di Pietro Di Muccio de Quattro
L’Opinione, 11 novembre 2022
Se io fossi Carlo Nordio, non aspetterei che la finestra di opportunità si chiudesse alle spalle come la porta del ministero. Sarei ben consapevole d’incarnare la speranza. Da trent’anni fanno a cornate garantisti e giustizialisti, due categorie sbagliate perfino nei nomi che non significano nulla e dicono nulla se non ai tifosi dei due tori da talk-show. Chi mi conosce e mi apprezza, nutre verso di me i migliori sentimenti e la migliore predisposizione. La mia vita di magistrato, quello che ho detto e scritto, dentro e fuori delle sentenze, sta lì a comprovare che bisogna poter credere alla giustizia come essa è rappresentata dalla statua nei palazzi dei tribunali: una dea bellissima, bendata, che impugna una spada e regge una bilancia. Ebbene la bellezza, la dea italica l’ha persa da un pezzo; la benda le consente di vederci bene o nient’affatto, a discrezione; la spada è sdentata o tagliente a seconda dove colpisce; la bilancia, ah la bilancia, è un vero problema!
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 novembre 2022
L’Organizzazione aveva criticato la giustizia italiana per l’alto numero di assoluzioni nei processi per corruzione internazionale, in primis Eni-Nigeria. I presidenti di Tribunale e Corte d’Appello: “Accettiamo le critiche, non le delegittimazioni”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 11 novembre 2022
Processo “Pasimafi”, il professore Fanelli verso l’assoluzione. Ma intanto il rettore dell’Università di Parma Borghi si è ucciso per colpa della gogna. Il professore Guido Fanelli, luminare delle cure palliative, è il padre della legge 38 del 2010 sulla terapia del dolore. Milanese, classe 1955, per la sua attività di ricerca venne insignito della medaglia d’argento al merito della sanità pubblica e per anni ha rappresentato l’Italia in tutte le sedi internazionali dove si affrontava il tema delle cure palliative.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 11 novembre 2022
La reiterazione può emergere anche da condotte antecedenti l’introduzione della nuova fattispecie penale. Il comportamento insistente, molesto e disturbante che ingenera un perdurante stato di ansia nella vittima, fino al punto di farle modificare le proprie abitudini di vita quotidiana, è reato di stalking. E l’imputato non può pretendere di difendersi facendo rilevare il proprio intento “non persecutorio” per vedere derubricata la propria condotta alla fattispecie di molestie o disturbo alla persona (articolo 660 Cp). Infatti, gli atti sono “persecutori” e quindi imputabili a norma dell’articolo 612 bis del Codice penale, proprio per le conseguenze psicologiche ed esistenziali che si determinano -in maniera non occasionale - nella vita della parte offesa.
di Massimiliano Peggio
La Stampa, 11 novembre 2022
Il biglietto del carcerato che si è ucciso. “Scusatemi. Ho sbagliato, lo so: volevo solo consegnare una busta di denaro a mio figlio per il suo compleanno, non volevo importunare la mia ex”.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 11 novembre 2022
Nelle scorse ore sono stati disposti gli arresti domiciliari per tre agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Bari e altri sei sono stati sospesi dal servizio per un anno. L’accusa per i primi è quella di tortura, per un presunto pestaggio nei confronti di una persona detenuta che sarebbe avvenuto lo scorso 27 aprile.
di Angela Balenzano
Corriere del Mezzogiorno, 11 novembre 2022
“Rapporto degli agenti smentito dalle immagini”. “Gli agenti riferirono nella relazione di servizio di aver messo in salvo” il detenuto “dopo l’incendio accompagnandolo immediatamente nel locale infermeria, senza nulla riferire in ordine a quanto risulta acclarato dalle telecamere”. È un altro dei retroscena che emerge dalle carte dell’inchiesta che nei giorni scorsi hanno portato all’arresto di 3 agenti della polizia penitenziaria e alla sospensione di altri 6 per un pestaggio ai danni di un detenuto di 41 anni con problemi psichiatrici avvenuto lo scorso 27 aprile nel carcere di Bari. L’uomo poco prima aveva dato fuoco ad alcune suppellettili nella sua cella. I reati contestati agli indagati (che saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia il 14 novembre) sono a vario titolo tortura, falso ideologico e materiale, omissione di atti d’ufficio per non aver impedito le torture, violenza privata e omessa denuncia. La relazione di servizio a cui fa riferimento il gip nel provvedimento cautelare è smentita proprio dalle immagini delle telecamere al piano terra della seconda sezione dell’istituto di pena che riprendono le fasi del pestaggio e il 41enne “rannicchiato in posizione fetale sul pavimento che cerca di proteggersi dalle violenze degli agenti”.
di Andrea Ossino e Giuseppe Scarpa
La Repubblica, 11 novembre 2022
Il giovane disabile a luglio scorso finì in ospedale dopo un blitz nella sua casa. Quattro agenti indagati per tentato omicidio e falso. Hanno tentato di ucciderlo, perché dopo averlo “percosso e minacciato” lo hanno afferrato “per i piedi gettandolo dalla finestra della stanza da letto dell’abitazione” dove Hasib Omerovic viveva con la sua famiglia, tra i lotti popolari della periferia romana di Primavalle.
di Francesca Morandi
Corriere della Sera, 11 novembre 2022
Il progetto nel laboratorio di Liuteria e falegnameria del carcere. Lo strumento musicale esposto al museo del Violino di Cremona. “Offre una chiave di lettura su quanto sta accadendo tra Mediterraneo e Lombardia”.
agenziacult.it, 11 novembre 2022
L’iniziativa, ospitata presso il complesso monumentale di San Michele a Ripa, nasce per dare voce attraverso l’arte ai sogni di detenuti minorenni collegando i loro pensieri alle riflessioni sulla libertà e sulla dignità della pena dei padri fondatori dell’Europa.
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