agensir.it, 10 novembre 2022
“Liberi di crescere”. Ha questo titolo il nuovo bando di “Con i Bambini” promosso nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Obiettivo dell’iniziativa, si legge in una nota, è sostenere progetti a favore dei figli minorenni di persone detenute, mettendo a disposizione complessivamente 10 milioni di euro.
di Gennaro De Falco
Il Riformista, 10 novembre 2022
La giustizia in affanno e l’amnistia come urgente e indifferibile necessità. Ne ho già scritto sulle pagine di questo giornale e torno a farlo. La mia percezione, che poi ormai è una certezza, è che nessuno nell’avvocatura si opporrebbe ad un provvedimento di clemenza e, se devo dire la verità, non mi pare che le posizioni della magistratura siano diverse. Il problema a questo punto è spiegare e far capire all’opinione pubblica e alla politica quale è realmente la situazione della giustizia penale nel nostro Paese e che l’amnistia non sarebbe una resa della Stato di fronte alla criminalità.
di Paolo Comi
Il Riformista, 10 novembre 2022
Fuori i magistrati di sinistra da via Arenula. Dopo non aver confermato l’incarico di capo di gabinetto a Raffaele Piccirillo, storica toga di Magistratura democratica, il neo ministro della Giustizia Carlo Nordio ha fatto un’altra vittima illustre nelle fila delle toghe progressiste, sostituendo la giudice Franca Mangano, numero uno dell’ufficio legislativo. Al posto di Piccirillo e Mangano, Nordio ha scelto Alberto Rizzo, presidente del Tribunale di Vicenza, e Antonello Mura, procuratore generale di Roma, due magistrati di Magistratura indipendente, la corrente di destra.
di Alessandro Barbano
Il Sole 24 Ore, 10 novembre 2022
Non c’è salvezza per la giustizia italiana senza un riscatto profondo dello Stato di diritto. Vuol dire tornare a un diritto penale ordinario fondato su fatti, prove e convincimenti oltre ogni ragionevole dubbio.
Ristretti Orizzonti, 10 novembre 2022
Il Consiglio regionale del Lazio ha esteso l’ambito di attività del Garante dei detenuti alle camere di sicurezza delle forze di polizia, alle Rems, alle persone nelle comunità terapeutiche e nelle Rsa sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 10 novembre 2022
L’uomo di 56 anni si è ucciso con un lenzuolo. L’episodio a due settimane dalla morte di Tecca Gambe. Ancora un suicidio al carcere Lorusso Cutugno di Torino, il quarto dall’inizio dell’anno. Un italiano di 56 anni si è tolto la vita ieri sera intorno alle 23, impiccandosi. L’episodio è successo nel padiglione C: l’uomo è stato trovato seduto a terra, aveva anche scritto una lettera per spiegare le ragioni del suo gesto, legate a questioni personali.
tempostretto.it, 10 novembre 2022
Un migrante ivoriano di 21 anni si è suicidato nel carcere di Reggio Calabria, dov’era detenuto. Era stato arrestato l’8 ottobre scorso a Monasterace - nell’Alto Jonio reggino - dai carabinieri della compagnia di Roccella Jonica con l’accusa di tentata rapina e violenza sessuale. Per l’anziana vittima, a causa delle violenze subite, si era reso necessario il ricovero in ospedale. L’ivoriano, che si diede alla fuga, venne bloccato poche ore dopo dai militari. Il giovane era arrivato in Italia agli inizi del 2021 con uno sbarco di migranti in provincia di Ragusa.
di Epifanio Romano
triesteallnews.it, 10 novembre 2022
Un giovane di 22 anni detenuto nel carcere di via Spalato a Udine, si è tolto la vita. Il suicidio è avvenuto lo scorso lunedì 7 novembre. Il giovane si trovava recluso nella struttura di Udine dallo scorso 22 settembre, quando era stato trasferito nel carcere udinese da Trieste, ove si trovava dall’estate del 2021 per una lite che era culminata nell’accoltellamento, da parte sua, di due coetanei e per la quale era stato formulato a suo carico il capo d’accusa di tentato omicidio. Il giovane si trovava in isolamento da qualche tempo, a seguito di un litigio con il compagno di cella e con un agente.
di Angela Balenzano
Corriere del Mezzogiorno, 10 novembre 2022
Un detenuto con problemi psichiatrici picchiato con calci e pugni da alcuni agenti della polizia Penitenziaria nel carcere di Bari. Quattro interminabili minuti di terrore mentre altri agenti stavano a guardare dimostrando “una disarmante naturalezza nell’adoperare o nel consentire che altri adoperassero violenza nei confronti del detenuto a riprova di un atteggiamento di prevaricazione e di abuso che parrebbe essere tutt’altro che occasionale”.
di Chiara Spagnolo
La Repubblica, 10 novembre 2022
È scontro sul reato di tortura, dopo l’inchiesta della Procura di Bari, che ieri ha portato all’arresto di tre agenti della polizia penitenziaria e alla sospensione di altri sei a causa delle presunte violenze nei confronti di un detenuto barese 42enne, affetto da problemi psichici.
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