di Daniela Piana
Il Dubbio, 9 novembre 2022
L’enfasi immediatamente posta dal ministro Carlo Nordio sulla giustizia penale nelle prime azioni del governo opera come un fascio di luce di attenzione e di salienza istituzionale e sociale sul significato che il processo penale svolge in una società democratica. Non si può evitare di volgere l’ascolto verso la voce di Paul Ricoeur che non esitava ad affermare la duplice natura funzionale della giustizia, legata ad una sua intrinseca struttura a “due tempi”.
di Domenico Alessandro De Rossi*
L’Opinione, 9 novembre 2022
Per favorire la “riqualificazione delle strutture carcerarie per allineare sempre di più i luoghi dell’esecuzione penale intramuraria alla funzione costituzionale di responsabilizzazione del detenuto in una reale visione di reinserimento sociale e recupero personale” l’ultima Commissione per l’architettura penitenziaria risalirebbe a quella promossa dal ministro Alfonso Bonafede.
di Giada Fazzalari
avantionline.it, 9 novembre 2022
I primi provvedimenti di stampo giustizialista hanno deluso le aspettative di chi aveva salutato con favore la nomina del garantista Carlo Nordio a Ministro della Giustizia. A cominciare da chi, come Gian Domenico Caiazza, Avvocato e Presidente dell’Unione delle Camere Penali, crede che l’esordio di questo governo, sui temi della giustizia, sia “della peggiore tradizione securitaria”.
di Oliviero Mazza*
Il Dubbio, 9 novembre 2022
Dopo che il nuovo Governo ha deciso l’opportuno rinvio dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, gli stessi protagonisti della singolare stagione riformista hanno denunciato pubblicamente i presunti guasti di questa scelta, sulla base, sostanzialmente, di due argomenti non proprio irresistibili.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 novembre 2022
l giurista che ha affiancato l’ex guardasigilli: abbiamo cercato la sintesi fra garanzie ed efficienza, gli stessi obiettivi di Nordio. In teoria sarebbe chiusa. Invece la riforma Cartabia pare di nuovo “sotto tiro”, ora che il Senato sta per esaminare il decreto con cui il governo ne ha rinviato l’entrata in vigore. “Ma in fase emendativa, se non ci si vuole esporre a pronunce di incostituzionalità, si dovrebbe intervenire solo con disposizioni transitorie e di natura organizzativa”, spiega Gian Luigi Gatta, ordinario di Diritto penale all’Università degli Studi di Milano che è stato consigliere della ministra Cartabia e vicepresidente della Commissione Lattanzi.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2022
L’ufficio del massimario della Cassazione ha elaborato una relazione sulla riforma penale della Cartabia. Tra le questioni interpretative più rilevanti affrontate a prima lettura nella Relazione, non risolte dalla disciplina transitoria di cui all’articolo 85 Dlgs n. 150/2022 in tema di reati divenuti procedibili a querela, quella della sorte delle misure cautelari emesse per reati (cautelabili) commessi prima del 30 dicembre 2022 già procedibili d’ufficio (per tutti, ad es. il furto aggravato dalla violenza sulle cose o dall’esposizione a pubblica fede, ovvero la violenza privata), divenuti a regime procedibili a querela e nei quali la persona offesa, per quanto occorrer poteva, non abbia mai espresso una volontà di punizione.
Ristretti Orizzonti, 9 novembre 2022
L’Osservatorio carcere e territorio del Comune di Milano e la Conferenza regionale volontariato e giustizia della Lombardia esprimono forte rammarico e perplessità a fronte del rinvio dell’entrata in vigore della ‘Riforma Cartabia’, in particolare per la parte relativa alle sanzioni sostitutive, all’ampliamento della messa alla prova e all’introduzione di un ordinamento organico sulla giustizia riparativa.
di Pietro Barabino
Il Fatto Quotidiano, 9 novembre 2022
“Digiunerò fino alla nomina”. La Liguria è l’unica Regione d’Italia senza Garante per le persone private della libertà: “Da quando sono stato eletto chiedo che venga nominato, questo non avviene per logiche di spartizione delle poltrone - si sfoga il consigliere regionale di opposizione Ferruccio Sansa - per questo entro in sciopero della fame e digiunerò fino alla sua nomina”.
di Anna Dazzan
udinetoday.it, 9 novembre 2022
È stato trovato nel pomeriggio di lunedì 7 novembre, in fin di vita, nella sua cella di isolamento dove era stato rinchiuso perché aveva rapporti tesi sia con gli altri detenuti che con il personale di Polizia penitenziaria. Per lui, però, non c’è stato nulla da fare. È morto così a 22 anni Leudi Gomez, trasferito a Udine dalla casa circondariale di Trieste lo scorso 22 settembre, dove era stato condotto nell’agosto del 2021 con l’accusa di tentato omicidio per fatti accaduti nel capoluogo giuliano nel giugno di quell’anno.
di Lorenzo Priviato
Il Resto del Calino, 9 novembre 2022
Dal giudice lo psichiatra che lo visitò: lo specialista accusato di omicidio colposo per avere abbassato lo stadio di vigilanza su un detenuto 23enne da media a bassa. Giuseppe aveva 23 anni ed era morto suicida nel carcere di Ravenna. Il 16 settembre 2019 le guardie lo trovarono impiccato a un cappio rudimentale e il decesso fu constatato in ospedale. Dell’iniziale procedimento per istigazione al suicidio, a carico di ignoti, fu chiesta l’archiviazione.
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Il sottosegretario voleva premiare gli agenti del pestaggio
- Torino. I baby detenuti devastano l’Ipm Ferrante Aporti
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