di Marta Blumi Tripodi
Corriere della Sera, 27 aprile 2023
Paky, napoletano trapiantato fuori Milano, a Rozzano, ha all’attivo 700 milioni di streaming. Jul, marsigliese, è l’artista più ascoltato in Francia. Due ragazzi che vogliono cambiare le cose. Questo articolo è stato pubblicato sul numero di 7 in edicola il 21 aprile. Fa parte di una serie di servizi dedicati alle città. Come quello dedicato alla Milano dei Baustelle e sarà seguito, sul numero del 28 aprile, da due articoli dedicati ancora una volta a “Milano tra luci ed ombre”. Lo proponiamo online per i lettori di Corriere.it
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 27 aprile 2023
Mobilitazione nazionale domani a Roma: appuntamento alle 14 in piazza dell’Esquilino per dire “Non sulla nostra pelle”. L’appello è partito dall’assemblea organizzata a marzo dal Movimento Migranti e Rifugiati Napoli, in un mese ha raccolto più di 500 firme. Tra le numerose adesioni, quella di Non una di meno, Friday for future, Pap, associazioni e comitati di solidarietà e accoglienza. Il messaggio è rivolto all’esecutivo: no al dl Cutro.
di Danilo Ceccarelli
La Stampa, 27 aprile 2023
Pugno duro di Macron sui flussi migratori: è il secondo “scontro” tra Parigi e Roma dopo la crisi della Ocean Viking di novembre. Emmanuel Macron teme la risacca dell’ondata di sbarchi sulle coste italiane, e per precauzione torna a blindare le frontiere: dalla prossima settimana al confine verranno dispiegati 150 agenti in più tra poliziotti e gendarmi nel dipartimento delle Alpi marittime per “fronteggiare l’accresciuta pressione migratoria” proveniente dall’Italia. Ad annunciarlo la premier Elisabeth Borne, durante la presentazione della road map del governo per i prossimi 100 giorni, durante i quali l’inquilino dell’Eliseo punta alla “pacificazione” per ripartire, mentre in tutto il Paese continuano le contestazioni contro la riforma delle pensioni recentemente approvata. Intanto, la Francia applica una nuova stretta ai suoi confini, alla quale ne dovrebbe seguire un’altra la prossima estate, quando sarà lanciata la “sperimentazione” di una “border force” che secondo quanto dichiarato da Borne “assocerà in modo più stretto le forze di sicurezza interne, doganali e militari”. “La sua applicazione dovrà essere effettiva entro sei mesi”, ha sottolineato la prima ministra.
di Danilo Taino
Il Dubbio, 27 aprile 2023
Dalla mappa delle spese militari si conferma che siamo nel pieno di una rivalità tra potenze: il 56% degli investimenti militari sono realizzati da Washington, Pechino e Mosca. Ci sono parti del mondo in cui la guerra c’è, altre in cui sembra che la si prepari. La mappa delle spese militari del 2022 segnala che l’Europa è il continente nel quale si è registrato il maggiore incremento: il 13%, a 345 miliardi di dollari, secondo dati appena pubblicati da Sipri, lo Stockholm International Peace Research Institute. È un salto di investimenti militari che nel Vecchio Continente non si registrava da 30 anni e per la prima volta ha superato quanto si era speso nel 1989, alla fine della Guerra Fredda. È ovviamente in gran parte dovuto alla guerra in Ucraina. L’anno scorso, Mosca ha destinato all’attività militare 86,4 miliardi di dollari, un aumento del 9,2% rispetto al 2021 e pari al 4,1% del Pil russo. Per difendersi dall’aggressione, Kiev ha dovuto investire 44 miliardi, che portano a un aumento del 640% rispetto all’anno precedente: è il 34% del suo Pil (era il 3,2% nel 2021). L’invasione decisa da Putin ha anche spinto altri Paesi europei ad aumentare a due cifre le spese per la Difesa: del 36% la Finlandia, del 27% la Lituania, del 12% la Svezia, dell’11% la Polonia. Non è però solo la guerra in Europa a gonfiare i budget militari: a livello globale, nel 2022 hanno raggiunto i 2.240 miliardi di dollari, in aumento del 3,7%. E dalla mappa delle spese si conferma che siamo nel pieno di una rivalità tra potenze: il 56% degli investimenti militari sono realizzati da Washington, Pechino e Mosca. Gli Stati Uniti pesano per il 39% del totale, 877 miliardi, una crescita dello 0,7% nel 2022.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 27 aprile 2023
La scorsa settimana l’esercito libanese ha fatto irruzione nelle abitazioni di rifugiati siriani nel quartiere di Bourj Hammoud, nella capitale Beirut e in altre località del paese. I militari hanno arrestato decine di persone trovate in condizione di irregolarità o col permesso di soggiorno scaduto e le hanno consegnati alle guardie di frontiera siriane.
Il Manifesto, 27 aprile 2023
La crisi della Tunisia rischia di precipitare definitivamente nelle prossime ore. L’Unione europea avrebbe infatti deciso di sospendere i finanziamenti destinati al paese nord africano fino a quando Tunisi non accetterà di rispettare le condizioni poste dal Fondo monetario internazionale per sbloccare un prestito da 1,9 miliardi di dollari. Condizioni che riguardano l’avvio di una serie di riforme nel paese che il presidente Kais Saied non sembra intenzionato a fare.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 26 aprile 2023
“Sono colpevole di reati… ma io i miei bambini li ho sempre curati, mandati a scuola, tenuti bene… Non ci reputano capaci di occuparci dei nostri figli solo perché abbiamo agito fuori dalla legge. Vogliono toglierci i figli che sono l’unica speranza per un futuro diverso”.
Il Sole 24 Ore, 26 aprile 2023
Preoccupazione e determinazione dalla Società italiana di psichiatria forense sull’agguato mortale alla collega di Pisa per sollecitare le Istituzioni a risposte concrete. “È imprecisato il numero dei soggetti considerati “pericolosi” che minacciano tra gli altri medici, infermieri, avvocati, magistrati e insegnanti, ai quali non si riesce a fornire una risposta di cura o rieducazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 aprile 2023
Da AreaDg a Unicost, passando per “Articolo 101” e Md: tutte le correnti della magistratura contro la riforma di Nordio: “Vogliono o un pm avvocato della polizia”. Prima il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto all’assemblea dell’Unione Camere Penali venerdì, poi lo stesso guardasigilli domenica a Che tempo che fa, ieri in una intervista alla Stampa il sottosegretario Andrea Ostellari: tutti concordi nell’annunciare che il governo dopo l’estate presenterà un disegno di legge per la separazione delle carriere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 aprile 2023
Fiumi di inchiostro nella stragrande maggioranza dei giornali, centinaia di trasmissioni televisive, libri, docufilm e non per ultimo le migliaia di pagine delle motivazioni dei giudici sulla sentenza del processo della cosiddetta “Trattativa Stato- mafia”, ma non si è mai riusciti a dimostrare come, dove e in che modo gli ex Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno avrebbero veicolato la presunta minaccia mafiosa al governo. Ed è quello, in estrema sintesi, che si sono chiesti i sostituti procuratori generali della Cassazione. Tante parole, suggestioni, ipotesi, ma finora la prova non è stata affatto dimostrata.









