di Simona Musco
Il Dubbio, 8 settembre 2023
“La repressione crea solo ulteriore emarginazione. Trattare i ragazzini come criminali adulti è un errore: li trasformerà in reietti”. A parlare è Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale dei minori di Trento, da sempre in prima fila per la tutela dei minori. Un lavoro, il suo, che svolge senza timore di apparire controcorrente, con un unico faro: il superiore interesse dei bambini.
di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
L’ex magistrato non condivide la linea dura: “Non è che il timore del carcere comporti necessariamente l’astensione da commettere reati”
Che gliene pare dottor Gherardo Colombo, lei che è stato magistrato, dei provvedimenti sui minorenni ?
“Secondo lei, è attraverso la minaccia di una punizione che si riesce a fronteggiare la trasgressione oppure attraverso l’educazione?”.
Scolastica o familiare?
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 8 settembre 2023
“La lotta alla criminalità minorile va combattuta innanzitutto con la prevenzione”, dice Carla Garlatti (Agia). “Il minore non può essere trattato come un adulto. L’ho sentito dire ed è una frase che mi fa accapponare la pelle”. “Un inasprimento sanzionatorio del sistema penale non è la direzione corretta per affrontare la criminalità minorile. Punire e basta non serve. La sanzione nei confronti del minorenne deve essere sempre accompagnata da un’attività educativa, che deve avere la prevalenza”. Lo afferma, intervistata dal Foglio, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, commentando l’adozione da parte del governo del cosiddetto decreto Caivano. Il provvedimento contiene una serie di misure che inaspriscono le sanzioni contro la criminalità giovanile e anche l’abbassamento da nove a sei anni della pena minima perché un minorenne possa essere sottoposto a misura cautelare in carcere. “Il minore non può essere trattato come un adulto. L’ho sentito dire ed è una frase che mi fa accapponare la pelle”, aggiunge Garlatti.
di Alberto Pellai*
Famiglia Cristiana, 8 settembre 2023
Servono interventi di supporto sociale, economico, culturale ed educativo più che sanzioni di natura penale”. Ha fatto molto scalpore la notizia che il Governo, in un prossimo decreto legge volta ad arginare la criminalità minorile, ha introdotto anche la pena di incarcerazione fino a 2 anni per quei genitori i cui figli disertano l’obbligo scolastico. Raccontata così, questa notizia lascia disorientati. Spesso l’abbandono scolastico avviene proprio in quelle zone e in quei quartieri in cui l’illegalità è all’ordine del giorno. Minori che non vanno a scuola vengono a volte intercettati dal circuito della microcriminalità e dello spaccio. Si dovrebbe immaginare che l’intervento di legge dovrebbe essere applicato a questi eventi da cui, con un drammatico e problematico effetto domino, derivano poi un’infinità di altri problemi. La legge ha il dovere di sancire ciò che è giusto e ciò che non lo è. Ha il dovere di punire colui che la infrange con lo scopo di promuoverne consapevolezza, capacità riparativa e riabilitativa. Ma nel territorio urbano in cui il degrado socio-economico del mondo adulto si trasforma in abbandono ed emergenza educativa forse l’intervento dello stato dovrebbe essere di altra natura.
