di Elisa Forte
La Stampa, 13 aprile 2026
La psichiatra Stefania Andreoli e il romanzo sulla violenza giovanile: “La famiglia dialogante ha falle significative”. Le baby gang seminano paura nelle città. Le coltellate sono arrivate in aula, fino ai banchi di scuola. E le famiglie normali? Dalla realtà alla finzione. Vi portiamo in una storia stile Adolescence. Qui, il coltello viene usato in una villetta con il giardino curato, in una famiglia che tutti avrebbero indicato come la migliore del quartiere. Stefania Andreoli, psicoterapeuta dell’adolescenza tra le più ascoltate d’Italia, ha smesso di aspettare e ha scritto un romanzo. Si chiama Un’ottima famiglia (Rizzoli). Ed è più inquietante della cronaca. Perché i Costa, i protagonisti, sono “esemplari”. Non picchiano. Non trascurano. Amano. Male.
di Nicoletta Labarile
Il Sole 24 Ore, 13 aprile 2026
Contare per rendere visibile ciò che rimane nell’ombra. Contare per indirizzare le politiche e fare dell’inclusione una pratica concreta. La notte del 26 gennaio più di 6mila volontari hanno contribuito alla realizzazione di “Tutti contano”, il primo censimento delle persone senza fissa dimora in quattordici città italiane. Realizzata da Istat in collaborazione con Fio.Psd-Ets, la federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, la rilevazione segna un primato in Italia e restituisce numeri e storie di chi vive ai margini: uomini, donne e giovani che hanno fatto di un portico, un giaciglio di stracci, un cartone o una tenda la loro casa.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 13 aprile 2026
La pena di morte non muore mai. Anzi: in alcuni stati il numero delle esecuzioni continua a crescere. E si allunga persino la lista di Paesi che applicano la condanna più dura. Da ultimo con la legge appena approvata in Israele, che prevede la pena di morte per i soli palestinesi condannati per “terrorismo”. E prima ancora con il cambio di rotta degli Stati Uniti, che dopo la flessione impressa dall’amministrazione Biden hanno rimesso in moto la macchina della morte appena Donald Trump ha messo piede alla Casa Bianca.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 13 aprile 2026
“La pena capitale è uno strumento essenziale per scoraggiare e punire coloro che commetterebbero i crimini più atroci e gli atti di violenza letale contro i cittadini americani”. È così che si apre l’ordine esecutivo pubblicato dalla Casa Bianca il 20 gennaio 2025 dal titolo: “Ripristinare la pena di morte e tutelare la pubblica sicurezza”. “Eppure”, prosegue, “per troppo tempo, i politici e i giudici che si oppongono alla pena di morte hanno sfidato e sovvertito le leggi del nostro Paese”. Il documento quindi si premura di chiarire che “la politica degli Stati Uniti è quella di garantire che le leggi che autorizzano la pena capitale siano rispettate e fedelmente attuate e di contrastare i politici e i giudici che sovvertono la legge ostacolando e impedendo l’esecuzione delle condanne capitali”. In base a questo indirizzo politico “il Procuratore Generale dovrebbe perseguire la pena di morte per tutti i crimini di gravità che ne richiedono l’uso”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 aprile 2026
Macabri festeggiamenti si svolti nel Parlamento israeliano due settimane fa quando è stata approvata la legge che autorizza i tribunali militari a ricorrere alla pena di morte con impiccagione per gli atti terroristici commessi (solo) dai palestinesi in Cisgiordania. Nella Knesset la controversa legge ha ottenuto 62 voti a favore - compreso quello del premier Benjamin Netanyahu -, mentre i voti contrari sono stati 48. Un successo per il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben Gvir. Il suo partito, “Otzma Yehudit”, si è battuto a lungo per far passare in via definitiva il provvedimento. La legge ha ottenuto il sostegno del partito di opposizione di Avigdor Lieberman. Dopo il voto finale, che ha richiesto circa dodici ore di dibattito, Ben Gvir ha offerto dolcetti e champagne ai colleghi di partito e agli altri componenti della coalizione di governo. In base alla nuova legge, i residenti della Cisgiordania che uccidono un israeliano “con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele” verranno condannati a morte. La pena è riducibile all’ergastolo in casi particolari. Le esecuzioni per impiccagione devono avvenire entro 90 giorni dalla sentenza, senza possibilità di appello.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 aprile 2026
