di Luigi Manconi
La Repubblica, 31 agosto 2022
Era il marzo del 2020 e, a seguito delle intollerabili condizioni di vita nelle carceri italiane, esasperate dalla diffusione del Covid, in numerosi istituti penitenziari vi furono forme di protesta che vennero immediatamente classificate come “rivolte”. In effetti, in più di un caso vi furono violenze e distruzioni e i detenuti si appropriarono di sostanze stupefacenti custodite (malamente, come è evidente) nelle infermerie.
di Giusy Santella
mardeisargassi.it, 31 agosto 2022
Siamo a marzo 2020. La nostra vita sta per cambiare. E non solo la nostra, che abitiamo case calde che tra poco diventeranno il porto sicuro in cui rifugiarci, ma anche quella di chi una casa vera non ce l’ha. O, meglio, dovrebbe averla perché sotto la custodia dello Stato, ma per cui quelle quattro mura - addobbate con grate - saranno molto meno rassicuranti. La prima rivolta scoppia nella casa circondariale di Salerno, per poi diffondersi a cascata in ventidue istituti penitenziari: si contano numerosi feriti tra la popolazione detenuta e il personale, perdono la vita tredici reclusi. Per loro vengono sprecate ben poche parole.
di Luca Sofri
ilpost.it, 31 agosto 2022
I suicidi nelle carceri italiane nei primi otto mesi del 2022 sono stati 58, in tutto il 2021 erano stati 57. Ad agosto i suicidi sono stati 15, praticamente uno ogni due giorni. Nelle carceri, secondo i dati forniti da Ristretti Orizzonti, la frequenza dei suicidi è circa venti volte maggiore rispetto a quanto avviene tra le persone libere. In una regione, la Lombardia, i suicidi sono raddoppiati rispetto al 2021: nei primi mesi di quest’anno sono già stati 17.
di Errico Novi
Il Dubbio, 31 agosto 2022
Cresce il dualismo tra la leghista e il candidato di FdI: sono loro due i favoriti per via Arenula. L’ex pm candidato da Meloni torna a invocare il ritorno all’immunità dei parlamentari (“la politica deve affrancarsi da una magistratura a volte faziosa”) nonostante la plenipotenziaria di Salvini sulla giustizia abbia replicato: “L’articolo 68 non è una priorità”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 31 agosto 2022
Polemica per la proposta rilanciata dall’ex magistrato candidato con FdI. Caiazza: “Condivisibile, ma non è priorità”. Bonafede: “È la destra delle leggi ad personam”. Stop anche dalla Lega.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 agosto 2022
L’ex pm, ora candidato di Fratelli d’Italia, propone di ripristinare l’autorizzazione a procedere: “I padri costituenti la vollero come garanzia dalle interferenze della magistratura”. Botta e risposta con la Lega, alleata di coalizione.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 31 agosto 2022
Non trova pace l’abuso d’ufficio, il terrore della pubblica amministrazione, il reato “prezzemolo” che da anni ormai non si nega a nessun sindaco o assessore. L’ex procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, ministro della Giustizia in pectore di un eventuale futuro governo di centrodestra, candidato al Parlamento con FdI, ha avanzato la proposta di abolire del tutto l’abuso d’ufficio per scongiurare il rischio dell’amministrazione “difensiva”, la cosiddetta paura della firma. Immediata la reazione dell’ex presidente Anm Eugenio Albamonte, pm a Roma ed esponente di punta delle toghe progressiste, secondo cui una simile riforma creerebbe una giustizia “forte con i deboli e debole con i forti”, di fatto un ritorno a “pre Mani pulite”.
di Paolo Comi
Il Riformista, 31 agosto 2022
“La legge Cartabia un pannicello caldo che non tocca le correnti. Per le toghe stesse responsabilità degli altri. Il nostro programma assolutamente garantista”.
di Giorgio Spangher*
Il Dubbio, 31 agosto 2022
Si può dire. Non è il processo che volevamo; che molti avrebbero voluto. Anche perché quasi sempre ci si dimentica, o si fa finta di dimenticare, che la riforma di cui stiamo parlando si innesta nell’impianto dell’AC 2435, cioè nella proposta di riforma voluta dal ministro Bonafede, ministro dell’epoca. Sicuramente modificato in alcuni aspetti nevralgici, come in materia di immediatezza per la modificata composizione del collegio giudicante (art. 190, comma 1 bis, appunto della proposta), ma significativamente superato e ora più garantito soprattutto rispetto alla criticatissima Sez. un. Bajrami, ma anche integrato nella l. n. 134 del 2021 dall’introduzione dell’art. 344 bis c. p. p., che non ha mancato di sollevare non poche perplessità (ancora di recente dagli stessi artefici della mediazione con l’art. 161 c. p. p. che ha previsto la interruzione della prescrizione con la sentenza di primo grado) che hanno prefigurato una iniziativa abrogatrice ne riserva più di un narratore. Non casualmente del resto i profili più avanzati elaborati dalla Commissione Lattanzi (archiviazione meritata e inappellabilità della sentenza di proscioglimento da parte del p. m., pur controbilanciata da motivi specifici per l’appello dell’imputato, solo per citare alcune proposte) non hanno avuto seguito.
di Antonio Esposito
Il Fatto Quotidiano, 31 agosto 2022
Il 12 agosto il presidente del Tribunale di Roma ha sospeso per sei mesi, a partire dal 15 ottobre, le udienze collegiali relative ai procedimenti per omicidio, criminalità organizzata, rapine, estorsioni aggravate ed altri reati, motivando tale provvedimento con la scopertura del 14,5% dell’organico dei magistrati in servizio. Il provvedimento che non ha precedenti, è stato definito, dall’ex presidente dell’Anm Eugenio Albamonte, “singolare” e ha suscitato vivaci proteste da parte dell’Avvocatura che ha annunciato ricorso per chiederne le revoca.
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