palermotoday.it, 16 marzo 2023
Un percorso riabilitativo per il recupero dei detenuti attraverso incontri settimanali con operatori sociali e specialisti per stimolare l’alfabetizzazione emozionale di chi vive tra le sbarre. È stato presentato oggi nel carcere Pagliarelli di Palermo il progetto pilota promosso dal Movimento per la Gentilezza, presieduto da Natalia Re che prevede incontri settimanali con operatori sociali, psicologi e specialisti per favorire il percorso di riabilitazione e di reinserimento nella società dei detenuti. “Il carcere è un pezzo di città - spiega Pino Apprendi - dove sono ristretti uomini e donne, per scontare una pena o in attesa di giudizio. Inizieremo dei percorsi di collaborazione per parlare di Gentilezza con i detenuti delle carceri siciliane”.
osservatoreromano.va, 16 marzo 2023
Un’iniziativa di formazione per sensibilizzare la comunità ai problemi e alle difficoltà del mondo del carcere, dei detenuti e delle loro famiglie: si chiama “Ultimi” il progetto voluto dalla diocesi di Savona-Noli per andare “oltre le mura” promuovendo la conoscenza dell’attuale realtà carceraria del territorio e per formare nuovi volontari disponibili a visitare i carcerati sul territorio ligure e a essere vicini alle difficoltà che incontrano gli ex detenuti e le loro famiglie.
ansa.it, 16 marzo 2023
Scriveranno una sceneggiatura sull’affettività in carcere. È la nuova sfida del regista polacco Krzysztof Zanussi, 83 anni, al lavoro con lo scrittore Rocco Familiari e Marta Bifano in un laboratorio con i detenuti impegnati a riscrivere il dramma teatrale “L’odore”, per un lungometraggio con la regia di Paolo Colangeli e il contributo della Film Commission Regione Campania.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 marzo 2023
In nome della difesa dei confini nazionali, il nostro Paese continua ad applicare i respingimenti dei migranti non solo via mare, ma anche via terra, come al confine italo sloveno. Quest’ultima è una pratica dichiarata illegittima da una ordinanza del tribunale di Roma del 2021, ma a fine 2022 il Viminale l’ha ripristinata tramite una direttiva e ciò ha ricreato una evidente violazione dei diritti umani a causa di un effetto a catena: dall’Italia alla Slovenia, che a sua volta rimanda migranti e richiedenti asilo in Bosnia ed Erzegovina e li sottopone al rischio di violenze e abusi. Stessa dinamica - come denunciato da una inchiesta di Lighthouse Reports - si ripresenta nei respingimenti dai porti adriatici verso la Grecia attraverso traghetti privati dove i migranti sarebbero trattenuti con forza e in pessime condizioni. Al livello europeo, le pratiche del respingimento dei migranti si traducono in violazioni dei diritti umani. Ci viene in aiuto il recente report dal titolo “Picchiati, puniti e respinti alle frontiere dell’Europa”, elaborato dal network inter-europeo Protecting rights at borders (Prab), che affronta anche la questione dell’Italia, capitolo redatto in collaborazione con l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), Diaconia Valdese e il Danish Refugee Council. I dati raccolti dai partner del Prab documentano come sono stati “accolti” migliaia di migranti alle porte dell’Ue con un diniego di accesso alle procedure di asilo, arresto o detenzione arbitrari, abusi fisici o maltrattamenti, furto o distruzione di proprietà. Persone provenienti da Afghanistan, Siria e Pakistan hanno riferito di essere state più frequentemente vittime di respingimenti e nel 12% degli incidenti registrati sono stati coinvolti bambini. Questi dati sono purtroppo solo la punta dell’iceberg.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 16 marzo 2023
Ecco un trafficante “nostro” interlocutore a Tripoli: è il ministro degli Interni Trabelsi, che ha incontrato Piantedosi. Per Onu, Usa e Amnesty è “tra i peggiori violatori di diritti umani”.
da Esecutivo di Magistratura democratica
Il Manifesto, 16 marzo 2023
Secondo Magistratura democratica il decreto legge del governo in materia di immigrazione va contro i diritti e contro la razionalità. Il decreto-legge n. 20 del 2023 all’articolo 7 abroga il terzo e quarto periodo dell’articolo 19 comma 1.1. del decreto legislativo n. 286 del 1998 (Testo unico sull’immigrazione) che consentiva il riconoscimento della protezione speciale alle persone che in Italia avevano costruito una vita privata e familiare. Norma per la quale, è di tutta evidenza, non sussistono i requisiti della necessità e dell’urgenza previsti dall’articolo 77 della Costituzione.
