di Gaetano De Monte
Il Domani, 6 settembre 2023
Le ombre sul sistema dell’accoglienza. I posti ci sono, ma secondo alcuni enti gestori non vengono assegnati. Nel frattempo, il ministero dell’Interno chiede di fare spazio per “assicurare il turn over” all’interno dei Cas. È il 23 agosto, a Roma, nella città calda e desolata tre uomini sono in fila, sostano in attesa davanti alla sede di uno sportello per migranti e rifugiati che si trova all’interno di un centro sociale, lo Spin Time Labs, nel quartiere Esquilino.
di Pasquale Quaranta
La Stampa, 6 settembre 2023
L’avvocato simbolo della Torino antifascista compie 105 anni: “Canapa inoffensiva, meglio la diffusione responsabile che i pusher”. Bruno Segre, un monumento antifascista di Torino, festeggia il suo 105º compleanno con il telefono che non smette di squillare. L’avvocato e giornalista partigiano ci accoglie nel suo appartamento a Mirafiori Nord, al mattino, e poi alla sera mentre si svolge la festa in suo onore presso il Polo del ‘900, sede del Museo della Resistenza, con circa 60 invitati. Solo due settimane fa i giornali avevano erroneamente annunciato la sua morte a causa di una omonimia. “Sono resuscitato”, commenta con un sorriso, mentre ci dona due libri. Il primo è una raccolta di aforismi, pubblicata a sue spese, con l’intento di “far divertire chi legge imparando i valori fondamentali della vita”, scrive nella dedica. Apriamo una pagina a caso: “La vita non è nulla dove manca la libertà” (Körner). Il secondo libro, ancora incellofanato, è la sua biografia curata da Nico Ivaldi, intitolata “Non mi sono mai arreso” (Editrice Il Punto).
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 6 settembre 2023
Un marchio e un’onta che le accompagnerà per sempre. Un passo avanti e uno indietro. Così si muove Aysha nel Centro di transito per rifugiati a Renk, città sud-sudanese al confine con il Sudan. E lì che dal 15 aprile arrivano via terra decine di migliaia di profughi e sfollati di ritorno. Lì che è giunta anche lei dopo un mese di viaggio. Con sé non ha più niente. Non ha un vestito per cambiarsi, non ha più soldi. Non ha più nessuno. Del passato resta l’immagine della separazione e della disumanità.
di Francesco Jori
La Nuova Venezia, 5 settembre 2023
La lettera della moglie di un detenuto elenca la vita raccapricciante che scorre entro le mura delle prigioni. È questo squallore a generare i reiterati episodi di violenza: dai litigi fino alle vere e proprie aggressioni. Nomen omen, il destino nel nome: istituto di pena. La cruda lettera-denuncia della moglie di un detenuto nel carcere di Verona, con la sua forte e sacrosanta eco mediatica, dà voce ai tanti volti anonimi per i quali la condanna giudiziaria si accompagna ad un’autentica pena umana nel senso più drastico della parola, sofferenza. Elenca con raggelante freddezza la “vita raccapricciante”, per usare le testuali parole, della quotidianità che scorre entro le mura di troppe delle nostre prigioni: per la quale non a caso l’Italia è già stata sanzionata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo; e che anche in questi giorni continua a riproporre sconcertanti casi di cronaca.
di Giuseppe China
Il Tempo, 5 settembre 2023
Sono poco meno di ventimila e sul totale della popolazione carceraria pesano per il 31,3%. Basta un loro “no” per bloccare il trasferimento nel Paese d’origine. E da febbraio al ministero manca il responsabile per gli accordi internazionali. Occupano carceri già incredibilmente piene. Una fetta consistente delle persone recluse nel nostro Paese è rappresentata da detenuti stranieri: al 15 giugno 2023 gli individui privati della libertà personale non italiani erano 17.987, pari al 31,3% della popolazione carceraria. Ma non è finita qui perché spesso a questa circostanza esplosiva bisogna aggiungere il fatto che è impossibile rimandare i carcerati nel loro Stato d’origine.
