chiesadimilano.it, 1 maggio 2023
Si è spento all’età di 95 anni nel reparto che ospita i preti anziani alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone. I funerali saranno celebrati il 3 maggio. È scomparso nella notte tra sabato 29 e domenica 30 aprile, nel reparto che ospita i preti anziani alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone, mons. Giorgio Caniato all’età di 95 anni.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 1 maggio 2023
La storia di Ciro Di Maio, originario di Frattamaggiore in provincia di Napoli, oggi titolare della pizzeria San Ciro di Brescia, che da qualche mese insegna ai detenuti della casa circondariale di Canton Mombello il mestiere di pizzaiolo, tra i più richiesti nel mondo.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 1 maggio 2023
Tre bravi ragazzi, oppure i tre “mostri di Ponticelli”? Il riscatto che Ciro Imperante, Giuseppe La Rocca e Luigi Schiavo vanno cercando da quarant’anni può passare soltanto dalla revisione di una sentenza che li ha condannati all’ergastolo con il sigillo della Cassazione, nel 1987: per i giudici furono loro gli assassini di due bambine di 7 e 10 anni, Barbara Sellini e Nunzia Munizzi, abusate e uccise il 2 luglio 1983. Una vicenda che sconvolse l’opinione pubblica, e che oggi Sky racconta nella docu-serie “Il delitto di Ponticelli. L’ombra del dubbio”.
di Shadi Cioffi
Il Dubbio, 1 maggio 2023
Dopo aver visto Ipersonnia, prodotto da Ascent Film, Nightswim con Groelandia e disponibile su Prime Video dallo scorso gennaio, un senso di vertigine e vuoto pervade lo spettatore. Dopo aver realizzato che la sceneggiatura nacque, vincendo il premio Solinas 2011 nella categoria Experimenta, dieci anni prima della distribuzione del film, questo senso di vertigine si amplifica. L’attualità delle tematiche trattate non viene scalfita dal tempo, nonostante dieci anni siano tanti oggi come oggi nel mondo dell’audiovideo. Forse nel 2011 Mascia sarebbe passato per visionario, adesso invece la sua opera prima apre uno squarcio nella mente e ci costringe a fare i conti con un universo narrativo non troppo distante da ciò che viviamo ogni giorno.
di Kwame Anthony Appiah
La Stampa, 1 maggio 2023
Giudici, scienziati o amministratori sono obiettivi come tendono a mostrare in pubblico? Difficile, ma la loro performance in scena è importante: praticare l’equità ci rende più equi. Al centro di una stanza elegante, antica, ordinata con scrupolo, Andrea De Carlo siede alle spalle di due grandi finestre. Fuori, Milano. E il grigio che soltanto a Milano fa luce, sottolinea la strada. Perlato, opposto al “grigio persecutorio” che lui raccontava, trentatré anni fa, in Due di Due, il suo romanzo più amato sulla scoperta dello scarto che c’è tra cosa vorremmo essere e cosa riusciamo a essere.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 1 maggio 2023
Negli ultimi 20 anni le famiglie sono cambiate: “Ora servono centri aggregativi sicuri”. “Stanotte è arrivato un bambino di 10 anni in uno stato di agitazione importante. Soffre di un disturbo del comportamento con aggressività, non era la prima volta che lo vedevamo. Gli abbiamo dovuto somministrare dei farmaci. Io sono al Pronto Soccorso da tanti anni e ancora lo sguardo di questi bambini che arrivano in uno stato di agitazione psichica mi procura un dolore indicibile. Chiedono aiuto, piangono e se non piangono è anche peggio, ci maltrattano o ci vorrebbero maltrattare, si accaniscono contro i genitori e contro chi gli sta vicino. Sono in preda a un’agitazione incontenibile ma non è quello che fanno che fa male, è il loro sguardo. Uno sguardo pieno di sofferenza e vuoto. Come fosse separato dal corpo, da quello che accade. Lo sguardo di qualcuno a cui sta succedendo qualcosa di terribile dentro, qualcosa che non può essere