di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 dicembre 2022
Il rapporto del Comitato del Consiglio d’Europa per la Prevenzione della Tortura bacchetta il Belgio. Ma anche l’Italia è illegale. Silvia Panzeri, figlia di Antonio, al momento non sarà estradata in Belgio. Com’è noto la donna è indagata per concorso in associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio e assieme al padre, che sarebbe al centro delle indagini sul Qatargate. I legali della 38enne hanno però presentato istanza ai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Brescia per verificare le condizioni delle carceri belghe. Sì perché c’è un rapporto del Comitato del Consiglio d’Europa per la Prevenzione della Tortura (Cpt) che ha documentato problemi di sovraffollamento e violenza nelle carceri. Un problema, tra l’altro, che lo stesso Cpt ha evidenziato per l’Italia tramite un rapporto meno recente di quello belga.
di Valerio Fioravanti
Il Riformista, 23 dicembre 2022
Figlia di un militare, atea e dichiaratamente bisessuale, la governatrice dell’Oregon Kate Brown aveva già esteso la moratoria. Ora, prima di passare la mano, ha graziato 17 persone e ha chiuso il braccio della morte.
di Grazia Longo
La Stampa, 22 dicembre 2022
Ieri l’ultimo caso a Rebibbia: sarebbe uscito a luglio. Il Garante: “Incentivare le misure alternative”. Si allunga il triste elenco dei suicidi in carcere. Ieri si è tolto la vita, a Rebibbia, un bengalese di 30 anni che a luglio sarebbe tornato in libertà.
Il sottosegretario alla Giustizia: “Aprirò una verifica sui suicidi. No indulti, puntare sul lavoro”
di Marco Iasevoli
Avvenire, 22 dicembre 2022
C’è la massima sensibilità del governo rispetto agli appelli lanciati da papa Francesco sulle condizioni nelle carceri. La richiesta di “clemenza” del Santo Padre la accogliamo nel senso di incanalarla in una serie di iniziative strutturali che rendano dignitosi i tempi e i luoghi di esecuzione della pena. La soluzione per noi non è in provvedimenti di amnistia o indulto, ma ciò non vuol dire non prendere seriamente in considerazione il grido di dolore che viene sia dai detenuti sia dal personale penitenziario”.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 22 dicembre 2022
Il gesto di clemenza che Papa Francesco ha chiesto ai potenti della terra, ai capi di Stato e di governo, è un “grido di misericordia verso i detenuti, ma anche un messaggio alla società e alla Chiesa, un appello di fiducia e speranza, un’attenzione vera ai più poveri, agli ultimi”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 22 dicembre 2022
Emendamento di Riccardo Magi in commissione Bilancio. Mentre a Rebibbia muore suicida un 30enne straniero con pochi mesi di pena. Nel giorno in cui si è costretti a registrare l’ottantunesimo detenuto suicida dall’inizio dell’anno - si è impiccato ieri nel carcere romano di Rebibbia un trentenne originario del Bangladesh che avrebbe estinto a luglio la pena di due anni subita per concorso in rapina - perfino la Lega manifesta indignazione. Qui “ci vuole un cambio di prospettiva”, chiede (o annuncia, non si capisce bene) il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari: “Le carceri - riconosce - non possono essere considerati luoghi estranei alla nostra Comunità, stracolmi di detenuti, privi di un numero sufficiente di operatori e agenti di Polizia Penitenziaria. E chi sconta una pena detentiva deve essere condotto lungo un percorso di rieducazione, anche attraverso esperienze di lavoro”. Ma alla Camera, in commissione Bilancio, l’onorevole Riccardo Magi (+Europa) ha dovuto tribolare un po’ prima di trasformare in favorevole il parere inizialmente contrario del governo e dei relatori della manovra finanziaria (la leghista Comaroli, Pella di Forza Italia e Trancassini di Fd’I) sull’emendamento che rifinanzia il fondo per il lavoro di detenuti ed ex detenuti.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 dicembre 2022
Rigurgito di garantismo in Commissione giustizia. Molti deputati della maggioranza disertano il voto. Rischio grosso per il Governo ieri in Commissione Giustizia della Camera dove si stavano votando gli emendamenti al dl (anti- rave, rinvio dell’entrata in vigore della riforma del processo penale, ergastolo ostativo, covid) varato dall’Esecutivo il 31 ottobre e emendato e approvato in Senato una settimana fa. “In commissione Giustizia abbiamo appena avuto un rigurgito di garantismo del centrodestra. Per un soffio stava passando il mio emendamento soppressivo del reato di ‘ Rave’ - aveva annunciato ieri mattina Devis Dori, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in commissione - Per due soli voti non è stato soppresso questo nuovo reato”. A favore del soppressivo hanno votato Avs, PD, M5S, Terzo Polo. Contro tutta la maggioranza. Ma l’aspetto rilevante, da quanto appreso, è che alcuni deputati (soprattutto Forza Italia) di maggioranza erano fuori dall’Aula, quindi lo scarto è risultato solo di una differenza di 2 voti. Ci si chiede a Montecitorio: si sono assentati volontariamente o mera distrazione? Comunque alla fine della giornata la commissione ha concluso l’esame degli emendamenti. La II di Montecitorio ora è in attesa dei pareri delle commissioni competenti: oggi - o al più tardi domani - verrà conferito il mandato alla relatrice Ingrid Bisa (Lega). Il dl è atteso in aula per martedì 27 dicembre e va convertito in legge entro il 30 dicembre.
di Liana Milella
La Repubblica, 22 dicembre 2022
Al Senato, il capogruppo forzista Pierantonio Zanettin presenta il disegno di legge per bloccare l’uso del captatore informatico contro i reati della pubblica amministrazione. In collera l’ex procuratore antimafia Cafiero De Raho di M5S, “così s’indebolisce la lotta alle mafie”.
di Bruno Ferraro*
Libero, 22 dicembre 2022
Dopo aver letto le linee programmatiche esposte in Commissione dal neo ministro della Giustizia Carlo Nordio, mi è tornata alla mente la celebre di Nino Manfredi: “Fusse che fusse la volta bona?”. Augurando al ministro di farcela e di non arenarsi come troppe volte successo ai suoi predecessori nella storia della Repubblica, esamino a volo d’uccello i punti toccati dal ministro.
di Simona Musco
Il Dubbio, 22 dicembre 2022
Il primo cittadino di Bari rilancia l’appello: “Regole più chiare per chi amministra”. “È successo anche a me: sono stato indagato per concorso in tentato abuso d’ufficio. E ho pensato al suicidio. Ho pensato: adesso mi butto al mare con l’automobile e non sento più niente, non soffre più mia moglie, non soffrono più le mie figlie, non soffrono più le persone che mi conoscono e soprattutto non soffro più io. Per fortuna non l’ho fatto”. Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente di Anci, nel cerchio infuocato del processo mediatico ci è passato come tanti altri.
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