di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 9 novembre 2022
Sin dagli albori dello Stato moderno, la paura si connota come elemento fondativo della politica. È proprio per assicurarsi l’incolumità fisica, la protezione dei propri beni, la tutela della sfera privata, che gli esseri umani, secondo il paradigma hobbesiano, danno vita all’entità statuale.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 9 novembre 2022
Il governo egiziano comunica all’Italia che l’archiviazione è irrevocabile, basta insistere sugli indirizzi per notificare l’incriminazione a Roma. L’ennesima presa in giro che i governi premiano con gli accordi commerciali e militari.
di Andrea Pugiotto
Il Riformista, 8 novembre 2022
Il fine-pena-mai ostativo è stato riformato, eppure Meloni rivendica di averlo conservato. Collaborare non è più una condizione per accedere ai benefici, ma tra i benefici e i detenuti è stato alzato un muro.
di Andrea Morrone
Il Dubbio, 8 novembre 2022
La Consulta rischia un conflitto con il nuovo governo: i giudici sono chiamati a verificare se la nuova disciplina sull’ergastolo ostativo ha eliminato il vizio che rendeva la vecchia illegittima. La vecchia prevedeva la presunzione assoluta di pericolosità dei mafiosi condannati all’ergastolo, la nuova è problematica: è contenuta in un decreto legge precario in attesa di conversione e, quindi, suscettibile di essere modificato. Allunga la durata della carcerazione, da 26 a 30 anni, decorsi i quali il reo può chiedere di avviare la procedura per accedere al beneficio della libertà condizionata, ma provarne la non pericolosità è quasi impossibile.
di Giulia Merlo
Il Domani, 8 novembre 2022
Restituire gli atti al giudice, rinviare di nuovo l’udienza o dichiarare l’incostituzionalità della nuova norma contenuta nel decreto legge: queste le ipotesi davanti ai giudici costituzionali. Delle tre, la prima ipotesi è la più probabile.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 novembre 2022
Oggi la pronuncia della Consulta, che potrebbe rinviare ancora la propria decisione, in attesa della conversione in legge del provvedimento governativo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 8 novembre 2022
Le prime mosse del Governo in materia di giustizia dividono e fanno discutere non solo le forze politiche, ma anche accademia, magistratura e avvocatura. Con posizioni non sempre coincidenti tra le varie associazioni e gruppi organizzati, con sintonie inedite e rotture inaspettate. Il tutto mentre la Corte costituzionale l’8 ottobre si pronuncerà sul nuovo assetto dell’ergastolo ostativo. Tre le strade a disposizione: un nuovo rinvio della decisione, per verificare, a decreto legge convertito, la nuova disciplina; la restituzione degli atti alla Corte di cassazione per un nuovo accertamento dei profili di tensione costituzionale, anche dopo le modifiche; un verdetto di illegittimità.
di Henry John Woodcock
Il Fatto Quotidiano, 8 novembre 2022
Sono perplesso sul binomio inscindibile tra concessione dei benefici per un mafioso e il concetto di pentimento, che il nostro legislatore declina solo come confessione, o peggio “delazione”.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 8 novembre 2022
Sarebbe un vero tragico poker d’assi nemico della giustizia, se il governo Meloni accompagnasse le prime tre carte - ergastolo ostativo eterno, riforma Cartabia rinviata e insidiata, decreto sul divieto di riunione - con la quarta, quella decisiva per il poker, la cacciata del capo del Dap, Carlo Renoldi. E la sua sostituzione con un campione dell’antimafia come Nicola Gratteri.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 novembre 2022
Dal 20 ottobre non mangia più. È al regime duro del Bancali per aver veicolato pensieri anarchici pubblici. Il senatore De Cristofaro si rivolge al ministro Nordio: “Stravolto il senso del 41 bis”.
- “Abolire la legge Severino serve solo a tutelare la casta: pure Nordio sbagliava”
- Il decreto sui rave punta solo a colpire le manifestazioni, per questo va abrogato
- Le Iene sono pericolose, chi sarà la prossima vittima del loro manganello televisivo?
- L’alta corte televisiva delle “Iene”, una gogna senza appello
- Postò un video social dal carcere di Padova, assolto dal Tribunale