raggiunto e procura a loro un dolore indicibile e indomabile. Noi qui al Pronto Soccorso vediamo tutto, anche bambini che stanno per morire, ma lo sguardo di un bambino prigioniero di una sofferenza psichica è insopportabile, non riesci a farci pace”. Anna Maria Musolino è responsabile, insieme alla dottoressa Mara Pisani, del Pronto Soccorso pediatrico del Bambin Gesù, a Roma. Le chiedo qual è il protocollo in questi casi. “Quando arrivano i ragazzi con problemi comportamentali assegniamo loro un codice di priorità più alto, che consente un accesso più rapido alla visita. Generalmente sono ragazzi e ragazze nella fascia pre-adolescenziale e adolescenziale. Vengono visitati da un pediatra, che poi chiama il neuropsichiatra per la consulenza. Ai pazienti più a rischio, di fare del male ma soprattutto di farsi del male, assegniamo una persona dedicata che sta sempre con loro, non li molla mai”.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 1 maggio 2023
Nel Centro di identificazione i migranti vivono tra rifiuti e materassi marci. Duemila ospiti per 400 posti. Ahmad, siriano: “Non ci aspettavamo che l’Italia fosse così”. Dentro. Nell’hotspot di Lampedusa. Ventisette bottiglie di plastica piene di piscio contro la parete, perché la coda per il bagno è troppo lunga. Coda per un lavandino. Coda per poter prendere da mangiare un panino nella plastica. Coda per fare il tampone. E coda, anche, per esistere in questa parte del mondo: “Avanti il numero 19 del sedicesimo sbarco del 27 aprile!”.
di Alessia Candito
La Repubblica, 1 maggio 2023
Il mercantile Grimstad ha soccorso trenta persone. Secondo quanto comunicato via radio a SeaBird, dal centro di coordinamento e soccorso di Roma avrebbero ricevuto l’ordine di dirigersi verso Tripoli. “L’Italia ha delegato un respingimento in Libia. Violazione inaccettabile del diritto internazionale”.
di Patrick Zaki*
La Repubblica, 1 maggio 2023
In queste settimane ho analizzato a fondo la situazione attuale in Sudan. La condizione delle minoranze è sempre stata molto interessante, e pertanto ho cercato una donna che avesse intrapreso il pericoloso viaggio da Khartoum al Cairo. Questo mi ha condotto a piazza dell’Opera, una località nota per essere un luogo fisso di incontro per la comunità sudanese nel centro del Cairo. L’area è piena di bar e ristoranti sudanesi frequentati tutti i giorni da sudanesi, e sono andato lì.
di Laura Tedesco
Corriere di Verona, 30 aprile 2023
Revocata alla fine dell’emergenza Covid. Da Verona la protesta: “Può servire a prevenire i suicidi”. “Una telefonata può salvare la vita”, soprattutto quando si è rinchiusi in cella. “Gentili direttori penitenziari, non fateci tornare al peggio del passato, usate il vostro “potere” per prevenire i suicidi con quello straordinario strumento che può essere sentire una voce amica nel momento della sofferenza e della voglia di farla finita. Ripristinate il diritto a una telefonata in più, arginate l’emergenza suicidi”, perché “non si ripeta mai più un altro dramma Donatella Hodo”, che in una notte di crisi profonda si tolse la vita il 2 agosto scorso a soli 26 anni a Verona, inalando del gas nella solitudine della sua cella. Invece Donatella, forse, con una telefonata in più si sarebbe potuta salvare e, come lei, anche gli altri 83 reclusi che si sono tolti la vita in carcere nel 2022 e i 16 che hanno già attuato la stessa scelta estrema nel 2023, quella di rinunciare a vivere nei pochi metri quadri di una cella detentiva.
- Se la politica punta ai voti e non ai diritti
- Inciampi, ingenuità e nemici. Così Nordio ha già fallito
- Gratuito patrocinio, tutti contro
- Il Viminale rimodula il suo piano per le stazioni sicure: fondi aggiuntivi per le aree a rischio e “isole” ad alta vigilanza
- Venezia. A Mestre si muore di eroina “gialla”











