di Giovanna Ferrara
Il Manifesto, 8 settembre 2023
Il volume “La classe è morta. Storia di un’evidenza negata”, a cura di Pietro Barbetta (Mimesis) si basa sui ritratti rubati nei manicomi di Colorno, Gorizia e Firenze dalla fotografa e scrittrice. Il volume di Carla Cerati “La classe è morta. Storia di un’evidenza negata”, a cura di Pietro Barbetta (Mimesis, pp. 144, euro 15) riattualizza il portato che esplose nella lunga gestazione del 1968 in ordine alle istituzioni totali che, intanto, il filosofo Foucault andava sistemando in narrazioni nitide, capaci di dar conto di uno stato di cose che trasformava la cura in oppressione. Attorno a questo pensiero Franco Basaglia, e sua moglie, lanciavano la pionieristica impresa contro l’assetto manicomiale e, come una freccia che si conficca nella pietra, riuscivano in una rivoluzione degli istituti psichiatrici e in una rivoluzione culturale che si va erodendo man mano che passano gli anni, secondo anche il giudizio della figlia, Alberta Basaglia.
di Andrea Ruggieri
Il Riformista, 8 settembre 2023
La pigrizia di chi davvero fa l’agenda politica in Italia (cioè i giornalisti televisivi) smarca i politici dall’obbligo di confrontarsi sulle riforme serie che possono, quelle si, cambiare la vita dei cittadini e volgerla a facilità, dall’inferno che è oggi.
di Michela Nicolussi Moro
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
Padova sgombera le palestre in vista della ripresa delle lezioni ma gli arrivi continuano e l’accoglienza si complica. Cresce la tensione sul tema migranti, nel Veneto. L’impressione è che lo scollamento tra Comuni e prefetture e tra prefetture e cooperative sociali sia sempre più esasperato: posti non se ne trovano e ci si deve inventare di tutto, spesso senza trovare un accordo.
di Michela Nicolussi Moro
Corriere del Veneto, 8 settembre 2023
Padova, il prefetto Messina chiede alle coop un’area di 600 metri quadri per una “tendopoli”. “L’ipotesi di una tendopoli non c’è in questo momento”, diceva due giorni fa il sindaco di Padova, Sergio Giordani, parlando dell’emergenza migranti e della difficoltà di trovare altri spazi in cui ospitarli. In effetti più che tendopoli nella città del Santo potrebbero sorgere “campeggi di emergenza” da mantenere almeno fino al 31 dicembre prossimo, stando alle intenzioni del prefetto Francesco Messina. Il quale a fine agosto ha inviato una lettera “ai signori gestori dei centri di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”. Insomma, alle cooperative sociali, alle quali si chiede un’”area per il posizionamento di moduli abitativi per l’accoglienza migranti”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 settembre 2023
Allontanamento con Daspo da scuole e università per possesso o uso di stupefacenti. Per il piccolo spaccio arresto in flagranza anche per gli adolescenti. Magi: “Faremo appello a Mattarella”. Il fatto che non sia stato il Guardasigilli Carlo Nordio ma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ad illustrare in conferenza stampa la nuova norma infilata nel decreto Caivano per inasprire le pene in materia di sostanze, prevedendo l’arresto anche per i ragazzi dai 14 anni in caso di reati di lieve entità, e addirittura - incredibilmente - l’allontanamento con Daspo dalle scuole e dalle università anche nel caso di semplice “uso di stupefacenti”, già dice tutto sullo spessore giuridico dell’operazione. Se il ministro di Giustizia ha tentato una specie di giustificazione al provvedimento, spiegando che in ogni caso spetta al tribunale dei minori l’ultima parola sul trasferimento in carcere dell’eventuale adolescente reo, con meno titubanza è stato il titolare del Viminale a rivelare il calibro proibizionista delle nuove norme: il decreto prevede “un inasprimento sanzionatorio per lo spaccio di stupefacenti di lieve entità”, ha detto, che ha “il sostanziale effetto di potenziare la facoltà di arresto in flagranza per i minori” e “di ampliare i casi di applicabilità della pena detentiva in carcere, anche per i minori e per gli adulti”. Non solo. Contrariamente alla sbandierata intenzione di contrastare la dispersione scolastica, Piantedosi ha riferito che il Daspo urbano verrà esteso ai minori sopra i 14 anni e che sarà applicato anche “per l’uso di stupefacenti, con l’allontanamento dalla frequentazione di certi luoghi: sedi universitarie, scuole, locali pubblici, ampliando anche la platea dei reati per il Daspo ricomprendendo reati di semplice detenzione di sostanze stupefacenti”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 settembre 2023
