di Viviana Lanza
Il Riformista, 24 novembre 2022
Secondo le stime più recenti sono alla base di una gran parte dei suicidi e degli atti di autolesionismo che si verificano all’interno delle carceri. Sono anche alla base dei disagi e delle emarginazioni sociali più gravi. Parliamo dei problemi di salute mentale, una sfera in cui emergono tutti i limiti e le carenze del nostro sistema pubblico ed anche tutte le terribili conseguenze di tali limiti. “Non parliamo solo di detenuti, ma di tutte quelle persone che di fatto subiscono una limitazione della libertà”, specifica il garante regionale Samuele Ciambriello che ieri ha presentato in Consiglio regionale il report sul trattamento sanitario obbligatorio (il Tso) realizzato in collaborazione con l’associazione “Psichiatria Democratica”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 novembre 2022
È al 41 bis del carcere romano di Rebibbia, a fine maggio gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata e i sanitari dell’istituto penitenziario hanno richiesto di effettuare una terapia e l’eventuale operazione chirurgica per scongiurare le metastasi.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2022
Gli indagati di Ivrea, così come tutti gli altri, sono presunti innocenti e come tali vanno guardati. Ma che si indaghi invece di archiviare, che si denunci invece di tacere, che si cerchi la verità invece di voltarsi dall’altra parte è comunque una buona notizia.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 24 novembre 2022
Tutto è successo l’8 giugno 2021, nel carcere di Ivrea. “Quel maledetto giorno si è fermata la mia vita. Sono caduto in un abisso profondo. O decido di farla finita e darla vinta a questi soggetti malati, a queste bestie che si vantano di essere lo Stato. Oppure inizio a prendere coraggio e denunciare, anche se ho tantissima paura perché non mi fido più di nessuno.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 24 novembre 2022
È il 23 giugno 2021 quando un detenuto del carcere di Ivrea si presenta “spontaneamente” al personale della polizia penitenziaria, accusando un altro rinchiuso: “Parlando con me - racconta - ha minacciato tre vostri colleghi e il magistrato di sorveglianza che si occupa del suo fascicolo”. Due giorni prima, in una relazione di servizio, un agente riferiva la stessa condotta, di minacce, appresa da “fonte confidenziale affidabile”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 novembre 2022
In Tribunale “sfilano” i volti dei femminicidi. Matteucci: “Così viene svilito l’articolo 27”. Al Tribunale di Livorno è stata allestita una mostra con le foto di uomini condannati per femminicidio con tanto di nome, città, anno, arma del delitto e pure il nome della vittima. “E non è tutto - ci dice la presidente della Camera penale di Livorno, Aurora Matteucci. Purtroppo erano effigiati come se fossero essi stessi vittime dell’arma che hanno usato per il delitto commesso. Un “dente per dente occhio per occhio” in chiave contemporanea che evoca antichi supplizi. Il condannato è stato elevato ad esempio, come uno strumento di prevenzione generale”. Come dire, “a chi sale le scale del Tribunale, società civile e imputati che dovranno essere giudicati, che il condannato per quei reati si merita una pena identica a quella inflitta alle persone offese”.
foggiatoday.it, 24 novembre 2022
La Presidente del Consiglio regionale si è impegnata a farsi promotrice, presso il Ministero della Giustizia, delle iniziative necessarie a sollecitare risorse finanziarie per l’edilizia giudiziaria e penitenziaria pugliese.
casertanews.it, 24 novembre 2022
Sarà presentato e firmato oggi, giovedì 24, a Caserta, il protocollo d’intesa tra l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ed il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2022
Coinvolte nel progetto 185 persone, 110 detenute nella casa circondariale di Lecce e 75 nella casa di reclusione di Sulmona. Nel progetto Milia la produzione di arredi per 190 istituti nazionali.
Sanremo (Im). I sex-offender diventano sarti in carcere, nasce il progetto “Il foulard del Rispetto”
di Lorenza Rapini
La Stampa, 24 novembre 2022
Chi ha picchiato le donne, chi le ha abusate, chi ha fatto loro violenza e per questo si trova in carcere ora potrà riflettere sui propri comportamenti anche cucendo foulard che proprio le donne indosseranno. Le stesse mani che hanno colpito, ora faranno i conti con la delicatezza, con ago, filo e seta.
- Venezia. “Destini Incrociati”: in corso la rassegna sul teatro in carcere
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