di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
La missione di Brambilla a San Siro, Corvetto e Rogoredo. La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha incontrato i vertici delle istituzioni e visitato i quartieri più difficili: “Serve prevenzione, sport e cultura”. Gli sforzi in campo sono tanti ma “il disagio e il fenomeno della devianza giovanile sono talmente complessi, radicati e profondi, che quegli sforzi non bastano ancora”. La pressione si sente a maggior ragione nelle metropoli: “Milano è ormai un hub internazionale dell’accoglienza, del turismo e dell’istruzione, con nove università, oltre che dell’economia. L’attrattività fa lievitare i numeri e non possiamo che rallegrarcene. Ma i cittadini non devono pagare il costo sociale dello sviluppo, soprattutto in alcuni quartieri: degrado, mala movida, spaccio, criminalità. I minorenni risultano purtroppo sempre più nel ruolo di protagonisti”.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 28 novembre 2025
L’incarcerazione femminile cresce più degli uomini, nel mondo e in Italia. I dati dell’Onu mostrano un sistema che ignora le sue vulnerabilità. Il numero di donne incarcerate nel mondo sta correndo più veloce di qualunque previsione. Gli esperti parlano apertamente di una “crisi globale”: secondo le serie statistiche dell’Unodc e della World Female Imprisonment List dell’Icpr, le detenute crescono a un ritmo quasi triplo rispetto agli uomini. Se la curva resterà invariata, si supererà la soglia del milione. Dal 2000 a oggi la popolazione detenuta femminile è aumentata del 57%, contro il +22% di quella maschile, con un impatto enorme su violenze sessuali, salute, lavoro obbligato e condizioni materiali.
di Redazione Radio Rebibbia
Il Dubbio, 28 novembre 2025
Saranno gli algoritmi a decidere chi può uscire e chi no dopo, mentre si costruiscono nuove celle per far fronte al sovraffollamento. Quando le soluzioni sono ben altre. Oggi ce ne andiamo in giro, viaggiamo. Per provare a capire cosa potrà accadere qui da noi, dentro questo carcere. Partiamo - ovviamente non facciamo sul serio - ed arriviamo a Londra, esattamente in un quartiere a sud-ovest del centro: Wandsworth. Lì c’è un carcere. Grande, enorme. Non orrendo come Rebibbia ma anche lì c’è uno spaventoso sovraffollamento. Secondo i giornali inglesi, tre settimane fa, in quell’istituto sarebbe accaduto un fatto che loro definiscono gravissimo: “per sbaglio” due detenuti sono stati rilasciati anticipatamente. I media scrivono proprio così: per errore. Non ne avrebbero avuto diritto.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 28 novembre 2025
Tra Cisgiordania e Gaza le violenze di soldati e coloni. E l’Europa immobile chiede “stabilità”. I militari israeliani ripresi in un video mentre uccidono due palestinesi con le mani alzate. Una moschea data alle fiamme nel villaggio palestinese di Biddiya, città sotto assedio (Tulkarem, Tubas, Jenin), migliaia di sfollati e decine di arrestati, cento ulivi sradicati nella comunità di Kafr Malik e raid aerei: la giornata di ieri in Cisgiordania è specchio fedele delle politiche ufficiali e ufficiose con cui (da due anni con maggiore intensità) Israele avanza metro per metro nel territorio occupato. Un mix di azioni affidate ai due bracci esecutivi, l’esercito e il movimento dei coloni, e che ieri il ministro della difesa Israel Katz diceva necessarie a impedire un’escalation in Cisgiordania. Lo stesso ministro che due giorni fa definiva gli attacchi dei coloni “disturbo dell’ordine pubblico”, non atti di terrorismo quali sono.
