di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 11 marzo 2023
Più di 50 approdi a Lampedusa in 24 ore. Per l’avvocato ed esperto di diritto d’asilo Vassallo Paleologo “si è scelto ancora una volta di affrontare il tema migratorio con gli strumenti del controllo e della repressione”.
di Paolo Decrestina
Corriere della Sera, 11 marzo 2023
Che cos’è? Chi sono i 10 mila migranti che l’hanno ottenuta e perché ora si vuole ridurla? È la terza forma di richiesta di asilo in Italia dopo lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria. L’ha istituita il decreto Salvini del 2018 ed è stata “allargata” da Lamorgese nel 2020. Ora l’esecutivo ha deciso una nuova stretta. Una stretta sulla concessione della “protezione speciale”. Tra le misure varate dal governo nel nuovo decreto sull’immigrazione compare anche una revisione di questa forma di accoglienza: l’obiettivo - spiega il governo - è “abolirla” per sostituirla con misure in linea con la normativa europea. Una scelta che va nella direzione intrapresa nel 2018 dal primo decreto Salvini che già all’articolo 1 cancellava il permesso di soggiorno per motivi umanitari per rimpiazzarlo con la formula della “protezione speciale”. Ma di cosa si tratta? Chi può chiederla e quanti ne hanno beneficiato?
di Gian Domenico Caiazza*
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2023
Gli organizzatori di questi indegni e lucrosi traffici si guardano bene, come dovrebbe d’altronde essere chiaro o almeno facilmente intuibile, anche solo dal mettere un piede su quei barconi della disperazione. A chi abbia seriamente voglia di capire bene chi siano davvero i c.d. “scafisti”, suggerisco di leggere una inchiesta molto utile e documentata, pubblicata lo scorso ottobre e realizzata da Arci Porco Rosso e Alarm Phone con la collaborazione di Borderline Sicilia e Borderline Europe.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 11 marzo 2023
Intervista all’ex ministra degli Esteri: “Ora Conte e i 5Stelle prendano le distanze dai decreti sicurezza gialloverdi. Europa assente? No, la colpa è dei Paesi sovranisti gelosi e miopi”.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 11 marzo 2023
Il genitore dell’ambasciatore ucciso in Congo dopo la richiesta di condanna a morte della procura di Kinshasa: “Non ci interessano le vendette. Se davvero è stato un omicidio premeditato bisogna capire chi è il mandante”. “Aggiungere morte a morte non serve a nulla. Se non a portare altro dolore. Noi siamo contrari, Luca sarebbe stato contrario”. È l’unica certezza di Salvatore Attanasio in una vicenda, quella della morte del figlio Luca, l’ambasciatore ucciso in Congo nel febbraio 2021 assieme all’autista Mustapha Milambo e al carabiniere Vittorio Iacovacci, che presenta ancora tanti punti oscuri. A Kinshasa, la Procura ha chiesto la condanna a morte per i sei uomini imputati per l’omicidio del diplomatico. Nella Repubblica Democratica del Congo la pena capitale non viene applicata dal 2003 e la prassi vuole che sia modificata nel carcere a vita.
di Sabrina Provenzani
Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2023
Secondo un sondaggio, l’immigrazione illegale è fra le prime preoccupazioni degli elettori Tories, quindi il partito punta sul pugno duro, anche se la norma viola trattati internazionali ed è palesemente discriminatoria. Il nuovo disegno di legge britannico sull’immigrazione, Illegal Immigration Bill, presentato alla Camera dei Comuni il 7 marzo dalla ministra dell’Interno, Suella Braverman, si basa sulla premessa che chiunque tenti di raggiungere le coste britanniche attraversando la Manica su imbarcazioni improvvisate, e gestite da scafisti, è un immigrato illegale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 marzo 2023
Nelle carceri italiane siamo tornati ai tempi del pre-Covid, soprattutto per quanto riguarda i colloqui telefonici. I detenuti potranno infatti chiamare i familiari per soli dieci minuti e una sola volta a settimana. Non solo la fine delle misure deflattive. Da qualche tempo, nelle carceri italiane, si è ritornato al periodo pre-Covid anche per quanto riguarda i colloqui telefonici. Se durante la pandemia i detenuti hanno avuto la possibilità di effettuare chiamate giornaliere con i propri famigliari, ora si è ritornati al colloquio telefonico alla settimana, della durata massima di dieci minuti. Qualcuno sta già protestando, e si tratta dei detenuti del carcere Pagliarelli di Palermo che si dicono pronti ad intraprendere uno sciopero della fame se non dovessero essere ripristinati i colloqui giornalieri.
di Federica Brioschi
Il Riformista, 10 marzo 2023
Il nostro sistema penitenziario è declinato nelle norme e nell’organizzazione istituzionale al maschile. Non vi è una specifica attenzione rivolta alle donne detenute nelle leggi, nei regolamenti penitenziari e nel management penitenziario anche per via dei numeri esigui che, in Italia come altrove, rappresentano questa minoranza le cui necessità rischiano di rimanere inascoltate. Proprio per portare una specifica attenzione su questi bisogni, Antigone ha deciso di dedicare loro uno specifico rapporto, presentato non a caso l’8 marzo, in occasione della Festa Internazionale della Donna.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 10 marzo 2023
Il provvedimento aspetta solo il via libera definitivo di Palazzo Madama, ma Fdi vuole far saltare tutto e ha presentato alcune richieste di modifica. Il Garante dei detenuti del Lazio: “Questo blocco non è una buona notizia, speriamo sia momentaneo”.
Cospito ricorre alla Cedu contro il reato di “strage politica” a Fossano: sotto accusa la Cassazione
di Carmine Di Niro
Il Riformista, 10 marzo 2023
Il caso di Alfredo Cospito potrebbe finire davanti ai giudici della Cedu, la Corte europea dei diritti umani. Lo ha comunicato la stessa Corte facendo riferimento anche al numero di protocollo, il 10552/23, assegnato al ricorso dell’anarchico recluso al 41 bis e in sciopero della fame da oltre quattro mesi.
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