di Liana Milella
La Repubblica, 4 maggio 2023
Se il pm non interviene entro tre giorni dalla denuncia l’indagine può essere avocata dal capo della Procura. Le Dem Camusso e Valente contro una norma che criminalizza i pm anche in assenza di effettivi e macroscopici ritardi. Gelmini di Azione critica, ma vota a favore, come Lopreiato di M5S
di Iuri Maria Prado
linkiesta.it, 4 maggio 2023
Non si correggono in modo efficace, e in realtà in nessun modo, le storture della giurisdizione di questo Paese se si continua a credere e a far credere che esse si producano episodicamente per responsabilità di qualche arbitrio individuale, insomma per la presenza dei pochi frutti marci che basta individuare e rimuovere per restituire al bigoncio giudiziario l’incontaminazione naturale. Per quest’idea, il problema della giustizia italiana ammonta al numero di mariuoli togati che tocca registrare, e il problema si risolve appunto prevenendo quando si può e sanzionando quando si deve quei fenomeni di singolare malversazione. Ma non sta nella presenza né nel lavorìo di quelle personali scostumatezze il problema della nostra giustizia, che è invece costituzionale e non pesca affatto nell’occasionale bacino di illecito in cui effettivamente può sguazzare qualche rappresentante del potere giudiziario.
di Gian Domenico Caiazza*
L’Opinione, 4 maggio 2023
Nessuno si faccia illusioni. Nemmeno la Corte di Cassazione, in una delle sue composizioni notoriamente più autorevoli ed indiscusse, basterà a scrivere la parola fine in coda a questo b-movie giudiziario detto della “Trattativa Stato-mafia”. Un filmaccio di quart’ordine, costruito intorno ad un reato esistente solo nella mente dei suoi approssimativi sceneggiatori, rispetto al quale ci potremmo limitare a scrollare le spalle uscendo infastiditi ed annoiati dalla sala, se non fosse che con esso si sono letteralmente tritate le carni - dignità, onorabilità, salute psicofisica - di protagonisti della lotta (quella vera) alla mafia, linciati come traditori e dati in pasto all’orda famelica delle milizie antimafiose più fanatiche.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 4 maggio 2023
Dalla Suprema corte una delle pochissime applicazioni del reato introdotto nel nostro ordinamento con la legge 110/2017. Un disabile tenuto alla catena, bastonato e costretto ad abbaiare. Questo il “trattamento disumano”, di “straordinaria gravità”, che ha indotto la Cassazione (sentenza 18075) a confermare la condanna per il reato di tortura (articolo 613-bis del Codice penale) a carico della coppia di ricorrenti.
cataniatoday.it, 4 maggio 2023
È stato nominato con decreto del presidente della Regione e rimarrà in carica per i prossimi sette anni. Santi Consolo è il nuovo garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti in Sicilia e per il loro reinserimento sociale. Consolo, classe ‘51, magistrato in pensione, è stato nominato con decreto del presidente della Regione e rimarrà in carica per i prossimi sette anni. Tra gli altri incarichi, ha assunto quello di capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria presso il ministero della Giustizia e nel 2014 ha svolto funzioni di procuratore generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta e quella di Catanzaro. È anche stato componente togato del Csm. Prende il posto di Giovanni Fiandaca che ha concluso il suo mandato.
di Carmela De Rose
Il Messaggero, 4 maggio 2023
“Era doveroso visitare Regina Coeli. I numeri di questa struttura sono eloquenti: su un range effettivo di 628 posti, sono reclusi al momento 1.009 detenuti. Non stupisce, quindi, che il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura abbia mosso critiche molto dure sulle condizioni di sovraffollamento della storica struttura romana.
umbriajournal.com, 4 maggio 2023
Sui circa mille e 400 reclusi nelle carceri dell’Umbria, il 15 per cento, 200 ha tra 18 e 25 anni. Un dato fornito dal garante dei detenuti per la Regione l’avvocato Giuseppe Caforio durante un convegno sul tema “Il disagio giovanile tra attualità e prospettive di futuro sostenibile. Il sistema riabilitativo - ha detto - deve essere estremamente incisivo perché sono persone che si possono recuperare e riportare all’interno della società. Tra i reati per i quali si trovano in cella questi giovanissimi ci sono quelli legati alle tossicodipendenze ma anche a reati contro il patrimonio (come furti e rapine).
di Filippo Rizzi
Avvenire, 4 maggio 2023
Classe 1928 si è spento a 95 anni nella notte tra il 29 e il 30 aprile. Sacerdote ambrosiano è stato lo storico prete di San Vittore e ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.
di Marzia Zamattio
Corriere Trentino, 4 maggio 2023
L’accusa: “Antidolorifici in dose eccessiva”. La difesa: “Serve chiarire”. L’hanno trovata senza vita la mattina del 4 gennaio dello scorso anno. Apparentemente addormentata. Invece la donna, operatrice socio sanitario di 51 anni di origine straniera in carcere dal marzo 2021, era morta. Da un primo esame autoptico avvenuto il giorno dopo all’obitorio di Trento le cause del decesso sono state imputate a cause naturali, ma per la figlia, che ha fatto una denuncia querela alla Procura ipotizzando il reato di omicidio colposo a carico di ignoti, la madre sarebbe invece morta per “negligenza e imperizia e imprudenza” da parte della casa circondariale di Spini di Gardolo dove era detenuta, “determinandole uno choc cardiogeno acuto nel contesto di una insufficienza respiratori” causata da “intossicazione acuta da sostanze oppioidi”.
di Benedetta Cucci
Il Resto del Carlino, 4 maggio 2023
Il fondatore della Compagnia Fortezza di Volterra all’Accademia delle Belle Arti. L’incontro alle 17. Il suo manifesto: “Mettere in crisi i cliché spinge a cambiare”. Armando Punzo è l’ospite del terzo incontro del ciclo “riparAzioni: dialoghi d’arte, cultura e società” all’Accademia di Belle Arti, oggi alle 17. Il fondatore della storica Compagnia della Fortezza di Volterra, che ha trasformato uno dei peggiori istituti penitenziari italiani in un raffinato laboratorio di ricerca teatrale, racconterà il suo punto di vista sugli strappi del sociale, attraverso la sua esperienza.
- Catanzaro. Al via il laboratorio teatrale per i detenuti di media sicurezza
- Vigevano (Pv). “La vita senza amore”, il teatro in carcere con Mimmo Sorrentino
- Oristano. “Gramsci dietro le sbarre”: storie di libertà negata nei dipinti di 71 detenuti
- Il bisogno di recuperare un senso del limite
- Psichiatria. Se la comunità concorre alla cura, c’è sicurezza











