di Franco Lorenzoni
La Stampa, 7 giugno 2023
Quale credibilità abbiamo noi adulti agli occhi dei più giovani, visto che continuiamo a ignorare le catastrofi annunciate? Ogni volta che si parla in generale della scuola si rischia di collezionare una gran quantità di superficialità e approssimazioni, perché la scuola è un corpo complesso dalle mille sfaccettature. Certo, se un gruppo di ragazzi interrompe la lezione in un istituto tecnico con bombolette puzzolenti si può essere portati ad affermare che quel gruppo sta mettendo in scena il senso di estraneità verso l’istruzione superiore che cova in troppe famiglie. Se poi uno di quei ragazzi, dopo qualche settimana, arriva ad accoltellare alle spalle la sua professoressa, c’è chi arriva a dire che tanto vale abolirla, la scuola, o almeno abolirne il nome, perché queste sono le conseguenze della troppa libertà.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2023
Il governo: “Non puntiamo sulla relocation”. La commissaria Ue agli Affari interni Ylva Johansson ha presentato oggi il piano della Commissione per fronteggiare l’immigrazione illegale nel Mediterraneo Occidentale e l’area atlantica, in vista del prossimo Consiglio europeo previsto per fine mese, e del prossimo Consiglio Giustizia e Affari interni dell’8 e 9 giugno dove, ha spiegato la commissaria, sul Patto Migrazione e Asilo “c’è una grande possibilità che si possa fare un passo avanti molto importante già giovedì a Lussemburgo perché - ha detto - nei negoziati gli Stati membri sono ora molto vicini”. Dopo otto anni di confronti inconcludenti, dunque, forse ci siamo. Ma di cosa stiano trattando davvero i Paesi Ue è già chiaro e lo stesso piano per il Mediterraneo occidentale presentato oggi conferma un’impostazione basata sull’esternalizzazione delle frontiere, sull’implementazione di rimpatri finora esigui, e su un principio di solidarietà tra Stati membri che però non è obbligatorio tanto che gli Stati che non vogliono i migranti potranno semplicemente pagare o “dare supporto operativo” perché continuino ad occuparsene i Paesi di primo ingresso. Il governo Meloni? Nonostante gli attacchi all’Europa che “deve fare la sua parte”, sembra avere già rinunciato alla possibilità di una redistribuzione per quote delle persone giunte nel nostro Paese. Ieri, dopo un colloquio telefonico con il ministro per la Migrazione svedese, Maria Malmer Steenergard, in vista della possibile conclusione sul negoziato per il Patto su immigrazione e asilo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che “il nostro Paese continua a non puntare sullo strumento della relocation perché non si è rivelato un meccanismo solidale così come concepito”. Piuttosto, ha spiegato come l’Italia si aspetti un cambio di passo da parte dell’Europa soprattutto nell’ambito della dimensione esterna, “unica vera soluzione strutturale al problema delle migrazioni dall’Africa”.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 7 giugno 2023
Bavaglio alla stampa, giudici depotenziati. Il presidente Saied scrive il manuale dei regimi autoritari. “Lei dice a voce alta quello che gli altri tacciono” sono le parole che il Presidente tunisino Kais Saied ha riservato alla premier Giorgia Meloni durante la visita di ieri, nel lungo colloquio (quasi due ore) che li ha visti protagonisti.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2023
Inizia oggi a Bonn una riunione da cui uscirà una prima proposta di agenda dei lavori della Cop-28, la Conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si svolgerà dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Amnesty International ha colto l’occasione per inviare alle delegazioni statali presenti a Bonn un rapporto sulla situazione dei diritti umani nello stato del Golfo e per far presente che, come in occasione della Cop-27 in Egitto, svolgere una conferenza su temi di diritti - come quello a un ambiente salubre - in un ambiente fortemente repressivo rischia di comprometterne il successo e di impedire la piena partecipazione di un attore-chiave, come la società civile.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 7 giugno 2023
I rapporti con gli Emirati, ricchi e potenti, non si toccano. Si potrebbe riassumere così la decisione del governo Meloni di prendere le distanze dall’imprenditore milanese Andrea Costantino che si è rivolto a uno studio legale statunitense al fine di ottenere un risarcimento per le torture fisiche e psicologiche che ha detto di aver subito nei mesi trascorsi nelle carceri di Abu Dhabi. La nota diffusa da Palazzo Chigi è molto chiara: “Le dichiarazioni e le iniziative giudiziarie annunciate da Andrea Costantino nei confronti degli Emirati Arabi Uniti non sono condivise dal governo italiano che coglie l’occasione per ringraziare gli Emirati per la collaborazione dimostrata nel caso, prova dell’amicizia con l’Italia”. Una scelta quella italiana che è dettata dalla realpolitik, frutto degli interessi economici e dei rapporti di sicurezza con la monarchia del Golfo. E che ricorda quelle fatte da precedenti governi italiani per l’assassinio in Egitto di Giulio Regeni.