di Francesco Girone
huffingtonpost.it, 16 marzo 2023
Secondo un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il lavoro minorile nell’industria tessile e dell’abbigliamento è ancora un problema mondiale, che coinvolge 170 milioni di bambini in tutto il mondo. In Italia, il lavoro minorile è proibito per legge, ma ci sono ancora casi in cui i minori vengono sfruttati nelle fabbriche tessili. Secondo un rapporto dell’Associazione Italiana dei Tessili e dell’Abbigliamento, la presenza di lavoro minorile nell’industria tessile italiana è diminuita negli ultimi anni, ma rimane ancora un problema in alcune regioni del paese. Tuttavia, ci sono aziende che stanno cercando di prevenire il lavoro minorile nella loro catena di produzione. Alcuni marchi di moda italiani si sono impegnati a garantire che i loro fornitori rispettino le leggi sul lavoro minorile e a monitorare regolarmente la loro catena di approvvigionamento.
di Luca Liverani
Avvenire, 16 marzo 2023
La gip Maria Gaspari di Roma decide di non aprire il processo contro Rwm e Uama per la strage nel 2016 di una famiglia yemenita. Però conferma la “violazione del Trattato sul commercio di armi”. Negato l’accesso alla giustizia per le vittime civili yemenite uccise con armi italiane. In particolare, per i familiari delle sei persone massacrate, nell’ottobre del 2016, nel villaggio yemenita di Dei Al-Hajari, bombardato nottetempo da un caccia della coalizione saudita che sganciò bombe prodotte in Sardegna. I numeri di matricola sui resti degli ordigni trovati sul luogo confermarono che si trattava di bombe costruite in Italia dalla Rwm, la cui esportazione subito apparve in evidente violazione della legge 185 del 1990 sull’export bellico a paesi in guerra, oltre che del Trattato internazionale sul commercio delle armi (Att) del 2014. I funzionari dell’Uama, l’autorità presso il ministero degli Esteri che decide sulle richieste di esportazioni delle industrie belliche italiane, diedero il via libera nonostante fossero denunciati da organismi internazionali gli attacchi su civili yemeniti.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 16 marzo 2023
La modalità dei colpi di Stato in America Latina si adatta al Ventunesimo secolo: smilitarizzati, orientati da forze interne, alimentati dalla disinformazione via social. Il termine affonda le proprie radici nella Francia del XVII secolo quando i coup d’État erano ordini con cui i sovrani esprimevano il proprio potere assoluto nei confronti di leggi ordinarie e tradizione. È stata, però, l’America Latina a far entrare i “golpe” nella contemporaneità e nella ricerca politologica. Oltre che nella memoria civile del nostro tempo. Proprio nel vasto spazio compreso tra il Rio Bravo e la Terra del Fuoco, ora la categoria sta cambiando pelle, come dimostrano i recenti esempi in Perù e Brasile. Golpe 2.0, golpe di nuova generazione, neo-golpe, non c’è una definizione univoca. Di certo, però, il mutamento è in atto dalla fine della Guerra fredda. E, ancora una volta, potrebbero diventare una delle cifre del Ventunesimo secolo globale. “ In realtà, i golpe latinoamericani sono mutati radicalmente nel tempo. Non solo tra Ottocento e Novecento ma anche tra la prima e la seconda metà del secolo scorso”, spiega Maria Rosaria Stabili, storica dell’Università Roma Tre, tra le pioniere degli studi latinoamericani in Italia.
di Elena Marisol Brandolini
Il Domani, 16 marzo 2023
Figlia di un leader assassinato mentre era candidato alle elezioni, presidente della commissione Pari Opportunità e senatrice nella coalizione che ha portato Gustavo Petro alla guida della Colombia, María José Pizarro è una delle figure più interessanti della nuova America Latina.
- Zarifa Ghafari: “La Nato in Afghanistan per 20 anni a recitare slogan nei compound”
- Nordio-Fratelli d’Italia, intesa su carceri e droga. Ma la Lega non ci sta
- Dipendenze e carcere, disintossicare non è l’unica soluzione
- Educare, non punire. Le Comunità non sono carceri
- “Fornire il taser agli agenti della Penitenziaria contro i detenuti psichiatrici e autolesionisti”









