di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 settembre 2023
Intervista a Marco Cappato: “Non c’è alcun interesse alla realtà, si insegue solo l’effetto sulle masse. Questo è un modo di distruggere il senso stesso dello Stato di diritto, cioè è un metodo eversivo”. Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, ha appena concluso la sua visita al carcere di Monza, città dove è candidato nelle elezioni suppletive del Senato per il collegio che fu di Silvio Berlusconi, quando legge le bozze del decreto legge che il governo si appresta a varare oggi in contrasto alla devianza e alla criminalità minorile.
di Ilaria Carra
La Repubblica, 7 settembre 2023
Il cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano interviene sul decreto del governo che vuole punire anche le famiglie che non li mandano a scuola. “Punire ragazzi troppo giovani è follia pura: per quanto possano aver commesso atti violenti la loro coscienza forse non è nemmeno nata. È come voler penalizzare una situazione senza volerla davvero risolvere”. Don Claudio Burgio è cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore della comunità Kayros, che accoglie minori provenienti dal carcere e da difficili condizioni familiari. Con il disagio giovanile, quindi, ha a che fare ogni giorno.
di Ilaria Carra
La Repubblica, 7 settembre 2023
“Incidono una serie di fattori solitamente correlati alla percezione di insicurezza: invecchiamento della popolazione, incertezza sociale ed economica, aumento di alcune fattispecie criminali”. La microcriminalità di strada “corre”. La fotografia dell’andamento del crimine in città negli ultimi sette mesi immortala un aumento generale dei reati, lieve, intorno al 2 per cento rispetto al 2019, l’ultimo anno comparabile prima della pandemia. Ma se da un lato calano i reati più classici come le rapine in banca, le estorsioni, i furti in abitazione, a crescere sono soprattutto i reati predatori, quelli cioè che compongono la galassia della microcriminalità su strada. In particolare si registrano più furti e più rapine su strada. Più 50 per cento di entrambi i reati rispetto al 2019, ma anche in aumento sull’anno scorso: i furti con strappo sono saliti del 10 per cento e le rapine per la strada del 6 per cento. La stragrande maggioranza dell’attività delle forze di polizia è volta proprio al contrasto alla microcriminalità, che è “micro” ma molto diffusa.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 7 settembre 2023
“Sono quelle cose di cui ci si riempie la bocca per apparire molto severi, ma all’atto pratico difficili da applicare”. Giandomenico Lepore è stato procuratore di Napoli dal 2004 al 2011, ma anche giudice minorile, da pensionato si impegna nelle associazioni per la tutela dei minori e ieri ha partecipato alla presentazione del libro dell’avvocato Angelo Pisani sulla tragedia di Fortuna Loffredo, stuprata e buttata dalla finestra nel 2014 nel famigerato Parco Verde di Caivano (Ho visto Chicca volare, Album editori).
di Simona Brandolini
Corriere del Mezzogiorno, 7 settembre 2023
Il magistrato napoletano: “Il buonismo si è rivelato deleterio, serve una sinergia tra pezzi dello Stato”. “Ho sempre posto l’accento sul carattere deleterio del buonismo, sulla facoltatività delle misure coercitive per minorenni, sul divieto d’arresto per reati anche gravi come il porto d’arma da sparo. Il Csm, nel 2020, tenne a Napoli una significativa seduta straordinaria, affermò che il perdonismo è criminogeno”. Luigi Riello è l’ex Procuratore generale di Napoli.
