Corriere di Taranto, 26 aprile 2023
Secondo decesso nelle ultime 24 ore nel carcere di Taranto. È stato infatti trovato privo di vita nel letto della sua cella di Largo Magli di Taranto, un uomo di 55 anni, tarantino, che il giorno prima era stato trasportato presso il Santissima Annunziata per un malore. Dopo gli accertamenti del caso i sanitari del nosocomio lo hanno dimesso ma al rientro in cella, durante la notte, è deceduto. Sulla vicenda sono state avviate le indagini della Procura di Taranto che disporrà l’autopsia sul corpo per capire le cause del decesso e accertare, qualora ci fossero, le responsabilità. La vicenda segue il decesso avvenuto sempre nel carcere di Taranto, quando a essere rinvenuto cadavere è stato un altro detenuto che si è tolto la vita in cella.
di Martina Vacca
La Nazione, 26 aprile 2023
Ieri la visita dei rappresentanti dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” la Camera Penale di Pistoia e il parroco di Vicofaro, don Biancalani. I numeri: 49 ospiti su 45 posti regolamentari, 11 semiliberi e tre educatori. Con 49 detenuti su 45 posti regolamentari, più 11 semiliberi, la Casa Circondariale di Pistoia si inserisce tra gli istituti penitenziari meno problematici tra quelli toscani. A confermarlo è stata ieri la visita organizzata dall’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, ottava tappa di un tour che sta coinvolgendo tutta la Toscana e che ieri ha visto la presenza dei rappresentanti della Camera Penale di Pistoia, del parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani e dagli avvocati Elena Baldi e Fausto Malucchi. Una tappa che ha coinciso con la Festa della Liberazione, assumendo una valenza ancor più pregnante, come ha spiegato il segretario dell’associazione Sergio D’Elia: “Abbiamo deciso di trascorrere il nostro 25 aprile in carcere - ha spiegato D’Elia - perché vogliamo liberare innanzitutto lo Stato da un istituto anacronistico, il carcere, abbandonato nei fatti per le condizioni di degrado in cui costantemente verifichiamo sono lasciati vivere tanto i detenuti quanti i ‘detenenti’, come chiamava Marco Pannella gli operatori penitenziari”. Ma i numeri e soprattutto le testimonianze dei detenuti hanno dipinto, almeno per il carcere di Santa Caterina in Brana, una situazione ben diversa, dove la priorità viene data al percorso di formazione professionale. “Un punto su tutti - spiega la presidente dell’Associazione, Rita Bernardini - l’investimento fatto sul lavoro dei detenuti. Si tratta di lavori interni, ma che vengono portati avanti con impegno e nell’ottica di costituire le basi del futuro reinserimento in società”. Un carcere che sia al centro della città, non isolato, e che non sia un parcheggio ma una palestra per il rientro nella comunità: sono questi i principi su cui l’associazione si batte da sempre, come hanno spiegato o Sergio D’Elia e Elisabetta Zamparutti, dell’associazione. Ancora qualche dato. Dei detenuti, il 57% ha avuto una condanna definitiva, mentre gli altri sono in attesa di giudizio, e gli italiani sono il 37%.
news24.city, 26 aprile 2023
Hanno chiesto di essere giudicate con il rito abbreviato tre delle quindici persone indagate per le presunte torture commesse, nell’aprile 2022, nel carcere di Bari, ai danni di un detenuto con patologie psichiatriche. La richiesta è arrivata nel corso dell’udienza celebrata nell’aula bunker di Bitonto, da parte dei legali di un sovrintendente della Polizia Penitenziaria, di un agente di Polizia Giudiziaria e di un medico dell’infermeria, tutti in servizio nella casa circondariale, all’epoca dei fatti.
di Mario Soldaini
Il Manifesto, 26 aprile 2023
“La Spoon River dei braccianti”, un volume di Antonello Mangano (Meltemi). Se è vero, come ha scritto Fernanda Pivano, che l’Antologia di Spoon River è stata “meno del verso ma più della prosa” è certo anche che la forza di quel libro non sia da ricercare soltanto nel tono narrativo con cui si meditano gli epitaffi quanto - semmai - nella capacità di dimostrare come, attraverso la descrizione della sofferenza di una vita talvolta esemplare, la morte possa essere l’esito di una certa condizione politica e sociale. A cento anni dalla prima edizione dell’Antologia di Spoon River, Antonello Mangano, fondatore di terrelibere!, ne La Spoon River dei braccianti (Meltemi, pp. 170, euro 15) ha scelto di richiamarsi a quell’opera e di farlo a partire proprio dalla necessità di riconsegnare alla storia i nomi di alcuni migranti: donne e uomini del nostro tempo indegnamente dimenticati. Come per Fletcher McGree di Spoon River, i protagonisti di Mangano, sfruttate e sfruttati, sono messi in un angolo e “cacciati fino a morire”.