di Edoardo Romagnoli
Il Tempo, 5 settembre 2023
Il sottosegretario Delmastro indica la strada contro il sovraffollamento dei penitenziari: “Verrà superata la volontà del condannato di restare nel nostro Paese. Chi è stato condannato in Italia deve scontare la pena nel proprio Paese”. In Italia i penitenziari soffrono di un tasso di sovraffollamento del 119%. Su 51.249 posti disponibili i detenuti sono 56.674 quindi ci sono 5.500 detenuti in più rispetto alla capienza. Il Tempo ha sentito il sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro per capire come il governo sta cercando di affrontare il problema.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 settembre 2023
L’ergastolano Beniamino Zuncheddu lotta per la liberazione condizionale mentre il processo di revisione procede lentamente. Ora si è ammalato in carcere. I Radicali organizzano per il 19 settembre a Roma una manifestazione, mentre Papa Francesco prega per lui.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 settembre 2023
Alla Camera le audizioni sui quattro ddl costituzionali per dividere i giudici dai pm, mentre al Senato si apre il dossier su abuso d’ufficio e intercettazioni. Agosto è alle spalle, e la giustizia è sempre lì dove l’abbiamo lasciata. Anche se l’estate è stata segnata dai cinque morti di Brandizzo, dalla violenza contro le donne e da quella contro animali indifesi (vedi capretta di Fiuggi) o dal grilletto facile di chi ha ucciso l’orsa Amarena. Con un drammatico utilizzo dei social per diffondere immagini truci. Ma tant’è. Le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera e del Senato riaprono invece i dossier su separazione delle carriere, abuso d’ufficio, intercettazioni. Il Guardasigilli Carlo Nordio, come ha detto domenica a Cernobbio, frena sulle carriere, considera quel ddl costituzionale un punto di arrivo e non di partenza per riformare la giustizia. Ma in Parlamento, proprio com’è avvenuto per l’abuso d’ufficio e le intercettazioni, invece c’è voglia di correre proprio su questo. Intestandosi la priorità dell’iniziativa. A spingere sul pedale dell’acceleratore è soprattutto Azione, con Enrico Costa, da sempre convinto che la riforma “madre” per cambiare la giustizia in Italia sia dividere i giudici dai pm, i primi succubi dei secondi, come diceva Berlusconi.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 settembre 2023
Il ministro della Giustizia ha rassicurato il Forum Ambrosetti di Cernobbio sui passi in avanti fatti sul settore civile. Sul penale spazio alla riforma dell’abuso d’ufficio, ma la separazione delle carriere dovrà aspettare. L’intervento in versione civilista del ministro Carlo Nordio alla giornata finale del Forum Ambrosetti di Cernobbio ha mandato nel pallone gran parte del mondo mediatico e politico. Non la platea di imprenditori, manager e investitori presenti in sala, che al termine del discorso del Guardasigilli si è lasciata andare in un lungo, reiterato applauso, che ha interrotto per diversi secondi la ripresa dei lavori.
di Andrea Aversa
L’Unità, 5 settembre 2023
Togliere i figli ai genitori, aumentare le pene e abbassare l’età punibile non sono la soluzione ma l’ultima spiaggia di una politica incapace. La morte di Giovanbattista Cutolo, ucciso a Napoli da un 17enne, ha riaperto il dibattito sui rimedi da porre alla devianza giovanile. Tre sarebbero le soluzioni che secondo molti risolverebbero questa piaga sociale: togliere la patria potestà a genitori che vivono in contesti criminali, condannando i loro figli alla stessa vita; aumentare le pene per specifici reati; abbassare l’età punibile e quindi condannare e mandare in carcere i minorenni colpevoli di reati gravi. Rimedi da prendere in considerazione ma che non devono sfuggire a due considerazioni. La prima: siamo sicuri, scientificamente, che l’approvazione di tali provvedimenti renderebbe più pulita e sicura la nostra società? La seconda: non è che si tratta semplicemente di norme-spot da ‘ultima spiaggia’ realizzate da una politica incapace e alla continua ricerca del consenso?
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