Nel panorama geopolitico internazionale, l’interesse per i diritti umani e le questioni legate alla giustizia assume sempre un’importanza centrale, specialmente quando coinvolge un cittadino con la nazionalità italiana che viene arrestato in modo inusuale all’estero. In questo contesto, emerge il caso della detenzione di Khaled El Qaisi, un cittadino italo- palestinese residente a Roma, il quale è stato soggetto a un arresto che ha suscitato legittime preoccupazioni e richieste di spiegazioni da parte dei suoi famigliari. Queste richieste hanno trovato voce in Parlamento attraverso un’interrogazione presentata Nicola Frantoianni, segretario di Sinistra italiana.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 settembre 2023
Secondo la Farnesina sono 2.058 italiani reclusi nel mondo, 861 in attesa di giudizio. Secondo l’ultimo dossier, pubblicato nel 2022, della Farnesina sono ben 2.058 gli italiani reclusi nelle carceri del mondo. Di questi, 861 erano in attesa di giudizio, 31 in attesa di estradizione e 1.166 erano stati condannati. Se analizziamo la distribuzione geografica, notiamo che la maggior parte dei detenuti si trova nell’Unione europea, con 1.526 casi registrati, di cui 810 sono condannati, 709 in attesa di giudizio e 7 in attesa di estradizione. La Germania ospita il maggior numero di italiani detenuti con 713 casi, seguita da Francia, Spagna e Belgio con rispettivamente 230, 229 e 157 detenuti italiani.
di Alessandra Muglia
Corriere della Sera, 8 settembre 2023
Il “banchiere dei poveri” teme il carcere. Allarme Onu per tutti gli oppositori. A pochi mesi dalle elezioni, la premier Hasina sta soffocando il dissenso. A 83 anni, dopo una vita passata a combattere l’apartheid finanziario, il “banchiere dei poveri” Muhammad Yunus è ancora in prima linea, costretto a difendersi da quello Stato che gran giovamento ha tratto in questi anni dalla sua invenzione: il microcredito, capace di risvegliare lo spirito di imprenditorialità anche nei mendicanti. Se il Bangladesh in questi anni ha registrato un balzo della partecipazione femminile all’economia e l’uscita di milioni di persone dalla povertà il merito è anche suo. La Grameen Bank da lui fondata nel 1983 ha consentito soprattutto a donne senza mezzi di accedere a finanziamenti per avviare attività imprenditoriali e vivere. Eppure questo economista visionario, acclamato a livello internazionale e insignito del Nobel per la pace, nel 2006, da anni è perseguitato in patria, alle prese con due processi, uno per violazione delle leggi sul lavoro e l’altro per corruzione ed evasione fiscale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 settembre 2023
Ci aveva provato invano l’ex guardasigilli grillino Alfonso Bonafede, ancora prima la ex ministra Cancellieri nel 2014. Ora ci vorrebbe riprovare anche l’attuale governo con il sottosegretario Delmastro che ha annunciato il “nuovo” piano carceri. Rimandare nel proprio Paese i detenuti immigrati è spesso indicata come la soluzione al sovraffollamento dei penitenziari italiani. Ma ci sono diversi motivi per cui è una strada impraticabile se ha come obiettivo ridurre vertiginosamente la presenza degli stranieri dalle nostre patrie galere.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 7 settembre 2023
I magistrati, dopo averli giudicati “incapaci di intendere e di volere”, avevano disposto il loro collocamento nelle Rems, le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici. Ma il posto per loro e per tanti altri non c’è. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha ordinato al governo italiano, pena una condanna per violazione dell’articolo 3 della Convenzione, di interrompere la carcerazione a San Vittore di due detenuti e di trovargli un posto in un luogo di cura perché “non imputabili” in quanto sofferenti di gravi disturbi psichiatrici.
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