di Maurizio Francesconi
Corriere di Torino, 26 aprile 2023
Il nodo è la “riparazione”, a livello individuale ma anche collettivo. Ennio Tomaselli, ex magistrato, è l’autore di “Fronte Sud” (edito da Manni), terzo romanzo che vede protagonista Salvatore Malavoglia detto Salvo, 68 anni. È anche lui, come il suo creatore, un giudice minorile, coinvolto in una vicenda ricca di colpi di scena, ma soprattutto di rapporti: con giovani (italiani e migranti) che vivono una difficile integrazione e con un passato, quello del colonialismo italiano, che non smette di interrogarci.
di Andreina Corso
lavocedivenezia.it, 26 aprile 2023
La fatica del resistere la conoscono le donne e gli uomini vittime di tutte le violenze e ancor più l’hanno incarnata i popoli feriti dalla guerra, dalla ferocia degli uomini, di un uomo, simbolo delle dittature. Quella ferocia e la sua voce potente, entra ancora, oggi, 25 Aprile nei cuori come un improvviso suono d’organo nel silenzio, a ferire le tempie, a dire e a dirci che quel che è accaduto è vero e evidentemente non sufficiente a impedire altre guerre, altre dittature, altre ingiustizie.
di Fabio Marcelli*
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2023
Scrisse una volta Cesare Pavese, in un suo intervento sul fascismo e la cultura, che “la natura del fascismo, come di tutti i vizi, è proprio quella di rotolare una china divenendo valanga, sfuggendo anche al controllo dei suoi capi”. Osservando le reazioni alla vignetta di Natangelo sulla sostituzione etnica nella camera da letto del ministro Lollobrigida, si ha in effetti l’impressione di vedere una vera e propria valanga di arroganza del potere.
di Grazia Longo
La Stampa, 26 aprile 2023
Il viaggio lampo in visita all’hotspot sovraffollato: oltre 2 mila e 500 ospiti a fronte dei 400 posti disponibili. Da una parte, le organizzazioni umanitarie, come Save the children, che chiedono a gran voce “di non considerare più lo sbarco dei migranti a Lampedusa come un’emergenza ma come una realtà strutturale da affrontare con criteri risolutivi”. Dall’altra, il sindaco dell’isola Filippo Mannino che, preoccupato per il danno al turismo, sollecita “la presenza di due navi davanti alle nostre coste, come avveniva durante la quarantena del Covid, in modo che i migranti, in attesa di essere trasferiti nei centri di accoglienza, non sbarchino a terra”.
di Flore Murard-Yovanovitch
Il Manifesto, 26 aprile 2023
Contro l’assuefazione alle stragi sui confini terrestri e marittimi, un convegno per individuare crimini e normativa che inchiodino alle loro responsabilità i governi italiani e europei. Quello che avvertiamo come “indicibile” crimine in corso contro le persone migranti al livello globale, è ancora privo di definizione. Il convegno “Migranticidio: un crimine contro l’umanità”, promosso da Giuristi Democratici, Mani Rosse Antirazziste e Cred, tenutosi lo scorso sabato 22 aprile presso il Macro di Roma ipotizza di poter dare forma giuridica ad un nuovo e specifico crimine contro l’umanità: il “migranticidio”.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 26 aprile 2023
La nuova legge bipartisan ribattezzata “Clean Slate” ha ripulito la fedina penale di condannati o pregiudicati con pene lievi. E non c’è bisogno di fare domanda: c’è un algoritmo. In varia misura e forme diverse è una strada che avevano già intrapreso anche altri Stati, dal sud al nord degli Usa: amnistie più o meno parziali per dare una “seconda possibilità” ai detenuti erano avvenute in Louisiana e Pennsylvania, Vermont e Utah, Florida e Georgia, Montana e Maine. Nessuna però come nel Michigan, dove nel periodo di Pasqua è entrata in vigore una riforma della giustizia firmata tre anni fa e che in pochi giorni ha ripulito completamente - e automaticamente, senza bisogno di richiesta - la fedina penale di 850mila condannati o pregiudicati con pene lievi. Reimmettendoli con questo solo atto, questo è il punto, nel mercato del lavoro.
- Iran. Minorenni torturati e violentati dalla polizia degli ayatollah
- Singapore. Un uomo è stato impiccato per un chilo di cannabis
- Sudan. Tregua a intermittenza, monta l’emergenza profughi
- Sahel. Stragi di civili, coscrizioni coatte e propaganda: la più grande area di conflitto del mondo
- Dalla parte dei detenuti: l’eredità giuridica e morale di Valerio Onida