di Vanessa Ricciardi
Il Domani, 8 settembre 2023
Il presidente nelle ultime settimane è intervenuto spesso sui fatti di attualità chiedendo a tutti di agire: “I diritti non sono una conquista irreversibile”. Una “barbarie sociale”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiede più prevenzione contro la violenza sulle donne, partendo dai fatti di cronaca. Ogni giorno si susseguono notizie in tutta Italia di soprusi e femminicidi: “La violenza contro le donne in Italia, in questi ultimi mesi - ha scritto in un intervento sul Corriere -, ha continuato a manifestarsi con numerosi casi di assassinio e di stupro”. Un intollerabile barbarie sociale richiede un’azione più consapevole di severa prevenzione, concreta e costante”. A questa “si deve affiancare, nell’intera società, un impegno educativo e culturale contro mentalità distorte e una miserabile concezione dei rapporti tra donna e uomo”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2023
La norma interviene sul “Codice Rosso” prevedendo un’ulteriore ipotesi di avocazione delle indagini preliminari da parte del Pg presso la Corte d’appello quando il Pm non senta la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Via libera definitivo dell’Aula della Camera al Ddl per l’avocazione delle indagini per i delitti di violenza domestica o di genere . Il testo è stato definitivamente licenziato a Montecitorio con 200 voti a favore, nessun contrario e 61 astenuti (Pd e Avs). La norma si inserisce nell’ambito del cosiddetto ‘Codice rosso”. Il testo, che si compone di un unico articolo, si propone di rendere più stringente l’obbligo del pubblico ministero di assumere informazioni dalla persona offesa nel termine di tre giorni dall’acquisizione della notizia di reato, assicurando l’effettività dell’intervento del Pm a tutela della vittima dopo l’iscrizione della notizia di reato.
di Assia Neumann Dayan
La Stampa, 8 settembre 2023
Il sistema ha fallito. Prendere atto che in Italia la politica, la magistratura, le forze dell’ordine abbiano fallito sarebbe già un po’ meno di niente. Non trovo una spiegazione al fatto che una donna che denuncia, anche più volte, l’ex marito o compagno per atti persecutori, abusi o violenze o qualunque altro reato, finisca per essere ammazzata. Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di un uomo. Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di un uomo che lei aveva già denunciato. Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di questo fallimento. La figlia di Marisa Leo è vittima, l’ennesima, di un uomo e di un sistema che ha fallito. Qualcuno deve prendersi la responsabilità di questo fallimento e dire alla figlia di tre anni di Marisa Leo, e a tutte le donne, e a tutti gli orfani che i femminicidi creano, che questo sistema finisce qui, un sistema dove il meccanismo della denuncia a un certo punto diventa niente. C’è la sottovalutazione del rischio, l’incapacità di tutelare le donne, una burocrazia che non protegge nessuno. Continuare a sentirsi dire che bisogna denunciare quando poi apriamo il giornale e leggiamo di una donna morta ammazzata è avvilente.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 settembre 2023
Si è insediata ieri mattina alle 10 la “Commissione per la riforma del processo penale”, istituita dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con decreto ministeriale del 5 maggio 2023. Il Guardasigilli ha portato il suo saluto alla prima seduta in Sala Falcone in via Arenula. La commissione, “che avrà un intenso calendario di riunioni - si legge sul sito del ministero -, è composta da autorevoli rappresentanti delle diverse anime del mondo del diritto” : accademia, avvocatura, magistratura, oltre a delegati dell’Ufficio legislativo del ministero e del Gabinetto. A presiederla, il capo dell’Ufficio legislativo, Antonio Mura”.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 8 settembre 2023
La mediazione fra la vittima e il responsabile serve a risolvere gli effetti del reato e offre al secondo - indagato, imputato o condannato - benefici sulle sanzioni in cambio di riparazioni, materiali o simboliche. Diventa realtà la giustizia riparativa introdotta dalla riforma del processo penale: la mediazione fra la vittima e il responsabile serve a risolvere gli effetti del reato e offre al secondo - indagato, imputato o condannato - benefici sulle sanzioni in cambio di riparazioni, materiali o simboliche. Il tutto su base volontaria e nella riservatezza assoluta, con tanto d’inutilizzabilità delle dichiarazioni nel procedimento. Le linee guida, con il “chi fa che cosa”, arrivano da Milano nello schema operativo realizzato da uffici giudiziari e organismi forensi.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
Contestato il meccanismo di scelta del procuratore generale aggiunto e del primo presidente aggiunto, in base al quale le decisioni sono scontate. Si può calcolare anni prima chi avrà i requisiti per candidarsi e prevedere se qualcuno li avrà.
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