di Ilenia Pistolesi
La Nazione, 28 novembre 2025
La battaglia legale di un uomo che non riusciva a incontrare la compagna. Ma a ottobre la coppia si è sposata cambiando le carte in tavola. Si chiude con una vittoria legale la lunga battaglia di un detenuto del carcere di Volterra per vedersi riconosciuto il diritto al colloquio intimo con la propria compagna, sancito da una storica sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2024 che riconosce il diritto di tutti i detenuti a fruire di colloqui intimi, senza controllo né auditivo né visivo, con la propria moglie o convivente. Con un’ordinanza dello scorso 19 novembre, il magistrato di sorveglianza di Pisa ha accolto il reclamo e ha ordinato alla direzione dell’istituto penitenziario del colle etrusco di organizzare l’incontro riservato entro trenta giorni.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
“Non vedo le sbarre tra me e loro”. Papa Francesco, visitando i carcerati, diceva: “Potrei essere qui io al posto loro”. È capitato di pensarlo anche a lei? “Sempre. Ci penso sempre. Non potrei fare questo lavoro diversamente. Mi colpì moltissimo la frase di un docente nell’anno di tirocinio in più carceri alla scuola superiore dell’esecuzione penale: “Ricordatevi che ciò che vi divide dai detenuti non sono sbarre di ferro: è carta velina”. Aveva ragione. È carta velina. Talmente sottile che...”.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
Il portiere della nazionale di calcio e del Milan con Simone Tiribocchi nel teatro della struttura di Bollate. La fabbrica, gli allenamenti non pagati, i limiti da affrontare: “Nella vita devi sempre parare i colpi”. Il teatro del carcere di Bollate sembra una nave ferma in mezzo al buio. Tre poltrone color sabbia sul palco, un cono di luce che le isola, e sotto - in platea - decine di detenuti seduti in silenzio, come se stessero trattenendo il fiato. Quando entra Laura Giuliani, la stanza si compatta. Non è un ingresso trionfale, non ci sono musica né applausi. È solo una donna che cammina verso una sedia. Il modo in cui lo fa è già un messaggio.
ansa.it, 28 novembre 2025
Ciambriello, “generare umanità, responsabilità e speranza”. Questa mattina, presso i locali della Parrocchia San Francesco Caracciolo, a Miano, si è tenuto l’evento conclusivo di “Un’altra chance”, progetto promosso dalla Cooperativa “Il Quadrifoglio”, finanziato da Cassa Ammende e dalla regione Campania in collaborazione con l’Ufficio del Garante campano delle persone private della libertà personale, l’Ufficio Uiepe ed il Provveditorato campano dell’amministrazione penitenziaria. Il percorso, avviato lo scorso aprile si è concluso coinvolgendo 11 persone in esecuzione penale esterna presso la Parrocchia di Miano e 10 ristretti del Padiglione Firenze del Carcere di Poggioreale. “Un’altra chance” è stato strutturato in più fasi: partendo dall’orientamento e dal bilancio delle competenze individuali, sono state proposte ai partecipanti attività mirate al sostegno della genitorialità nonché al recupero/rafforzamento delle competenze informatiche di base.
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
Domenica 30 novembre nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Brera. Il coro riunisce persone con un passato di detenzione o tuttora sottoposte a misure alternative e impegnate in un percorso di reinserimento. Le voci e la musica di chi è stato in carcere, di chi lotta per uscire dalla dipendenza, e magari ora cerca un lavoro, una casa, una nuova strada per la sua vita: ma intanto canta, con i volontari e le volontarie del Coro Amici della Nave, domenica 30 novembre alle 20.30 nella chiesa di Santa Maria del Carmine (piazza del Carmine, Brera) a favore di Medici con l’Africa Cuamm.
