di Ivana Di Giugno
gnewsonline.it, 14 aprile 2026
Quadri scenici costruiti per stimolare una riflessione su temi inerenti alla giustizia riparativa sono alla base della rappresentazione di Vola pensiero mio, lo spettacolo scritto e diretto da Antonio Turco, ex educatore della Casa di Reclusione di Rebibbia, oggi coordinatore del gruppo di lavoro “Persone private della libertà” del Forum nazionale terzo settore. La performance vede come protagonista la Compagnia Stabile Assai, con la partecipazione musicale della band Mario Donatone & Bluesman Latino e del coro World Spirit Orchestra, diretto dallo stesso maestro Donatone e guidato dalla vocalist Giò Bosco.
di Pierluigi Panza
Corriere della Sera, 14 aprile 2026
La prima era stata “aperta” in dicembre a Milano, davanti a San Vittore, firmata da Michele De Lucchi. Ora per il carcere Nerio Fischione di Brescia è stata inaugurata la seconda Porta della Speranza, questa volta progettata da Stefano Boeri. Il progetto della Santa Sede su scala nazionale. È stata inaugurata presso la Casa Circondariale Nerio Fischione di Brescia la seconda “Porta della Speranza”, firmata da Stefano Boeri. Fa parte del progetto promosso da Fondazione Gravissimum Educationis, con il patrocinio di Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, in collaborazione con Ministero della Giustizia e altri partner e segue quella di Michele De Lucchi realizzata presso il carcere di San Vittore di Milano alcuni mesi fa.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 14 aprile 2026
La poesia conosce i segreti più profondi dell’animo umano e li porge alla coscienza con un senso sacro del ritmo e del suono. Chi conosce e pratica la poesia rifugge dal linguaggio semplificato e brutale delle armi. In questi giorni di una Pasqua di guerra vorrei ricordare la forza della poesia, perché dove suonano le parole profonde della poesia non suonano le voci rauche e furibonde delle armi. “Sei ancora quello della pietra e della fionda/uomo del mio tempo”, scriveva Quasimodo rivolgendosi ai suoi contemporanei. “Eri nella carlinga con le ali maligne, le meridiane di morte /ti ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche… /...ti ho visto: eri tu con la tua scienza esatta/ persuasa allo sterminio, /senza amore, senza Cristo…”.
di Carlo Valentini
Italia Oggi, 14 aprile 2026
Purtroppo adesso sono giustificate sia pure per opposte ragioni. Ma le vittime delle crisi che stanno insanguinando il mondo non scuotono più le coscienze, diventate impermeabili verso i corpi lasciati sul terreno dagli assalti terroristici (come gli oltre mille uccisi nell’attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre), dalle reazioni sconsiderate (come gli oltre 70mila uccisi dall’esercito israeliano a Gaza, Cisgiordania, Libano), dalle crisi locali (come i 2 milioni, compresi i feriti, che è finora costata ai due contendenti la guerra in Ucraina). La vita sembra non avere quasi più valore, come nel tempo remoto quando i condottieri formavano le legioni e mandavano all’assalto le truppe, quasi incuranti della loro, a volte, decimazione.
di Antonella Mariani
Avvenire, 14 aprile 2026
La misoginia online è diventata una normalità e sempre di più conquista giovani maschi fragili. Ma dietro il ruolo di influencer e algoritmi ci sono soprattutto grandi interessi economici. L’ex poliziotto francese Cédric Prizzon, 42 anni, all’inizio di aprile ha confessato di aver ucciso la ex moglie e l’attuale compagna; una petizione popolare in Francia ora chiede che l’inchiesta venga affidata alla Procura antiterrorismo, perché esistono evidenze secondo le quali l’uomo è stato incitato a compiere il duplice omicidio da gruppi online appartenenti alla cosiddetta manosfera. Già l’anno scorso l’antiterrorismo d’Oltralpe aveva aperto per la prima volta una procedura legata alla galassia incel, incriminando un 18enne sospettato di pianificare aggressioni all’arma bianca contro le donne.
di Elisabetta Ambrosi
Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2026
Intervista a Samah Karaki, biologa esperta in neuroscienze e fondatrice del “Social Brain Institute” a proposito del suo ultimo libro “L’empatia è politica. Regole sociali e biologia dei sentimenti” (Add editore). “Quando dico che l’empatia non è una bussola morale affidabile, intendo che non si distribuisce in modo uguale. È attratta da ciò che è vicino, simile, visibile e narrabile. Si rivolge più facilmente a un bambino di cui conosciamo il nome che a migliaia di morti anonimi. Per questo reagiamo maggiormente a una vittima individuale rispetto a una massa statistica”. Samah Karaki è una biologa esperta in neuroscienze e fondatrice del “Social Brain Institute”.
