di Luigi Manconi
La Repubblica, 26 gennaio 2023
Una sentenza del Tribunale di Bologna potrebbe segnare la svolta nella difesa dei diritti primari delle persone straniere nel nostro Paese. Tutti i richiedenti asilo hanno diritto a formalizzare la domanda di protezione internazionale e ad accedere alle forme di accoglienza previste in Italia. Non è un principio astratto, né un auspicio o un orizzonte al quale, a determinate condizioni, si possa aspirare: è la sentenza, una delle prime in Italia, emessa dal Tribunale di Bologna il 18 gennaio scorso, che ha dichiarato illegittimo il comportamento della Questura e della Prefettura di Parma.
di Carlo Bonini
La Repubblica, 26 gennaio 2023
Nel settimo anniversario della morte del giovane, Tajani afferma che ora l’Egitto vuole collaborare: un’affermazione che lascia interdetti. Il settimo anniversario dell’omicidio di Giulio Regeni non merita lo spettacolo di questi giorni e di queste ore. Perché c’è un solo modo peggiore di consegnare all’oblio un delitto che ha mutilato l’esistenza di una famiglia e segnato la coscienza di un Paese ed è quello di rinunciare a rendergli giustizia fingendo di volerlo fare. Per giunta, annegando l’intento in una retorica tanto vuota quanto ipocrita e stantia. Peggio ancora, spesa per riaccreditare fuori tempo massimo un uomo che, da sette anni, la verità e la giustizia che l’Italia va cercando la tiene in ostaggio e se ne fa beffe: il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 26 gennaio 2023
Carceri piene per aver violato le norme che proteggono la reputazione dell’esercito Si finisce dentro per una canzone, un sermone in chiesa o una scritta nella neve. Sebbene anche Putin definisca guerra e non chiami più Operazione militare speciale l’invasione dell’Ucraina, in Russia dettano legge quelle norme repressive che stanno colpendo pesantemente ogni voce dissenziente in Russia.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 26 gennaio 2023
Dall’inizio dell’anno già 91 vittime, un numero senza precedenti. Di queste, 26 sono morte sul suolo californiano: un dato sorprendente, considerato il complesso mosaico di leggi che regolamenta il possesso di pistole e fucili.
di Nadia Boffa
huffingtonpost.it, 26 gennaio 2023
Secondo il sindacato dei giornalisti News Guild, coloro che sono sicuramente ancora in prigione sono almeno 25. I giornalisti rilasciati vengono liberati solo sotto il pagamento di pesanti cauzioni, fino a 1miliardo di riyal.
di Donatella Stasio
La Stampa, 25 gennaio 2023
Il decreto Meloni ha reso impossibile accedere a permessi e sconti di pena richiedendo troppe condizioni. La prova diabolica riguarda non solo l’inesistenza dei legami con la mafia, ma l’impossibilità di ricostituirli. L’ergastolo ostativo è morto, W l’ergastolo ostativo! Nel dibattito - a tratti surreale - sul “fine pena mai” rianimato dall’arresto del boss Matteo Messina Denaro, la parola passa oggi alla Cassazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 gennaio 2023
Potrebbe rinviare gli atti al Tribunale di Sorveglianza de L’Aquila, che può decidere o sollevare il dubbio di legittimità costituzionale, o rimandare direttamente alla Consulta.
di Valentina Capuozzo
treccani.it, 25 gennaio 2023
Con l’ordinanza n. 227 del 2022, la Corte costituzionale ha disposto la restituzione alla Corte di cassazione degli atti con cui quest’ultima aveva sollevato questioni di legittimità costituzionale della disciplina sull’ergastolo ostativo. La normativa impugnata è stata invero oggetto di modifica da parte del recente decreto legge n. 162 del 2022, poi convertito nella legge n. 199 del 30 dicembre scorso, che ha inciso in maniera significativa sulle censure prospettate. Si tratta, nella specie, di una decisione giunta all’esito di un percorso piuttosto lungo di interlocuzione tra la Corte costituzionale e il legislatore. Ma andiamo con ordine.
di Giulia Merlo
Il Domani, 25 gennaio 2023
Il cosiddetto carcere ostativo torna a incombere sul governo, questa volta sotto forma di decisione della Corte di cassazione. La questione di costituzionalità, infatti, potrebbe riaprirsi proprio nel momento in cui, con la cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro, la premier Giorgia Meloni si è attribuita il merito di avergli garantito un “fine pena mai”.
di Maria Brucale
perunaltracitta.org, 25 gennaio 2023
L’articolo 41 bis comma II dell’ordinamento penitenziario viene introdotto come legislazione di emergenza nel 1992, ormai oltre 30 anni addietro. La norma palesa fin dall’origine gravi dubbi di costituzionalità giacché prevede la sospensione, in tutto o in parte, del trattamento penitenziario ordinario ossia della vocazione costituzionale di ogni pena al reinserimento della persona condannata. Per questa ragione ne viene stabilito il carattere provvisorio.
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