di Paolo Aresi
primabergamo.it, 9 luglio 2022
Dirigenti, agenti e volontari fanno più di quello che possono, ma non basta. Tanti i malati psichici che non dovrebbero essere dietro le sbarre. Due detenuti che si suicidano in una settimana, un terzo che smette di curarsi per una patologia seria e finisce in gravissime condizioni in ospedale. I due morti erano marocchini, uno aveva 31 anni, l’altro 35; erano in via Gleno per furti e piccolo spaccio. Il terzo è pure di origini nord-africane.
di Irene Famà
La Stampa, 9 luglio 2022
Il lavoro degli agenti della Polizia penitenziaria è un “lavoro quotidiano che si svolge al di là di quelle mura, in uno spazio lontano dalla vista. Spesso ci sentiamo lasciati soli eppure dobbiamo avere consapevolezza del nostro ruolo e di quanto il nostro intervento sia fondamentale”.
di Rossella Grasso
Il Riformista, 9 luglio 2022
Continua il dramma nelle carceri d’estate. Da qualche giorno è iniziata la protesta pacifica nel carcere di Aversa. Tre volte al giorno i detenuti iniziano a battere oggetti sulle sbarre. A denunciare la difficile situazione del penitenziario è la garante della provincia di Caserta, Emanuela Belcuore: “Il caldo, le carenze di attività e la discontinuità dell’area sanitaria destano preoccupazione. I detenuti in estate soffrono tantissimo e sembra che invece aumenti il disinteresse da parte delle istituzioni nei loro confronti”.
primabiella.it, 9 luglio 2022
Aveva un tumore e soffriva molto, morì nell’agosto 2016. La denuncia presentata da un altro recluso. Tre sono stati assolti con la formula “perché il fatto non sussiste”. Nei confronti del quarto è stato disposto il non doversi procedere.
di Stefania Valbonesi
stamptoscana.it, 9 luglio 2022
Una bellissima iniziativa, una tavola rotonda che si è svolta attorno ad uno dei libri fondamentali per la comprensione del mondo del carcere in Italia, si è tenuta stamattina al Giardino degli Incontri a Sollicciano, alla presenza di alcuni dei protagonisti di un panorama variegato e complesso, dove non si può e non si deve perdere, come titola il libro di Alessandro Margara, “La giustizia e il senso di umanità”, la consapevolezza dell’umanità dei detenuti.
di Giovanni Canzio
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2022
“Giustizia mediatica”, di Vittorio Manes. La postmodernità ha reso complicato e controverso il rapporto fra la categoria del tempo e la funzione di giustizia. Questa si muove lungo cadenze dialettiche, attente all’esame dei casi e delle questioni, alla scelta e alla spiegazione delle ragioni della migliore soluzione, che l’urgenza di deliberare, comunque e in fretta, rischierebbe di condizionare negativamente quanto a equità, autorevolezza e stabilità della decisione. Ne è dunque evidente lo scarto di paradigma del linguaggio e della comunicazione rispetto al comune agire quotidiano, che, appare orientato intorno al “presente continuo” e al “tutto accade ora”. Ed è proprio nella morsa di questa contraddizione che s’annida il nucleo del conflitto fra l’attesa di giustizia e il diritto applicato.
di Gianluca Diana
Il Manifesto, 9 luglio 2022
Nell’ambito delle serate del Cinema in piazza, a Roma, la giornalista e documentarista ha presentato il suo lavoro sui centri di detenzione in Libia. L’attesa a tratti senza fine dei migranti rinchiusi nei centri di detenzione in Libia, si è palesata durante la serata di ieri a Roma nella rassegna “Il Cinema In Piazza” organizzata dal Piccolo America. L’occasione si è concretizzata con la visione di “Libya: No Escape From Hell”, documentario prodotto da Arte e Magneto e realizzata dalla giornalista e documentarista Sara Creta presente alla proiezione. Assieme a lei sul palco anche uno dei protagonisti del documentario, il sudsudanese Michael Magok, oltre ai rappresentanti delle due organizzazioni che hanno reso possibile il tutto, ovvero Medici Senza Frontiere con un suo operatore e Claudio Paravati, direttore del mensile Confronti.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 9 luglio 2022
Il numero delle persone che si trovano in una condizione di “povertà assoluta” in Italia è quasi triplicato tra il 2005 e il 2021, passando da 1,9 a 5,6 milioni. Le famiglie che si trovano in questa condizione sociale sono raddoppiate da 800 mila a 1,96 milioni. Lo sostiene il Rapporto annuale dell’Istat secondo il quale la povertà assoluta colpisce tre volte di più i minori e i giovani tra i 18 e i 34 anni. Ritratto di un paese costruito sulla precarietà di massa, l’insicurezza sociale e contrattuale, le disparità crescenti dei redditi peggiorati dall’inflazione galoppante. E la politica polemizza ferocemente sul ruolo del “reddito di cittadinanza” nel 2020. Per l’Istat avrebbe impedito l’aumento di 1 milione di poveri.
di Linda Laura Sabbadini*
La Repubblica, 9 luglio 2022
Secondo il Rapporto annuale dell’Istituto di statistica, tutte le forme di diseguaglianza sono cresciute. Ma il Paese può vincere questa ennesima sfida.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 9 luglio 2022
Oggi almeno ottocentomila ragazzi e bambini, compagni di banco dei nostri figli, si trovano incastrati da quella legge del 1992, che privilegia i vecchi principi dello ius sanguinis.
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