti con CBD, la molecola non psicotropa e che non crea dipendenza contenuta nella pianta. Che invece ora sarà equiparata alle sostanze stupefacenti a rischio abuso. Anche se la scienza dice tutt’altro.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 10 settembre 2023
L’avvocato del ricercatore italo-palestinese arrestato da Israele il 31 agosto ha riferito ieri del timore della famiglia che in mancanza di prove la detenzione penale venga sostituita con la detenzione amministrativa, allungando i tempi dell’arresto.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 9 settembre 2023
Chiunque invochi il carcere per un minore sta commettendo un reato contro la comunità. La sta ingannando, sta facendo credere che si tratti di un provvedimento per diminuire il crimine: non è vero. Quello che sta facendo è aizzare le masse, incanalare il malcontento verso la vendetta. Che è esattamente il contrario del percorso che permette a un individuo di inserirsi di nuovo nella società, dopo aver passato un tempo in isolamento.
di Iuri Maria Prado
L’Unità, 9 settembre 2023
A ben guardare la giustizia di piazza non è affatto alternativa al carcere, il quale semmai ne costituisce una forma regolata. È certamente un segno di degrado, un elemento di inciviltà, ma che nel carcere non trova una negatoria bensì una specie di liberatoria patentata. E quando non è soltanto ingiusto e inefficace (ma basterebbe), il carcere è anche illegale: e non c’è dunque più nemmeno la legge a farlo diverso dalla violenza di strada. Ci si può pensare, quando si invoca galera e galera e galera?
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