garantedetenutilazio.it, 14 aprile 2026
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, giovedì 9 aprile si sono recati in visita di monitoraggio al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Roma Ponte Galeria. Ad accogliere la delegazione la dirigente della Polizia di stato, Anna Sbardella, e Walter Russo, direttore dell’ente gestore, Ekene onlus. Al momento della visita nel Cpr erano presenti 80 persone trattenute, 75 uomini e cinque donne, che la delegazione ha potuto incontrare nelle rispettive sezioni, iniziando dalla sezione femminile, dove ha incontrato una donna nigeriana in lacrime perché non riusciva a contattare i propri figli, dopo aver saputo che si trovavano in carcere dalla mattina. Come ha spiegato il direttore del Cpr, diverse associazioni di volontariato accedono regolarmente al Centro per prestare assistenza e supporto ai trattenuti e non ci sono particolari criticità con un numero di presenze - come quello attuale - inferiore alle 85 unità. In gran parte i trattenuti arrivano dal carcere, alcuni dal territorio, pochi i trasferiti da altri centri, per lo più in caso di rimpatri andati a vuoto all’ultimo momento.
di Errico Novi
Il Dubbio, 13 aprile 2026
L’Anm e i partiti aprono al “tavolo” proposto dal viceministro Sisto. Greco: “Disponibilità da accogliere con favore, l’avvocatura darà il proprio contributo”. Doveva essere uno scenario post bellico. Solo macerie. Il garantismo come sfida persa e impraticabile. Ma non è così, e a dimostrarlo è il dialogo ravvivato questa mattina, all’incontro promosso dal Dubbio e dal Cnf alla Sala Capranichetta di Roma nel quale avvocatura, magistratura e politica hanno risposto a un quesito: “Quale giustizia dopo il referendum”. Alla fine, c’è una certezza: tutte le parti sono pronte a sedersi attorno a un tavolo. “E il ministero potrà essere il luogo del confronto”, assicura il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Il guardasigilli Carlo Nordio promuoverà questa nuova fase, sarà lui a dettare i tempi, e posso dare per scontato che lo farà immediatamente”.
di Antonio Patrono
Il Fatto Quotidiano, 13 aprile 2026
Il risultato più soddisfacente dell’esito del referendum è che per parecchi anni almeno non sentiremo più parlare della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, mantra ossessivo di alcuni avvocati convinti che quando i giudici danno ragione ai pm lo fanno perché condizionati da loro, e di alcuni politici convinti che ciò sia anche alla base delle condanne pronunciate contro di loro. E però, poiché tutti, vincitori e non, dichiarano a gran voce che comunque la giustizia ha bisogno di riforme, il che è certamente vero, conviene capire in che direzione debbano andare per essere efficaci nell’interesse dei cittadini. Lascia perplessi la circostanza che l’attenzione continua ad essere focalizzata su riforme future che riguardano non la giustizia ma i magistrati, come se fossero loro il problema.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 aprile 2026
Decisione rinviata dopo la richiesta del ministero: al centro gli obiettivi Pnrr e le scoperture negli uffici. Via libera per due magistrati del settore penale. Mettete via le valigie: per i magistrati che sognano un posto al ministero della Giustizia la strada si fa in salita. Almeno fino al 30 giugno, data cruciale per gli obiettivi del Pnrr, via Arenula sembra intenzionata a tirare il freno a mano sui fuori ruolo. Il senso del rinvio di cinque pratiche per altrettanti magistrati, per i quali il ministero della Giustizia aveva chiesto il collocamento fuori ruolo presso Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi del ministero (Manuela Andretta), il Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia (Valeria Spagnoletti), l’Ispettorato generale (Alessandro Cento e Caterina Condò) e il Dipartimento per gli affari di giustizia (Maria Francesca Cerchiara) è tutto qui: non si possono svuotare i tribunali civili mentre l’Europa ci chiede di correre.
- Torino. Il Comune arruola l’ex direttore Pietro Buffa: aiuterà gli ex detenuti a non tornare in carcere
- L’Aquila. Oltre le sbarre dell’Ipm, l’analisi sul disagio dei detenuti e il ruolo del territorio
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