La Repubblica, 28 novembre 2025
“L’Ambasciatore d’Italia a Caracas Giovanni De Vito ha effettuato oggi a Caracas una visita consolare al cittadino italiano Alberto Trentini durante la quale ha potuto incontrare anche un altro detenuto, Mario Burlò”. Lo fa sapere la Farnesina in un comunicato. “L’Ambasciatore ha riferito alla Farnesina di aver trovato il signor Trentini in condizioni di umore migliori rispetto alla volta scorsa. La visita è stata effettuata nell’ambito dell’azione politica e diplomatica che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani stanno costruendo da mesi per portare alla liberazione di tutti i cittadini italiani detenuti”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 27 novembre 2025
Un educatore si è suicidato nella casa circondariale di Cremona. Il fatto riaccende una luce sulle grandi difficoltà di questo lavoro, a forte rischio burnout. Davide Longhi (Sol.co Cremona): “La cura di chi cura, in un ambiente come il carcere, diventa ancora più importante”. Ulderico Maggi (Comunità di Sant’Egidio): “Il lavoro di educatore in carcere comporta uno stress emotivo altissimo, oltre il burnout”. Sonia Caronni (Cnca): “Del burnout degli educatori si ha contezza, ma non si prevedono interventi. Per esempio per i funzionari giuridico-pedagogici non è prevista supervisione”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 novembre 2025
La Corte suprema respinge il ricorso del ministero della Giustizia e autorizza la visita del figlio, anche lui recluso: l’affettività familiare può essere negata solo per ragioni concrete di sicurezza. Un video su TikTok pubblicato dai nipoti. Un detenuto al 41 bis che, durante un colloquio, dimostra di conoscerne l’esistenza. Il sospetto immediato: ha canali di comunicazione illeciti con l’esterno. La conseguenza: stop ai colloqui visivi con il figlio, anche lui detenuto. Ma la storia finisce in modo diverso da come si potrebbe immaginare. La Cassazione, con la sentenza n. 3113 depositata il 17 novembre scorso, respinge il ricorso del ministero della Giustizia e conferma il diritto di Francesco Stimoli, 64 anni, detenuto in regime di carcere duro, a vedere suo figlio faccia a faccia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 novembre 2025
“Gli indennizzi liquidati per riparazione per ingiusta detenzione nell’intero anno 2024 sono pari a 26,9 milioni di euro. Dal 1° gennaio 2025 al 31 ottobre 2025 sono state accolte 535 per un importo complessivo a carico dell’Erario pari ad euro 23.850.925,00. In particolare, i dati più alti si registrano presso la Corte di Appello di Reggio Calabria con 77 indennizzi liquidati per 5.486.000,00 euro e presso la Corte di Appello di Catanzaro con 126 indennizzi per un importo di 4.311.000,00 euro. A seguire Palermo con 32 istanze liquidate per un importo di 2.905,000,00 euro e Roma con 40 istanze liquidate per un importo di 2.552,000,00 euro.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 27 novembre 2025
La data del referendum indicata da Nordio è una forzatura rispetto alle norme. Se si accorciano i tempi della raccolta delle firme si rischia lo strappo col Colle. Era già tutto previsto. Annunciato nei comizi, il premierato risuscita anche nell’agenda parlamentare. Annunciata, a sconfitta ancora calda nel Sud, la legge elettorale, ecco la sollecitazione da parte del presidente del Senato. L’ultimo tassello della “grande forzatura” lo esplicita il guardasigilli Carlo Nordio: “Il referendum sulla giustizia si terrà entro la prima metà di marzo, secondo i nostri calcoli”. E allora, per capire calcoli e strappi anche su questo terreno, occorre partire dalla norma, e da una lunga consuetudine.
di Alberto Cisterna
Il Manifesto, 27 novembre 2025
La domanda delle domande è sempre quella; se la separazione delle carriere, alla fine, non sia altro che un primo passaggio per attestare la maggioranza politica di turno nella cittadella giudiziaria. Gli occhi sono sempre puntati sul pubblico ministero di cui la riforma Nordio prevede l’espulsione dall’unitario ordinamento giudiziario per dare vita a quella che il professor Ferrua ha di recente definito un’autocrazia irresponsabile. Ovviamente una provocazione, ma che punta l’indice sulle norme della legge costituzionale su cui più acuti sono i timori del fronte del No e più prodighi di rassicurazioni gli esponenti del Sì. Si vedrà. Ma guardiamo oltre.
- Nel procedimento di prevenzione, la separazione delle carriere è già una necessità
- “Altro che separazione delle carriere, senza di noi giustizia al collasso”
- “Il reato di femminicidio è inutile, illogico e di difficile applicazione”. Parla la prof. Elena Mattevi
- Legge sul consenso, maggioranza in tilt
- Perché la violenza non ammette cavilli











