di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 11 agosto 2022
“Il Csm è la casa dei magistrati e non delle correnti”. Giuseppe Cioffi, giudice penale del Tribunale di Napoli Nord, sintetizza così il suo punto di vista sull’organo di autogoverno della magistratura per il quale concorre in qualità di indipendente. In magistratura dal 1986, Cioffi, dopo una esperienza come avvocato, si è occupato prevalentemente di criminalità - soprattutto di stampo camorristico - e di tutela ambientale. “Un’esperienza molto importante - dice al Dubbio - dalla quale nel 2002 è derivata la chiamata dalla presidenza del Tribunale di Napoli a presiedere un collegio apposito, formato per la celebrazione di alcuni processi di camorra con tanti imputati detenuti. Dopo alcuni anni in Commissione parlamentare bicamerale antimafia prima, dove mi sono occupato dell’analisi socio-giudiziaria dell’epica stragista della mafia e le implicazioni di politici e uomini delle istituzioni, ed ecomafia dopo, sono stato destinato al Tribunale di Napoli Nord”.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 11 agosto 2022
Due sentenze della Cassazione danno ragione a Leandro Greco del clan di Ciaculli e a Vincenzo Graziano dell’Acquasanta: “No a regole solo vessatorie e a discriminazioni tra reclusi, devono avere tutti la possibilità di acquistare gli stessi generi alimentari e di cucinare quando vogliono”.
di Vincenzo Comi*
Il Dubbio, 11 agosto 2022
I magistrati del Tribunale di sorveglianza di Roma leggeranno l’intervista sul Dubbio di oggi (ieri ndr) di Vincenzo Semeraro? Semeraro è il giudice di Sorveglianza del Tribunale di Verona che ha scritto una lettera diffusa ai funerali di Donatella Hodo, giovane suicida nel carcere femminile di Verona.
Ristretti Orizzonti, 11 agosto 2022
Sliman Mohamed, 24 anni, è morto stanotte nel carcere di Monza. Sarebbe uscito ad aprile 2023. Nel carcere di Rimini ieri si è ucciso un altro detenuto, del quale non abbiamo i dati anagrafici.
di Rossella Grasso
Il Riformista, 11 agosto 2022
Aveva solo 33 anni Dardou, di origine algerina, detenuto nel carcere di Secondigliano di Napoli. La sua è l’ennesima storia di disperazione e marginalità che lo hanno portato a compiere il gesto estremo. Dardou nel pomeriggio del 9 agosto ha stretto il lenzuolo intorno al collo e si è lasciato cadere mentre era nella sua cella. Inutili sono stati i soccorsi da parte del compagno di cella che si è presto accorto di quello che stava succedendo e ha sciolto il nodo del lenzuolo attorno al suo collo. Inutile il pronto intervento degli agenti che hanno tentato di salvargli la vita. Inutili sono stati i soccorsi del 118 arrivati a stretto giro. Per Dardou non c’era già più niente da fare. Poche ore prima, nel carcere di Poggioreale, a pochi chilometri da Secondigliano, un altro detenuto si è tolto la vita: si chiamava Francesco Iovine, aveva 43 anni e soffriva di anoressia. Sono 5 i detenuti che si sono tolti la vita in carcere dall’inizio dell’anno in Campania, 3 nel giro di pochi giorni ad agosto, 49 in tutta Italia. Una strage silenziosa e agghiacciante. Un agosto tremendo che è lo specchio della disumanità delle carceri e del totale fallimento del suo scopo rieducativo.
di Alice Ferretti
Il Mattino di Padova, 11 agosto 2022
“Cure in ritardo, patologie gestite superficialmente e morti che potevano essere evitate”: è la denuncia dei carcerati. “Celeri e approfondite indagini” sul sistema sanitario all’interno della casa di reclusione Due Palazzi. È quanto i detenuti del terzo blocco lato B, chiedono in un esposto arrivato dritto dritto alla Procura della Repubblica di Padova. I firmatari sono quaranta reclusi che pretendono chiarezza su un tema che sembra molto ostico all’interno del sistema carcerario.
di Raffaele Sardo
La Repubblica, 11 agosto 2022
Detenuti a torso nudo in cortile, suicidi mai tanto alti dal 25 giugno a oggi. A Poggioreale anche un novantenne e un obeso di 250 chili. “Che in carcere si stia al fresco è una fandonia bella e buona”. Quello che dice Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania, è la perfetta sintesi del disagio che in questa estate bollente vivono detenuti e personale in servizio negli istituti d’Italia. Non si contano le note indirizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ai provveditori regionali e ai direttori delle carceri che hanno ad oggetto la “tutela della salute e della vita delle persone detenute e internate” al fine di valutare la possibilità di consentire ai reclusi, tramite le imprese di mantenimento, l’acquisto di ventilatori a batteria di piccole dimensioni, certo privi di parti metalliche potenzialmente pericolose ma ugualmente funzionali.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 11 agosto 2022
Cinque psicologi sulla carta, due quelli in servizio (che talvolta si alternano). Diciannove educatori sulla carta, nove quelli effettivamente presenti. Facciamo questi due esempi per indicare la voragine negli organici, e di conseguenza nella gestione, del sistema penitenziario. Sono esempi che fotografano la situazione nel carcere di Poggioreale denunciata dal garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello.
Corriere della Calabria, 11 agosto 2022
Gli osservatori hanno rilevato il sovraffollamento delle celle, le scarse attività lavorative ed i rapporti pressoché nulli con le istituzioni locali. Dal 1998 l’Associazione Antigone è autorizzata dal Ministero della Giustizia a visitare i quasi 200 Istituti penitenziari italiani.
di Luca Liverani
Avvenire, 11 agosto 2022
Denuncia della Fiopsd: gli homeless non muoiono solo di freddo, ma in tutte le stagioni. Caritas: uno scandalo, va usato il patrimonio immobiliare pubblico. Sant’Egidio: tutti possiamo salvare una vita.
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