di Livio Pepino
ilmanifestoinrete.it, 1 dicembre 2022
Da tempo sulla questione del 41 bis (e su quella dell’ergastolo ostativo) si combatte, nel Paese, un’aspra guerra di religione di carattere essenzialmente ideologico (al punto che taluno si è spinto a presentare un esposto alla Dia contro i responsabili del sito Ristretti Orizzonti per avere ospitato “pubblicazioni, anche scritte dagli stessi detenuti, di sistematico attacco all’ergastolo ostativo e al 41 bis”.
di Federica Delogu e Claudia Torrisi
L’Essenziale, 1 dicembre 2022
Condannato per un attentato a una caserma che non provocò né morti né feriti, dal 20 ottobre l’anarchico Alfredo Cospito protesta contro il regime speciale a cui è sottoposto in carcere con lo sciopero della fame. L’unica possibilità che gli resta.
di Adil Mauro
rollingstone.it, 1 dicembre 2022
Abbiamo intervistato Nello Trocchia, giornalista e scrittore che ha raccontato il pestaggio di Stato di Santa Maria Capua Vetere: “Il carcere non è soltanto un serbatoio criminale”. Mentre di carcere si continua a morire nell’indifferenza generale (80 suicidi finora, il dato più alto degli ultimi 22 anni) al momento sono oltre 200 le persone (agenti, operatori, medici e funzionari) indagate, imputate o già condannate in procedimenti che riguardano torture e violenze nelle carceri italiane.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 dicembre 2022
L’autorità della Concorrenza ipotizza che le parti si mettano d’accordo alterando le gare, provocando inevitabilmente la riduzione della quantità e qualità del cibo per i detenuti. Ipotesi di possibile sussistenza di condotta collusiva e del fatto che le parti potrebbero aver alterato sensibilmente la libera formazione dei prezzi e la selezione dell’operatore più efficiente, con conseguente effetto peggiorativo del servizio complessivo offerto ai detenuti. Dopo la sentenza della Corte dei Conti, arriva il bollettino dell’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che affronta l’affidamento dei servizi di vitto e sopravvitto degli istituti penitenziari.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 1 dicembre 2022
In manovra c’è la riduzione 35 milioni di euro per il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. “Siamo veramente incazzati”, dice Donato Capece, segretario generale del Sappe. “Siamo veramente amareggiati… anzi, siamo veramente incazzati. In campagna elettorale hanno promesso attenzione verso le forze di polizia, investimenti, una rivisitazione del sistema penitenziario e poi, dall’oggi al domani, ci ritroviamo con un taglio di oltre 35 milioni al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. A parlare, intervistato dal Foglio, è Donato Capece, segretario generale del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, dopo la notizia del taglio da oltre 35 milioni in tre anni per la gestione delle carceri contenuto nella legge di Bilancio. Il Sappe è da sempre uno dei sindacati più vicini alle posizioni dei partiti di centrodestra (Fratelli d’Italia e Lega) che ora guidano il governo.
Oggi, 1 dicembre 2022
“A 13 anni fui rinchiusa a San Vittore. Spesso penso a chi, là dentro, soffre”.
di Francesco Cerisano
Italia Oggi, 1 dicembre 2022
Il giro di vite sui rave party non colpirà le manifestazioni in piazza, né le occupazioni studentesche. Ma punirà solo l’invasione finalizzata a “realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento” con pericoli derivanti da droga, sicurezza e igiene.
di Errico Novi
Il Dubbio, 1 dicembre 2022
Il ministro mantiene a 6 anni la pena per i raduni, ma proroga per soli 20 giorni gli “arresti” annullati dalla riforma Cartabia. Inviati a Palazzo Chigi gli emendamenti del guardasigilli al dl 162: resta la pena di 6 anni per i raduni musicali, ma le misure cautelari “invalidate” dal testo Cartabia sono prorogate per soli 20 giorni.
di Riccardo Annibali
Il Riformista, 1 dicembre 2022
Inversione a ‘u’ del governo sul Decreto Rave. Carlo Nordio lo strappa dalle mani del prefetto Matteo Piantedosi e riscrive il testo con l’emendamento che cambia anche il numero dell’articolo, non più il 434 bis ma il 633 bis, e che limita il reato a “chiunque organizza e promuove l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento” quando “dall’invasione deriva un concreto pericolo” per la salute o l’incolumità pubblica a causa dell’inosservanza delle norme su droga, sicurezza e igiene. Si specifica così il tipo di occupazione, escludendo quelle degli studenti o le altre manifestazioni pubbliche. Una norma senza rischi di incostituzionalità. Una nuova e più articolata disciplina della fase transitoria della riforma Cartabia del processo penale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 dicembre 2022
Dibattito con Migliucci, che da presidente dei penalisti ha raccolto le firme per la legge sui magistrati e che ricorda: “È ora di attuare davvero il processo accusatorio”. Giudice terzo, giusto processo e nuove frontiere della giustizia sono stati i temi al centro del dibattito che si è tenuto ieri a Roma tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, Sabino Cassese e l’ex presidente delle Camere penali Beniamino Migliucci, in occasione della presentazione del libro “Non diamoci del tu. La separazione delle carriere”, di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, ed edito da Rubbettino. Il dibattito è stato coordinato dal neosegretario della Fondazione Andrea Cangini. Sotto Beniamino Migliucci, l’Unione Camere penali ha raccolto le oltre 70mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere depositata poi in Parlamento.
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- Torino. In carcere aumentano i disturbi psichiatrici. Le visite sono raddoppiate
- Brescia. “Senza casa né lavoro. L’ignoto fuori dal carcere”: il racconto di Ernesto
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