vita.it, 16 novembre 2022
Cibo insufficiente, mancanza di medicinali e sovraffollamento colpiscono il sistema detentivo libanese in un Paese. A supportare le ong libanesi nel fornire un aiuto dal 2018 è attivo il progetto Droit, cofinanziato da Aics e con il supporto di Arcs, l’ong di Arci.Giovedì 17 novembre, alla Beit Beirut è in programma l’incontro “Rights, Justice and Basic Needs in Lebanese Prisons” in cui si presenteranno i risultati raggiunti.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 16 novembre 2022
L’attentato di domenica nel cuore di Istanbul riapre il “libro nero” della Turchia e del Medio Oriente. L’ultima ondata di attentati, 2015-2017, era stata soprattutto di marca jihadista e questa attribuzione della autorità ai curdi del Pkk, che indicano addirittura il centro dell’operazione a Kobane - città siriana martire che nel 2014 ha resistito eroicamente al Califfato - lascia molti dubbi. Sia per la dinamica, assai sospetta, dell’arresto della presunta responsabile - verrebbe da Afrin che è però zona saldamente controllata dai turchi, come ha ricordato Murat Cinar sul manifesto - sia per la smentita del Pkk (che solitamente colpisce i militari non i civili).
di Matteo Giusti
Il Manifesto, 16 novembre 2022
Il filone romano delle indagini per l’attentato a Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo del 21 febbraio 2021 ha fatto un importante passo in avanti. La Procura di Roma, tramite il procuratore Francesco Lo Voi e l’aggiunto Sergio Colaiocco, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per due funzionari del World Food Programme: il vicedirettore Rocco Leone e il responsabile della sicurezza del convoglio delle Nazioni unite Mansour Rwagaza. Entrambi sono accusati di omicidio colposo per aver attestato il falso con l’obiettivo di ottenere i permessi di viaggio omettendo la presenza di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, non garantendo così la sicurezza dei nostri connazionali e ignorando l’estrema pericolosità della zona dove si stavano muovendo.
Ristretti Orizzonti, 15 novembre 2022
76 morti in poco più di 10 mesi. È il numero di suicidi in carcere registrati fino ad oggi. Un record lugubre, terribile, inaccettabile. Mai prima d’ora era stato raggiunto questo abisso.
Settantasette detenuti e cinque agenti di Polizia penitenziaria si sono tolti la vita da inizio anno
di Silvia Mancinelli
Adnkronos, 15 novembre 2022
Un numero mai tanto alto, che non si ferma e cresce. L’ultimo suicidio ieri mattina, ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. “È una strage senza fine - commenta Aldo di Giacomo, segretario generale di S.Pp. Polizia Penitenziaria. Non è pensabile che in meno di un anno si siano uccise oltre ottanta persone, giovanissimi per lo più e con pene irrisorie. A suicidarsi sono quelli che in galera non ci devono stare, alcol o droga dipendenti, malati psichiatrici: insomma, i soggetti più fragili, gli stessi che creano disordini all’interno dell’istituto penitenziario”.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 15 novembre 2022
Sono 77 le persone che si sono uccise dietro le sbarre dal 1° gennaio a oggi. Le ultime 2 ad Ariano Irpino e Lecce. Il garante, Palma: “Tanti scontano pene irrisorie”.
Il Dubbio, 15 novembre 2022
Il Direttivo di “Carcere possibile Onlus” sostiene l’appello de “il Dubbio”. Registriamo - con estrema amarezza - il verificarsi dell’ennesimo suicidio in carcere, questa volta nel penitenziario Lorusso e Cutugno di Torino dove un detenuto si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo.
di Dario Stefano Dell’Aquila
napolimonitor.it, 15 novembre 2022
Sebbene non ancora concluso, quest’anno segna per il mondo penitenziario il dato più alto da tredici anni a questa parte di detenuti che si sono tolti la vita: ben settantasette suicidi, tra cui cinque donne. Secondo i dati dell’associazione Antigone, il tasso di suicidi è, per le persone ristrette, venti volte più alto che per la popolazione libera.
di Alberto Cisterna*
altalex.com, 15 novembre 2022
Il D.L. 31 ottobre 2022, n. 162 pubblicato nella G.U. n. 255 del 31 ottobre 2022 modifica il regime del cd. ergastolo ostativo, ossia dell’impossibilità di accedere ai benefici penitenziari se non in presenza di una collaborazione di giustizia, e lo sostituisce con un complesso iter di accertamento che richiede al detenuto di allegare e dimostrare una serie di circostanze (risarcimento delle vittime, mancanza di collegamenti con l’esterno, inesistenza di un pericolo di un ripristino con gli ambienti di provenienza e via seguitando).
di Luigi Manconi
La Repubblica, 15 novembre 2022
Cospito è sottoposto all’ergastolo ostativo nel carcere di Sassari. Dal 20 ottobre fa lo sciopero della fame contro il 41 bis: ha già perso 20 chili. Cosa si prova a guardare un rettangolo di cielo solo attraverso una rete? Quali danni subisce un individuo che trascorre l’intera giornata all’interno di una stanza chiusa e che può accedere all’esterno per una sola ora al giorno. E questo tempo viene trascorso tutto dentro un cubicolo di cemento di pochi metri quadrati, delimitato da muri alti che interdicono lo sguardo e da quella rete di metallo che filtra la visione del cielo. La possibilità di comunicazione di quell’individuo è ridotta da anni alla conversazione occasionale con un unico interlocutore, mentre viene interdetta la facoltà di trasmettere all’esterno - attraverso lettere e scritti - il proprio pensiero.
- Il carcere e l’ossessione per gli anarchici: così il Paese cerca di nascondere il suo caos
- Carcere e detenzione, ogni vita “di scarto” possiede le sue vite di scorta
- Nordio, la versione beneducata dell’odiatore
- Liguria. “Fissata dopo due anni la seduta per nominare il Garante dei detenuti”
- In Liguria è giunto il momento di nominare un Garante dei detenuti











