di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 25 gennaio 2023
La riforma della giustizia è “una delle ragioni per le quali è nato questo governo”, e non si tocca. L’Ucraina va sostenuta ma gli dà “angoscia” non si trovino soluzioni pacifiche. Sì all’Autonomia ma “non permetteremo contrapposizioni territoriali”. E FI darà battaglia fino in fondo su tasse e pensioni. Silvio Berlusconi parla a 360 gradi ribadendo che non chiede per se stesso “ruoli formali”. E fa un bilancio della sua storia politica fino ad oggi: “Non sono forse riuscito a fare tutto ciò che avrei voluto, ma sono in pace con me stesso, fiero di quello che ho dato”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 25 gennaio 2023
Difendere una magistratura che rivendica pieni poteri e alimenta la gogna non significa difendere la Costituzione, ma significa infangarla. Una guida per non credere alle balle che leggerete sul discorso di ieri al Csm.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 25 gennaio 2023
Come la grandine, il tema delle intercettazioni telefoniche e loro divulgazione ritorna: si gonfia e magari si sgonfia. Al di là, però, del suo contenuto manifesto, la vicenda ha un alto valore simbolico. Il tema fa parte, ormai, di un conflitto di lunga durata tra il potere politico e i contrafforti che dovrebbero arginarne la deriva autoritaria: magistratura e informazione.
di Michele Brambilla
huffingtonpost.it, 25 gennaio 2023
Sono stato a lungo cronista giudiziario: le notizie riservate escono dalle procure, è un patto silente coi giornalisti. Quello che interessa è raccontare il mostro del giorno. E con questo la libertà di stampa non c’entra nulla.
di Franco Corleone
Il Manifesto, 25 gennaio 2023
Il Parlamento in seduta comune ha chiuso in fretta e furia la partita della elezione dei dieci componenti laici del Consiglio Superiore della Magistratura, per cercare di ridare legittimità all’organo di autogoverno squassato dai colpi interessati del manovratore Luca Palamara.
di Liana Milella
La Repubblica, 25 gennaio 2023
Oggi il voto. Romboli per il Pd contro Pinelli della Lega. Sfuma la prima donna vice. È sfida a due per la vice presidenza del Csm. Roberto Romboli versus Andrea Pinelli. Il costituzionalista della sinistra contro l’avvocato della Lega. Perché al Csm, quando è sera, e la Commissione per la verifica dei titoli chiude i lavori della prima giornata di insediamento, si sciolgono i dubbi che il centrodestra ha tentato di ingigantire contro il professore di Pisa allievo di Alessandro Pizzorusso, scelto dal Pd come laico per palazzo dei Marescialli. È in pensione certo, ma i suoi 15 anni da professore li ha fatti tutti, e molti di più. E poi nomi altisonanti nella storia del Csm - da Virginio Rognomi a Luigi Berlinguer ad Annibale Marini - erano in pensione, o ci sono andati nel corso del mandato, ma rispettavano il dettato della Costituzione sui 15 anni, anche nella versione Cartabia, “di esercizio effettivo”.
di Linda Laura Sabbadini
La Stampa, 25 gennaio 2023
La riforma Cartabia deve essere modificata su una questione molto importante. In presenza di violenza domestica non deve essere applicata la giustizia riparativa, nessuna forma di mediazione familiare o conciliazione. Lo raccomanda la Convenzione di Istanbul.
ilpiacenza.it, 25 gennaio 2023
La risposta all’interrogazione di Silvia Zamboni (Europa Verde) sull’emergenza di un fenomeno che interessa soprattutto anche l’istituto di detenzione piacentino delle Novate.
imagazine.it, 25 gennaio 2023
Ha già dato vita alla mostra ospitata fino al 2 febbraio nell’atrio del Palazzo Municipale la collaborazione del Comune di Monfalcone con la Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia, che ora si arricchisce di una nuova occasione di riflessione e confronto, con l’incontro pubblico dal titolo Dal dentro al fuori: l’esecuzione penale oltre le mura.
Gazzetta del Mezzogiorno, 25 gennaio 2023
I primi cinque incontri, ogni mercoledì alle 14 alle 16, partono domani nella prima sezione media sicurezza del carcere circondariale. Altri cinque dal primo marzo. L’arte e la cultura tornano protagonisti in carcere, con l’obiettivo di favorire il riscatto personale e avviare percorsi di reinserimento dei detenuti. Da domani, e poi ancora a partire dal primo marzo, nella Casa circondariale di Bari arriva il laboratorio “Il teatro che ripara. Il teatro che è riparo”, progetto di formazione e accompagnamento alla pratica e alla visione del teatro a cura di Damiano Nirchio-associazione culturale Senza piume, in collaborazione con la cooperativa sociale Crisi. L’iniziativa si inserisce fra le attività del “Laboratorio teatrale urbano”, ideato dal Teatro pubblico pugliese con il Comune di Bari, in collaborazione con la Casa circondariale.
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