di Giulio Cavalli
La Notizia, 3 dicembre 2022
La Lega aveva promesso aiuti alla Polizia penitenziaria. Ora che è al Governo gli taglia 35 milioni. Ennesimo impegno tradito dal segretario del Carroccio. Sindacati furiosi: “Ci hanno chiesto voti e poi ridotto i fondi”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 3 dicembre 2022
Il consigliere del Csm: “La mafia ancora si aspetta dalla politica il raggiungimento di obiettivi precisi: uno di questi è l’abolizione dell’ergastolo”. “Il tema dell’abolizione dell’ergastolo ostativo inteso davvero come fine pena mai è un tema che è stato sempre a cuore alle mafie, ai vertici di Cosa Nostra e non solo di Cosa Nostra, fin dai tempi in cui una riforma in tale senso costituiva uno degli obiettivi della campagna stragista tra il 1992 e il 1994. Oggi il paradosso è che proprio alcuni di quelli che sono stati condannati per aver organizzato ed eseguito quegli attentati potrebbero accedere ai benefici e uscire dal carcere, a distanza di 30 anni da quelle stragi potrebbero essere liberati proprio coloro che sono stati condannati per quelle stragi”. Lo ha detto Nino di Matteo, componente del Consiglio superiore della magistratura, parlando con i giornalisti a Catanzaro a margine di un dibattito sul tema dell’ergastolo ostativo.
di Alessia Truzzolillo
Corriere della Calabria, 3 dicembre 2022
“Il sovraffollamento è un falso problema. È possibile sfoltire le carceri mandano di tossicodipendenti in comunità terapeutica per disintossicarsi”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 dicembre 2022
Ok del governo all’emendamento Zanettin che sottrae al regime ostativo i reati contro la Pa, ma non a quello che vieta l’appello sulle assoluzioni. Garantisti? Sì, ma con riserva. Se la giustizia era rimasta in sordina per gran parte della campagna elettorale, l’avvio della legislatura dimostra che può diventare il nodo irrisolto della maggioranza. Dopo le contorsioni sul “reato di rave”, che il guardasigilli Carlo Nordio ha riformulato senza rimediare all’abnormità della pena massima, lasciata a 6 anni, il decreto 162 svela altre contraddizioni nel centrodestra. Prima fra tutte, l’improvvisa timidezza su una riforma garantista che è stata prevista nel programma di governo ma che pare destinata a restare in freezer: l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 dicembre 2022
Impugnare un proscioglimento vuol dire forzare i principi del diritto internazionale. Martedì prossimo in commissione Giustizia al Senato, nell’ambito del Dl “anti-rave”, sarà messo ai voti anche l’emendamento di Pierantonio Zanettin sull’inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
di Gianluca Amadori
Il Gazzettino, 3 dicembre 2022
Strano Paese l’Italia: da un lato il governo si sta impegnando per abolire il reato di abuso d’ufficio in nome dell’efficienza, con il rischio di lasciare senza alcuna sanzione gravi illeciti commessi da pubblici amministratori; dall’altro viene messa sotto inchiesta una cittadina che ha semplicemente filmato con il telefonino l’incontro tra un personaggio pubblico - l’ex premier Matteo Renzi - e un esponente dei servizi segreti, avvenuto in un luogo pubblico, davanti agli occhi di decine e decine di persone.
di Elena Dusi
La Repubblica, 3 dicembre 2022
L’uomo, condannato all’ergastolo, è sottoposto a Sassari al carcere duro ed è in sciopero della fame. Per Manconi si tratta di una misura sproporzionata. E le città si tappezzano di scritte contro il 41 bis.
di Valeria Casolaro
L’Indipendente, 3 dicembre 2022
È giunto al quarantaquattresimo giorno di sciopero della fame Alfredo Cospito, anarchico recluso in isolamento nel carcere di Bancali (Sassari) deciso in questo modo a protestare contro il regime di 41 bis, ovvero il “carcere duro”, cui è stato sottoposto dallo scorso maggio. Nella giornata di ieri il suo caso è arrivato al Tribunale del Riesame di Roma, che dovrà decidere sul provvedimento di applicazione del regime detentivo di 41 bis per i prossimi quattro anni.
di Frank Cimini
Il Riformista, 3 dicembre 2022
Le indagini sull’incendio della macchina di Susanna Schlein, vice ambasciatore in Grecia - fatto avvenuto quindi ad Atene - le fanno in Italia politici e giornalisti, a cominciare dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima persona che ha indicato “la pista anarchica”.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera 3 dicembre 2022
L’offensiva internazionale contro il carcere duro per il leader insurrezionalista Alfredo Cospito. L’ordine è rimbalzato via web per settimane: compiere “azioni dirette” dove e come ognuno può. L’obiettivo è esplicito: protestare contro il decreto che ha disposto il carcere duro previsto dal 41 bis - quello che si applica a terroristi e mafiosi - per Alfredo Cospito, l’anarchico di 57 anni, che rischia l’ergastolo e che da oltre un mese fa lo sciopero della fame.
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