di Ivana Di Giugno
gnewsonline.it, 28 novembre 2025
“Specchio insopportabile e maledetto. Volgevo lo sguardo altrove pur di non vedere quella faccia riflessa che ogni mattina mostravi, ma tu, impietoso, mi affliggevi, esibendo il volto di un detenuto”. Sono le parole dell’Amico riflesso, uno dei tre testi vincitori della diciottesima edizione del Premio Carlo Castelli, il principale concorso letterario per le persone ristrette nelle carceri del territorio nazionale, promosso dalla Federazione Nazionale Italiana Società San Vincenzo de’ Paoli, presieduta da Paola Da Ros, con il patrocinio del Ministero della Giustizia, della Camera dei Deputati, e del Senato della Repubblica.
di Sofia Antonelli
L’Unità, 28 novembre 2025
Il governo usa il pugno di ferro. I media gridano all’allarme. Ma quando si parla di giustizia minorile, a restare in silenzio sono proprio i diretti interessati. Confinati dietro statistiche e slogan. Nasce così “Cattivi. Le carceri dei ragazzi viste da dentro”, il podcast che racconta il sistema penale minorile attraverso le storie, e la voce, di chi l’ha vissuto. Si parla molto, in questi tempi, di giustizia minorile. Ne parla il Governo, sostenendo politiche dal pugno duro, spingendo per una deriva sempre più punitiva. Ne parla la stampa, adottando toni allarmistici e semplificazioni, contribuendo a creare un clima di crescente insicurezza. Come spesso succede, a rimanere in silenzio sono i diretti interessati. I ragazzi e le ragazze coinvolti nei percorsi di giustizia penale, lasciati ai margini della conversazione, dietro statistiche e slogan, ridotti a categorie astratte. Coloro che più di tutti vivono le conseguenze delle scelte politiche e del racconto mediatico, raramente trovano spazio per esprimersi, per condividere ciò che significa davvero entrare in contatto con il sistema penale in giovane età.
di Benedetta Marchetti
triesteallnews.it, 28 novembre 2025
Le strutture carcerarie italiane sono notoriamente segnate da criticità storiche: sovraffollamento, infrastrutture obsolete e carenze nei percorsi trattamentali instaurano in molti casi un clima di disagio e tensione, che investe tanto i detenuti quanto il personale. Una situazione d’instabilità diffusa, che frequentemente degenera in episodi violenti o, nei casi peggiori, in tragedie quali suicidi e rivolte. Preoccupanti i dati emersi dal rapporto “Space I” del Consiglio d’Europa: nel 2024, la popolazione carceraria italiana è cresciuta del 7,8%, per una media di 118 detenuti a fronte di 100 posti disponibili. Ma il nostro Paese, oltre a registrare un tasso di crescita dei detenuti tra i più elevati in Europa, deve rendere conto di un altro allarmante fenomeno: l’incremento dei suicidi in carcere.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
Violenza sulle donne e il rinvio della legge sul “consenso libero e attuale”. Perché il timore delle false denunce è solo un pretesto. L’argomento con cui si rifiuta il voto per il “consenso libero e attuale”, consiste nell’idea che questa legge comporterebbe abusi non riconoscibili. Salvini ha ipotizzato vendette su vendette di donne offese che denunciano stupri mai avvenuti per rivalersi di una offesa sentimentale. Intanto cominciamo col dire che una legge stabilisce un principio. Poi caso per caso, ci saranno i giudici, gli avvocati e chi per loro a decidere se la denuncia sia vera o falsa.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 28 novembre 2025
Il potere comincia quando l’uomo (maschio e femmina: l’essere umano) dice: “È mio”. Il Signore degli Anelli, caro alla variopinta destra di governo, è la storia di uomini e mostriciattoli che, uno dopo l’altro, ammaliati dall’anello del potere che li fa sospirare e dire “è mio, il mio tesoro”, fanno guerre e scelleratezze solo per poterselo accaparrare, infilare al dito, e usarlo per fare qualunque cosa, illudendosi di esserne padroni, senza rendersi conto di esserne schiavi. Tolkien, per quasi mille pagine, non racconta che questo: lo sconquasso che succede quando qualcuno o qualcosa dice “è mio”.
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