di Mario Panizza
L’Osservatore Romano, 8 settembre 2023
L’impianto architettonico dove il detenuto dovrà scontare la pena non deve essere visto come un luogo di reclusione, ma deve rappresentare l’occasione per riabilitare e offrire le maggiori possibilità per il futuro reinserimento sociale. La grave situazione delle carceri italiane arriva in cronaca tutte le volte che accadono fatti clamorosi, come, tre anni fa, le rivolte scoppiate in molti istituti penitenziari, nel periodo di maggiore intensità della pandemia da Covid-19.
Violata la Costituzione nell’assurdo no del Fisco all’abbuono “prima casa” sull’Imu dell’ex detenuto
di Alessandro Parrotta
Il Dubbio, 8 settembre 2023
Il processo è una pena, il carcere è una pena, parrebbe ora, per il fisco italiano, esserlo anche per il possesso di un immobile. Il caso, che dalla rassegna stampa consta di un unico e simile precedente nel 2013, riguarda la vicenda di un soggetto recluso e condannato a una lunga pena detentiva che - uscito dall’Istituto per terminata espiazione - si è trovato destinatario di molteplici avvisi di accertamento e intimazioni di pagamento per non aver corrisposto l’Imu su quella che - ad avviso del Fisco - era nel frattempo diventata la “seconda” casa, ritenendo l’Ufficio che l’Istituto di pena presso cui e per il tempo nel quale il soggetto era stato recluso potesse considerarsi a tutti gli effetti come “nuova” prima abitazione.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 settembre 2023
L’istituzione di nuovi reati e l’aumento delle pene sono le uniche forme di intervento in materia di giustizia contemplate dalla politica italiana. Misure che gettano fumo negli occhi dell’opinione pubblica ma non risolvono nulla. Rave illegali, aumentate le pene fino a sei anni. Traffico di migranti, aumentate le pene fino a trent’anni. Violenza di genere, aumentate le pene fino a cinque anni. Violenza contro il personale sanitario, aumentate le pene di un terzo. Violenza contro il personale scolastico, aumentate le pene fino a sette anni. Omicidio nautico, aumentate le pene fino a dieci anni. Reato universale di gestazione per altri, aumentate le pene fino a due anni. Occupazione abusiva di immobili, aumentate le pene fino a due anni. Incendi boschivi, aumentate le pene per i piromani fino a sei anni di carcere. Istigazione all’anoressia, proposta reclusione fino a quattro anni. Istigazione alla violenza sui social, proposte pene fino a cinque anni. Muri imbrattati, proposta reclusione fino a un anno. Acquisto di merce contraffatta, proposte pene fino a un anno. Truffa ai danni di soggetti minori o anziani, proposte pene fino a sei anni. Dispersione scolastica, proposto aumento di pena fino a due anni per i genitori che non mandano i figli a scuola. Baby gang, pene più severe per i minorenni, fino a cinque anni per spaccio.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
Il governo ha varato il decreto contro la criminalità giovanile, dopo gli episodi di violenza registrati a Caivano e a Palermo: ecco che cosa contiene. “Questo è il segno di uno Stato che decide di metterci la faccia”. A una settimana esatta dalla trasferta a Caivano, dopo lo stupro delle due cuginette di 10 e 12 anni, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivendica il decreto varato ieri nel Consiglio dei ministri che ha dato il via all’istituzione della Zes unica(zona economica speciale) per il Sud, allo stanziamento di 45 milioni di euro per Lampedusa e alla proroga della circolazione per i veicoli diesel Euro 5 in Piemonte. Soprattutto, però, la premier parla del decreto Caivano con la stretta sulla “criminalità minorile che si sta allargando a macchia d’olio”, con misure severissime anche per i genitori. E, prima di partire per il G20, affronta in conferenza stampa i temi di questi giorni: dalla manovra ai rapporti di maggioranza, da Gentiloni al patto di stabilità.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 8 settembre 2023
Il governo vara le prime misure: pene più severe e arresti per i minori criminali, via gli smartphone ai violenti, Daspo urbano per i 14enni e ammonimento ai 12enni. Sarà più facile finire in carcere anche per i minorenni. Nel decreto approvato si prevede infatti un abbassamento da 9 a 6 anni della pena a partire dalla quale anche a un minorenne si può applicare la custodia cautelare in carcere. Quest’ultima è allargata ai minori anche nel caso di possibilità di fuga, una fattispecie finora prevista solo per gli adulti. Inoltre il decreto contiene un aumento della sanzione per lo spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, anche nel caso di “lieve entità”, e l’arresto in flagranza del minore trovato a vendere sostanze.
di Lorenzo Milli
Il Dubbio, 8 settembre 2023
Salvini chiede e ottiene pene più aspre. Inasprimento delle pene per i minori, ammonimento anche dai dodici anni e misure punitive, fino alla reclusione, per i genitori che non mandano i propri figli a scuola. Sono le principali novità del decreto Caivano, illustrato ieri in conferenza stampa da mezzo governo alla presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
di Giulia Merlo
Il Domani, 8 settembre 2023
Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Caivano. La premier: “Non sono norme repressive ma di prevenzione”. Il governo Meloni ha scelto di trasformare la cronaca in emergenza politica, cavalcando l’onda emotiva con la risposta immediata che ormai è diventata il tic dell’esecutivo: il carcere e le misure cautelari, che sarà più facile disporre anche per i minori. “Non le considero norme repressive ma di prevenzione, perché se l’uso dei minorenni si è allargato nelle pratiche criminali è perché le conseguenze sono lievi. Per paradosso, per tutelare i minori li abbiamo esposti ancora di più”, è stato il ragionamento di Giorgia Meloni. In pratica, secondo la premier il carcere servirebbe a salvare i ragazzi (così come il daspo urbano e la possibilità di arrestare i genitori che non mandano i figli a scuola).
di Chiara Saraceno
La Stampa, 8 settembre 2023
Sembra ormai un riflesso condizionato del governo: a ogni problema di ordine sociale si risponde con un decreto che inasprisce le pene. Poco importa che non vi è nessuna evidenza empirica dell’efficacia di pene maggiorate e che quelle che esistono già spesso non vengono applicate, vuoi per trascuratezza, vuoi per mancanza di personale e strutture adeguate.
di Luca Roberto
Il Foglio, 8 settembre 2023
“Quest’esecutivo sta dimostrando di saper usare solo due leve: il proibizionismo e l’inasprimento delle pene. Sono entrambe strategie che non servono. Nordio e Forza Italia? Mi hanno deluso”. Colloquio con la ex ministra e storica esponente dei Radicali.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 settembre 2023
“La repressione crea solo ulteriore emarginazione. Trattare i ragazzini come criminali adulti è un errore: li trasformerà in reietti”. A parlare è Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale dei minori di Trento, da sempre in prima fila per la tutela dei minori. Un lavoro, il suo, che svolge senza timore di apparire controcorrente, con un unico faro: il superiore interesse dei bambini.
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