di Luigi Frasca
Il Tempo, 7 settembre 2023
L’iter che porterà alla tanto annunciata riforma penale si appresta ad entrare nel vivo. Si insedierà infatti questa mattina la commissione voluta dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Gli obiettivi di via Arenula sono principalmente due: l’attuazione piena dei principi del processo accusatorio, a 25 anni dal codice Vassalli; e favorire un’efficienza qualitativa della giustizia penale, nel quadro degli impegni del Pnrr. La commissione vede la partecipazione di rappresentanti autorevoli del mondo accademico, dell’avvocatura, della magistratura, oltre che naturalmente ai delegati dell’Ufficio legislativo del ministero e del gabinetto. A guidarla è il capo dell’Ufficio legislativo, Antonio Mura, che dovrà condurre i lavori seguendo un fitto calendario di riunioni. Un anno è il limite temporale entro il quale l’organo dovrà elaborare le proposte da sottoporre al Guardasigilli per recuperare lo spirito originario del codice del professore Giuliano Vassalli, e realizzare a pieno il modello di processo accusatorio anche alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale e sovranazionale. Allo stesso tempo, la commissione lavorerà a possibili semplificazioni del rito per favorire una migliore attuazione del giusto processo.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 7 settembre 2023
Nelle prime audizioni nessuno dei rappresentanti di Anac, Ann, Anci e Camere Penali, ha espresso apertamente il proprio plauso per il testo normativo. Partenza in salita, come era abbondantemente prevedibile, per la riforma penale voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio. Ieri si sono svolte in Commissione giustizia al Senato, dove è incardinata la discussione del ddl, le prime audizioni degli esperti chiamati dalla presidente Giulia Bongiorno (Lega), relatrice del testo, a fornire un loro contributo di pensiero sul punto. Ad essere auditi, il presidente dell’Anac Giuseppe Busìa, il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, il presidente dell’Anci Antonio Decaro e il segretario nazionale delle Camere penali Eriberto Rosso. Se nessuno dei quattro ha espresso apertamente il proprio plauso per la riforma voluta da Nordio, i primi due - Busìa e Santalucia - sono stati addirittura critici, stroncando la maggior parte delle modifiche proposte.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 settembre 2023
Sprint per la conversione, ma fanno breccia i rilievi di FI sulla retroattività delle misure. I possibili profili di incostituzionalità relativi al decreto legge 105, che estende il raggio delle intercettazioni per consentire l’utilizzo degli strumenti previsti per la lotta alla criminalità organizzata anche in assenza della contestazione del reato associativo, preoccupano la maggioranza. Una preoccupazione accompagnata dal nervosismo per la circolazione della scheda redatta dall’ufficio legislativo di Forza Italia, pubblicata ieri dal Dubbio, nella quale vengono evidenziate le criticità del decreto, prima fra tutte la pretesa di rendere retroattiva la norma.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 settembre 2023
Costa pone tre condizioni: subito la prescrizione, la stretta sulla presunzione d’innocenza, il fascicolo della toga. In comune hanno una smodata passione per Churchill. Non fanno altro, da liberali, che parlarne tutte le volte che si incontrano. Sfidandosi sulla citazione più “in”. Ed è accaduto lo stesso anche stasera, in via Arenula, nella stanza del Guardasigilli Carlo Nordio. Dove il ministro della Giustizia, più criticato nonostante la sua ampia maggioranza, ha incassato il pieno appoggio di Azione e del suo leader Carlo Calenda non solo al suo primo disegno di legge - tra abuso d’ufficio e intercettazioni con il bavaglio alla stampa - affidato alle mani di Giulia Bongiorno al Senato, ma anche sulla prossima manovra sulla giustizia. Anche se con dei paletti, molto rigidi, fissati da Enrico Costa, il responsabile Giustizia di Azione, da sempre. fan anche lui di Nordio, ma pronto a criticare le sue ultime mosse. Proprio come ha fatto anche ieri. Mettendo sul tavolo un dettagliato e nutrito elenco di richieste che - se Nordio non dovesse seguire - potrebbero anche mettere in crisi questa liaison.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 settembre 2023
L’ex toga, oggi direttore di Questione giustizia, lancia l’allarme sulla riforma caldeggiata dalla maggioranza, Azione e Iv. In commissione Affari costituzionali della Camera parte l’esame delle quattro proposte. L’obiettivo? “Il controllo della politica sull’azione penale”. Non ha dubbi Nello Rossi, l’ex toga della Cassazione e di piazzale Clodio, oggi direttore della rivista di Magistratura democratica Questione giustizia, che esamina con Repubblica i perché dell’ennesimo tentativo per separare definitivamente giudici e pubblici ministeri, visto che proprio oggi, nella commissione Affari costituzionali della Camera, parte l’esame delle quattro proposte per una possibile riforma costituzionale.
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