di Antonella Trentini*
Il Dubbio, 28 aprile 2023
Il ministro Nordio, nel più ampio pacchetto di riforme annunciate in queste settimane, ha reinserito l’abuso d’ufficio, su cui stanno scorrendo prematuri fiumi di inchiostro, considerando che le misure previste non sono state ancora formalizzate in testi normativi positivi.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 28 aprile 2023
Malasanità, scagionato l’85% dei sanitari. Ma sullo scudo penale il magistrato Cisterna invoca cautela. I numerosi contenziosi che si aprono in materia di responsabilità medica molto spesso finiscono su un binario morto. Le denunce per casi di malasanità hanno come esito, il più delle volte, l’assoluzione del medico. Si tratta di un tema dal grosso impatto sociale ed economico, che riguarda il funzionamento della giustizia, con l’intasamento dei Tribunali, e mette al centro chi deve affrontare un procedimento giudiziario: primi fra tutti i medici.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 aprile 2023
La trattativa Stato-mafia non solo non è più presunta, ma non c’è mai stata. La Corte di Cassazione ha annullato - senza rinvio - la sentenza d’appello, riformulando l’assoluzione nei confronti degli ex Ros Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni. Da “Il fatto non costituisce reato”, gli ermellini li hanno definitivamente assolti con “non hanno commesso il fatto”. Quindi non solo sono innocenti, ma non hanno veicolato alcuna minaccia mafiosa nei confronti dei governi Amato e Ciampi. Ricordiamo che il capo d’accusa è infatti “minaccia al corpo politico dello Stato”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 28 aprile 2023
Stato-mafia, processi e polemiche politiche dall’Arma fino al Quirinale. La parola fine dopo oltre 10 anni. Sul filo del traguardo finale, il processo alla cosiddetta trattativa Stato-mafia perde anche l’ultimo pezzo, quello che teneva in piedi il ricatto di Cosa nostra veicolato attraverso rappresentanti delle istituzioni: bombe, e minacce di altre bombe, per convincere il governo alla retromarcia sulle più pesanti misure antimafia. A cominciare dal “carcere duro” per i boss.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 28 aprile 2023
La Cassazione chiude senza rinvio la lunga storia del processo Stato-Mafia. Assoluzioni “perché il fatto non sussiste” per politici e carabinieri del Ros, prescrizione per i boss mafiosi.
di Luca Roberto
Il Foglio, 28 aprile 2023
“La sentenza della Cassazione conferma che questo processo non sarebbe mai dovuto esistere. E mostra le distorsioni del sistema giudiziario e mediatico”, dice il professore emerito di Diritto penale all’Università di Palermo. “E insomma alla fine avevo ragione a sostenere che il processo sulla cosiddetta trattativa stato-mafia fosse una boiata pazzesca. Un pasticcio giuridico, non si sarebbe mai dovuto fare”. Per Giovanni Fiandaca, professore emerito di Diritto penale all’Università di Palermo, la sentenza della Corte di cassazione sulla Trattativa è una specie di cerchio che si chiude. Nel 2012 scrisse un saggio in cui spiegava per filo e per segno perché facesse acqua da tutte le parti. “Per quanto possa essere compiaciuto che le mie critiche fossero giuridicamente fondate, questa vicenda è una fotografia che ci aiuta a riflettere sulle storture della giustizia italiana”, dice oggi Fiandaca.
di Lirio Abbate
La Repubblica, 28 aprile 2023
I fatti del 1992 non si possono dimenticare con una sentenza di assoluzione definitiva per i carabinieri e gli altri imputati. Perché si tratta di una storia, riportata anche nelle motivazioni della decisione della Corte d’appello di Palermo che la Cassazione ha confermato, che non può essere processata nelle aule di giustizia: perché sono fatti che non rientrano nel Codice penale, ma appartengono alla dignità di una società che vuole essere contro la mafia.
di Giovanna de’ Manzano
Il Piccolo, 28 aprile 2023
Se i sentimenti avessero una logica controllabile, sarebbero ragionamenti. Al netto di un senso socialmente indotto di vergogna e al netto di una dilagante ipocrisia, beato chi non si è mai trovato in attesa di una telefonata da parte di una persona cara detenuta in carcere.
Giornale di Puglia, 28 aprile 2023
“Mentre è ancora viva la commozione tra la gente per la tragica morte della dottoressa Capovani uccisa da un malato psichiatrico a Pisa (che ora in carcere si diletterà ad aggredire i poliziotti rimanendo impunito), una situazione analoga sarebbe potuta accadere nel carcere di Taranto nella giornata di lunedì 24 aprile, quando un paio di detenuti con problemi psichiatrici (con licenza d uccidere rilasciata dallo stato italiano), al reparto infermeria avrebbero accerchiato e poi minacciato prima a parole e poi con delle lamette utilizzate per la barba (occultate nei vestiti), due dottoresse di cui una specialista in psichiatria impedendo loro di allontanarsi dal reparto”. Lo rende noto il Sappe Puglia.
torinoggi.it, 28 aprile 2023
Fornire alle persone in procinto di concludere il periodo di detenzione strumenti utili per affrontare l’uscita dal carcere, evitando il disorientamento che caratterizza il ritorno alla libertà. Con questo obiettivo nasce lo Sportello di Rete Civica - Dimittendi, inaugurato questo pomeriggio nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino dagli assessori Pentenero, Rosatelli e Tresso e da numerosi enti e associazioni che operano nel carcere.
- Modena. Salute in carcere, attività motorie per i detenuti con patologie croniche
- Reggio Calabria. Il Garante Muglia: “Le parole per costruire relazioni e rieducare i detenuti”
- Varese. Educare alla legalità: confronto tra studenti dell’Enaip e cinque detenuti
- Milano. Gli attori di “Mare fuori” incontrano i giovani detenuti del Beccaria
- Brescia. Il Vangelo sospeso apre il cuore