La Repubblica, 7 giugno 2023
Lo denuncia oggi Human Rights Watch. Il Parlamento del Paese africano ha affermato che i rifugiati che vivono e fanno affari al di fuori dei campi profughi sono incompatibili con la legge nazionale. Il governo del Malawi ha arrestato e trasferito forzatamente rifugiati e richiedenti asilo in tutto il Paese senza riguardo per i loro diritti umani fondamentali. Lo denuncia oggi Human Rights Watch. Le autorità del Malawi dovrebbero prontamente invertire questa azione e rispettare i diritti di tutti alla libertà di movimento, all’istruzione e a uno standard di vita di base. Il 26 maggio scorso, il ministero della sicurezza interna del Malawi ha dichiarato di aver detenuto 902 rifugiati e richiedenti asilo dal 17 maggio. La polizia, aiutata dai militari, ha arrestato uomini, donne e bambini che vivono a Lilongwe, la capitale del Malawi, e in altri distretti, ha chiuso le loro attività, li ha temporaneamente detenuti nelle prigioni e li ha lasciati a mani vuote nel campo profughi di Dzaleka, a circa 40 chilometri da Lilongwe. Alcuni degli arrestati hanno riferito di percosse e distruzione o furto delle loro proprietà.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 6 giugno 2023
Detenuta cerca di impiccarsi: salvata da una poliziotta. Il 7 giugno tavolo ministeriale sui fondi alla polizia penitenziaria. Ma il sindacato Osapp per protesta non parteciperà. Ancora alta tensione nelle carceri, con tentati suicidi, aggressioni nei confronti di chi esercita la sorveglianza e forti malumori di chi deve garantire i servizi, l’ordine e il rispetto delle regole. Una situazione destinata a “imbarbarirsi” in vista dell’estate.
di Alessandra Pellegrini De Luca
ilpost.it, 6 giugno 2023
Storie di donne, bambini e bambine all’interno di un ICAM, un carcere pensato per non sembrarlo. “Attesa”, “pazienza”, “noia”: su un armadio dell’ICAM di San Vittore, uno dei cinque Istituti a custodia attenuata per detenute madri esistenti in Italia, Marianna ha appeso queste tre parole ritagliate nella carta. Le ha scritte durante un progetto fatto con gli studenti del liceo per rappresentare e descrivere la vita delle detenute con figli al seguito. Nonostante un ICAM sia diverso da un carcere tradizionale e permetta alle detenute di non separarsi dai figli, Marianna dice di convivere con un forte senso di colpa: “Ogni tanto mia figlia sbatte i piedi per terra e mi dice che vuole andare a casa: fa male, ed è difficile spiegarle che a casa, per un po’, non ci possiamo andare”.
di Giovanni Verde
Corriere del Mezzogiorno, 6 giugno 2023
Abbiamo la fortuna di essere informati. I supercritici ci spiegano che anche la nostra informazione è funzionale a interessi più o meno occulti e che è o può essere deviante. Anche se così fosse, qui da noi siamo comunque più e meglio informati di quanto lo siano coloro che vivono in regimi dittatoriali. Mi basta questo per sentirmi dalla parte del mondo dei privilegiati che vivono in democrazia. La quale sarà anche malata, ma è quella che ci garantisce uno stile di vita che non è neppure lontanamente equiparabile alle condizioni in cui vivono le persone là dove esistono regimi di tipi dittatoriale o autoritario; di quelli - per intenderci - in cui si scompare misteriosamente o si va in carcere per il fatto di coltivare ed osare di esporre pubblicamente idee non conformi a quelle del regime (perché, al limite, si è considerati pazzi da curare e, in fin di conti, si finisce con l’esserlo); oppure si è uccisi o si scompare o si va in carcere per non essere vestiti adeguatamente o per coltivare relazioni sessuali “diverse”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 6 giugno 2023
Domani il governo potrebbe esaminare i testi su abuso d’ufficio, misure cautelari e “ascolti”. Le toghe di Articolo 101: dimissioni in massa dei fuori ruolo a Via Arenula. Lo scontro tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la magistratura si acuisce. Con la possibilità, all’esito dell’assemblea generale convocata per domenica prossima, di un nuovo sciopero, dopo quello a dire il vero poco incisivo contro la riforma Cartabia.
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