di Nello Trocchia
Il Domani, 9 settembre 2023
Il presidente del tribunale dei minori di Catania: “Abbiamo un gigantesco problema di infanzia negata, di dispersione scolastica, di analfabetismo. Ci vuole un piano nazionale”. “Il papà tagliava i panetti di cocaina e il bambino guardava. Abbiamo un gigantesco problema di infanzia negata, di dispersione scolastica, di analfabetismo, i minori nel circuito penale non sanno neanche firmare. Ci vuole un piano nazionale senza precedenti”. A dirlo è il giudice Roberto Di Bella che racconta la sua esperienza a Catania, da presidente del tribunale dei minori, dopo gli anni vissuti a Reggio Calabria, dove con il progetto ‘Liberi di scegliere’ è riuscito a restituire un altro orizzonte di vita ai figli della malavita, andati via con le loro madri per uscire dal determinismo sociale e dall’eredità criminale.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 settembre 2023
“Pochi magistrati e norme che sono solo petizioni di principio. Basta con questa bulimia riformatrice”. Parla Cristina Maggia, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia. “Il decreto Caivano ha riportato in vigore la pena che c’era negli anni Novanta per il piccolo spaccio. L’arresto divenne vietato per i minori perché avremmo riempito le carceri”. “La pena mai è stata un deterrente. Non lo è per nessuno, figuriamoci per un adolescente”.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 9 settembre 2023
Al netto della abrogazione del reato di abuso di ufficio, riforma importante che mi auguro vada in porto senza modifiche così come proposta dal Governo, sul resto di questo primo pacchetto di riforme governative del processo penale occorre dirci la verità. Esiste infatti una distanza molto significativa se non addirittura decisiva tra i virtuosi principi liberali che con esse si vorrebbero affermare, ed il concreto ed effettivo impatto riformatore che le norme proposte riuscirebbero ad ottenere nella loro attuale formulazione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 9 settembre 2023
Il costituzionalista sui rilevi degli azzurri al decreto legge: “È così, retroattività fuori dalla nostra Carta”. I possibili profili di incostituzionalità relativi al decreto legge 105, che estende il raggio delle intercettazioni per consentire l’utilizzo degli strumenti previsti per la lotta alla criminalità organizzata anche in assenza della contestazione del reato associativo, già segnalati dall’Ufficio legislativo di Forza Italia, “sono più che fondati. E auspico che in sede di conversione vengano fatte delle modifiche”. A dirlo al Dubbio è Gaetano Azzariti, professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Convinto che la norma, scritta dal governo per tranquillizzare i capi delle procure di fronte ad una sentenza di Cassazione che metteva a loro dire in discussione il concetto di criminalità organizzata, possa arrivare davanti alla Corte costituzionale - e forse essere demolita - date le sue criticità.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 9 settembre 2023
Se i gravi problemi di bilancio che ci affliggono lasceranno tempo per altro (ma anche se per far dimenticare i problemi di bilancio si cercherà di dirottare l’attenzione su altro), stanno per irrompere sulla scena politica alcune importanti riforme - o pseudo riforme - di portata costituzionale. Tra queste la separazione delle carriere tra pm e giudici: il destriero in groppa al quale Carlo Nordio, ministro della Giustizia, è sceso in campo - con avvocati e “berluscones” di vecchia e recente appartenenza - per combattere una battaglia che ha come scopo ultimo ridurre l’indipendenza dei pm.
di Valentina Stella e Tiziana Roselli
Il Dubbio, 9 settembre 2023
I giudici di Lussemburgo: il sacrificio della privacy è giustificato solo nelle indagini sulla criminalità. Può essere considerata una svolta, in chiave garantista, per le regole sull’utilizzo, nelle inchieste penali, dei dati di traffico comunicativo detenuti dai gestori delle comunicazioni elettroniche. E viene da una sentenza emessa lo scorso 7 ottobre dalla Corte di Giustizia dell’Ue.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2023
La pendenza in sede di legittimità coincide con la conclusione dell’appello e rende applicabile il regime transitorio. La domanda di applicazione delle pene sostitutive al giudice dell’esecuzione è possibile, in base al regime transitorio stabilito dall’articolo 95 del Dlgs 150/2022, anche durante il decorso del termine per presentare ricorso per cassazione. Infatti, tale situazione è da considerarsi pienamente equiparabile a quella del giudizio pendente in Cassazione espressamente contemplata dalla norma transitoria. Quindi anche chi non avesse proposto ancora al 30 dicembre 2022 il proprio ricorso di legittimità godeva per il principio di uguaglianza della stessa possibilità di azionare la domanda di conversione della pena in sede di giudizio di esecuzione.
di Vito Ometto*
difesapopolo.it, 9 settembre 2023
Tanto clamore hanno generato le parole dell’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, che riferendosi alle persone chiuse in carcere ha parlato di “peggior umanità”. Di seguito riportiamo la lettera inviata alla Difesa da Vito Ometto, diacono permanente impegnato proprio presso il Carcere circondariale di Padova.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 settembre 2023
Testimonianze e prove raccolte rivelano un’azione finalizzata a terrorizzare e addomesticare i detenuti. Questo e altro ancora nelle motivazioni sulla condanna dei cinque agenti penitenziari. Nel frattempo a rischio il reato di tortura.
di Nicoletta Fini
ciociariaoggi.it, 9 settembre 2023
Visita nella casa circondariale di Frosinone, ieri mattina, del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa.
- Sassari. Sanzione disciplinare in carcere per Cospito: stop a sport e attività ricreative
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- Se le mura del carcere fossero di vetro. Ripensare la detenzione per ridare dignità
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