di Simona Musco
Il Dubbio, 2 dicembre 2022
Le proposte dei dem: stop alla decadenza dopo la sentenza di primo grado e responsabilità amministrative più chiare. E al governo: “Sulla giustizia movimenti scomposti, così si mette a rischio il Pnrr”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 2 dicembre 2022
Espungere i reati contro la Pa da quelli che impediscono l’accesso ai benefici penitenziari, come prevede oggi la legge “Spazzacorrotti” voluta dal Governo Conte: questo l’auspicio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervenuto alla presentazione del libro “Stato essenziale, società vitale” di Alberto Mingardi e Maurizio Sacconi.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 2 dicembre 2022
Partiti, pm e realtà. Il nostro Paese, patria del diritto, ha dovuto farsi dettare da una direttiva europea del 2016 i criteri minimi di decenza per assicurare che la comunicazione pubblica di un’indagine non diventi una gogna per chi è finito nelle sue maglie.
di Maria Teresa Meli e Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 2 dicembre 2022
Il caso dei documenti di Carrai finiti al Copasir. Renzi soddisfatto: “I magistrati rispettino le regole”. “Adesso basta con questi tentativi di farmi passare per il cavaliere nero. I magistrati devono smettere di violare le regole. E deve passare il concetto che chi tocca Renzi muore”. Non in senso letterale, ben s’intende: “Se gli ispettori del ministero della Giustizia dovessero appurare le violazioni si dovrebbe procedere a un’azione disciplinare contro il pubblico ministero Luca Turco, e potrebbero anche trasferirlo via da Firenze”.
di Vincenzo Andraous
L’Opinione, 2 dicembre 2022
Tu pensi che in carcere si va per scontare la pena che ti è stata inflitta a causa dei tuoi comportamenti sbagliati. Invece non è così, ne sconti una più del dovuto, ne sconti un’altra che non è contemplata in alcuna riforma penitenziaria, in alcun codice penale, in alcuna costituzione. La pena è una cosa, l’ingiustizia, l’illegalità, la violenza sono ben altre aggravanti che nessuna magna carta contempla.
di Claudio Bottan
Voci di Dentro, 2 dicembre 2022
Tossicodipendenti e ladri di biciclette, truffatori e rapinatori, assassini e spacciatori, ergastolani e giovani in custodia cautelare, magari alla prima carcerazione. Tutti insieme appassionatamente a condividere gli stessi spazi giorno e notte pur avendo bisogni completamente diversi.
di Fabrizio Pomes
bandieragialla.it, 2 dicembre 2022
L’orologio segna le otto e trenta ma l’agente della penitenziaria addetto all’apertura dei blindi è in leggero ritardo. Allora non passa un minuto che si sente battere il blindo con potenza ed insistenza, come se qualcuno avesse un appuntamento in perfetto orario al quale non può mancare. Subito dopo è possibile vedere una cella di pochi metri quadri invasa da tanti, troppi, metri cubi di acqua insaponata e il detenuto armato di tira acqua e paletta smanioso di raccoglierla. Un po’ più avanti ce n’è un altro che pulisce quotidianamente le pareti della cella e i blindi con il lysoform.
L’Unione Sarda, 2 dicembre 2022
In sciopero della fame fino a quando il presidente del Consiglio regionale non nominerà il Garante regionale delle persone sottoposte a restrizione della libertà personale. La protesta è del gruppo Più Europa di Cagliari insieme ad alcuni consiglieri regionali, all’associazione radicale Diritti alla follia ed è aperta ai cittadini. Hanno aderito finora Piero Comandini (Pd), Laura Caddeo (Demos), Desirè Manca (M5s), Antonio Piu (Progressisti), componenti della seconda commissione consiliare Diritti civili e i componenti della segreteria nazionale di Più Europa. L’elenco è in aggiornamento. Sciopereranno “a staffetta”, un giorno per ciascuno, per denunciare la mancata nomina delle tre figure di garanzia previste dall’ordinamento regionale; oltre al Garante delle persone private della libertà personale, anche il Garante dell’adolescenza-infanzia e Difensore civico.
agi.it, 2 dicembre 2022
Una lettera di tre pagine dei detenuti dell’alta sorveglianza, che include anche i reclusi con accuse di mafia, per sottolineare l’inciviltà delle loro condizioni: 310 detenuti del carcere palermitano di Pagliarelli, dopo essersi rivolti a una serie di indirizzi istituzionali, sollecitano interventi seri per la situazione in cui versa la struttura, che pur essendo relativamente nuova (aprì i battenti tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90) patisce una serie di problemi di minima vivibilità. “L’istituto - scrivono nella missiva - non è funzionale nelle grandi cose come nelle più piccole e banali della quotidianità. Qui patiamo il freddo in inverno, essendo l’impianto di riscaldamento non funzionante da un ventennio, il caldo torrido in estate, non avendo a disposizione un piccolo ventilatore per trovare refrigerio, quando siamo chiusi dalle 18 alle 20 ore al giorno in piccole e invivibili celle. Patiamo anche la fame, dato che il vitto che ci viene distribuito è immangiabile”. Altro problema della difficile quotidianità è il diritto alla salute: “C’è un solo medico di base per 1300 detenuti, possiamo chiedere la visita ogni 15-30 giorni e mancano i medici specialisti. Per una visita cardiologica, oculistica, ortopedica, esami di laboratorio bisogna attendere anni”. Cosa che mette a rischio, causa diagnosi tardive, rispetto a patologie gravi come “tumori, malattie genetiche, cardiovascolari e metaboliche”.
di Giovanni Spano
La Nazione, 2 dicembre 2022
Iniziativa di Magistratura democratica. I ruoli sinergici dell’associazione Antigone, Camera penale, dell’Osservatorio Carcere. A Firenze 500 detenuti, ma tre sezioni sono
- Palermo. Droga e minori, allarme in città. La procuratrice: “Fenomeno in crescita”
- Napoli. Oggi il convegno: “La riforma Cartabia tra efficientismo e garanzie”
- Catanzaro. Poesia, rap e nuova biblioteca per il carcere minorile
- Sciacca (Ag). Un corso di scrittura per detenuti, così i giovani possono scegliere altri percorsi
- Parma. “Sono io”: negli istituti penitenziari uno spettacolo contro la violenza di genere











