di Piero Melati
La Repubblica, 16 luglio 2022
“Paolo Borsellino, per amore della verità”, di Piero Melati, è stato tessuto da due donne, Lucia e Fiammetta Borsellino. L’autore ha fatto semplicemente da telaio. Con Fiammetta, la figlia minore del giudice, avevamo una consuetudine. Prima della pandemia, ci incontravamo al mattino in un paio di bar del quartiere palermitano della Kalsa, mentre le sue figlie Felicita e Futura erano a scuola. Fiammetta mi aveva così raccontato in anticipo la sua intenzione di incontrare in carcere i fratelli Graviano, boss di Brancaccio, condannati quali autori della strage di via D’Amelio, dove il 19 luglio del 1992 un’autobomba aveva ucciso il magistrato e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, 57 giorni dopo la strage di Capaci. Fiammetta non si aspettava particolari rivelazioni, non voleva investirli di rabbia e odio, e neppure voleva perdonare. Piuttosto, tentava un percorso dentro il suo dolore, simile a quello delle vittime del terrorismo che hanno incontrato i loro carnefici. Non a caso, prima del faccia a faccia con i Graviano, ne aveva parlato con la figlia di Aldo Moro, Agnese.
di Carlo Trigilia
Il Domani, 16 luglio 2022
È noto che l’Italia è un paese con forti disuguaglianze sociali. Il Rapporto annuale dell’Istat ha attirato l’attenzione sull’aggravamento di questo fenomeno per effetto della pandemia. Purtroppo, la situazione sembra destinata a peggiorare ulteriormente a causa dell’invasione dell’Ucraina. L’Istat ha messo in luce in particolare la crescita della povertà assoluta. Essa è raddoppiata dal 2005 arrivando a includere quasi due milioni di famiglie (il 7,5 per cento del totale). Le persone in povertà assoluta sono triplicate dal 2005 e sono cresciute nel solo 2020 di un milione raggiungendo i 5,6 milioni (il 9,4 per cento del totale). Particolarmente colpiti, i minori, i giovani e il Mezzogiorno.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 luglio 2022
I lavoratori al Viminale: “Ripristinarlo subito”. Un gruppo di lavoratori, tra i 300/350 che dal primo luglio sono senza contratto, scrive alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Per ristabilire la convenzione manca l’ok della Corte dei conti.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 16 luglio 2022
Vince l’ostruzionismo, manca la “prova certa” che gli imputati sapessero del dibattimento. I genitori di Giulio potranno rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
di Fabio Calcagni
Il Riformista, 16 luglio 2022
Le possibilità di processare in Italia i quattro agenti dei servizi segreti egiziani accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni nel febbraio del 2016 sono ormai ridotte al lumicino.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 16 luglio 2022
La sentenza della Corte di Cassazione brucia, probabilmente, ogni residua speranza e conclude con un atto che si teme definitivo il percorso della giustizia italiana nella caparbia ricerca della verità a proposito del barbaro assassinio del nostro connazionale Giulio Regeni.
di Elisabetta Zamparutti
Il Riformista, 16 luglio 2022
Vita! Ineffabile mistero legato al respiro, dal primo vagito all’ultimo sospiro. E quanti i guardiani di questo fluire, dentro e fuori i polmoni, dell’aria, a volte ferma a volte burrascosa. Tra questi i giudici della Corte Suprema americana che hanno deciso in sei contro tre di mettere fine alle garanzie costituzionali per l’aborto. Lo hanno fatto dopo mezzo secolo dalla loro introduzione.
di Daniele Raineri
La Repubblica, 16 luglio 2022
Il nuovo rapporto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa dice che i russi hanno attaccato la popolazione ucraina in modo sistematico e diffuso, con azioni frequenti che includono “uccisioni, sequestri, stupri e la deportazione su larga scala”.
di Marco Boccitto
Il Manifesto, 16 luglio 2022
Il limite ignoto. I russi “rivendicano” il raid su Vinnytsia. Missili anche su Kharkiv, “colpite due scuole”. Ora si attende almeno l’intesa sul grano. Barlumi di pace Usa-Russia solo nello spazio.
di Natasha Caragnano
La Repubblica, 16 luglio 2022
L’appello dell’avvocato e i famigliari, “condizioni critiche”. È in sciopero della fame da 53 giorni. L’ultimo detenuto a morire di sciopero della fame in Europa fu l’irlandese Bobby Sands, nel 1980, resistette 66 giorni.
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