Sin dalla sua fondazione nel 1979, la Repubblica Islamica dell’Iran ha eletto la pena di morte a pilastro della propria architettura politica. Sebbene la Carta fondamentale non la citi esplicitamente, l’articolo 4 della Costituzione stabilisce che la legge islamica sia la fonte suprema di ogni legislazione. È la Shari’a, la “giusta strada”, a tracciare i confini tra la vita e la morte, punendo con il patibolo non solo crimini violenti, ma anche blasfemia, apostasia, adulterio, omosessualità e “cospirazione contro il governo”, qualunque cosa significhi. Oggi, questo sistema ha portato l’Iran a essere il primo boia al mondo, con autorità che mostrano un totale disprezzo per la vita umana.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 aprile 2026
La mobilitazione del No ha vinto con appelli alla “pancia dell’elettorato”. ma l’agenda dei penalisti non cambia: priorità a carceri e carriere separate per via ordinaria. Intervista a Francesco Petrelli, Presidente dell’Ucpi.
di Giuseppe Spadaro*
Il Dubbio, 12 aprile 2026
L’ascolto del minore non nasce nelle aule di giustizia, ma si inserisce in una dimensione più ampia che attraversa la famiglia, la scuola e la società nel suo complesso. Vi sono giornate che, più di altre, impongono a chi opera, come il sottoscritto, nella giurisdizione minorile da molti anni non soltanto di esercitare una funzione, ma di interrogarsi sul senso più profondo del proprio agire e la giornata dedicata all’ascolto del minore celebrata per la seconda volta oggi 9 aprile 2026, entra certamente nel novero di questa categoria. Essa costringe a tornare a ciò che, a mio avviso, dovrebbe essere l’origine stessa del nostro compito di adulti prima ancora che di operatori del diritto, che è quello di dare voce a chi, troppo spesso, voce non ha o non riesce ad esercitarla in modo effettivo.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 12 aprile 2026
Parte dal caso-Scarpinato la sensibilizzazione sulle tante cause alle testate. Tra civile e penale, provano a far tacere l’informazione: in piazza il 25 aprile. Non c’è solo l’ennesima querela di un potente ex magistrato, Roberto Scarpinato, oggi esponente del Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte in Senato. I giornalisti italiani, scivolati nelle parti basse della classifica della libertà di stampa secondo Reporter Sans Frontières, devono fare il loro lavoro di inchiesta quotidiana dribblando continue minacce. Quelle delle querele temerarie e intimidatorie che provano a scoraggiare chi scrive, certo.
Gazzetta del Sud, 12 aprile 2026
I giudici di legittimità annullano il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. Si profila un nuovo giudizio dopo il monito della Corte Europea. La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha rimescolato le carte sul destino detentivo di Teodoro Crea, lo storico boss della ‘ndrangheta di Rizziconi. I giudici di piazza Cavour, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Pasquale Loiacono, hanno annullato l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva confermato la permanenza del detenuto al regime di 41-bis nel carcere di Opera. Al centro della disputa legale non c’è la caratura criminale dell’uomo, considerato il vertice indiscusso dell’omonima consorteria, ma il bilanciamento tra le esigenze di sicurezza dello Stato e il diritto alla salute. La Suprema Corte ha infatti rinviato gli atti a Milano per un nuovo giudizio, imponendo una valutazione più approfondita sulla compatibilità tra le precarie condizioni fisiche dell’anziano detenuto e il rigido protocollo del carcere duro.
- Belluno. La denuncia del Garante: “A Baldenich carcerati come animali”
- Trieste. Carcere al collasso: sovraffollamento, carenza di personale e allarme diritti
- Rovigo. Carcere minorile: la prima rivolta e tentata evasione
- Palermo. Carcere Pagliarelli, formazione per le detenute
- Giarre (Ct). Protocollo d’intesa per il recupero dei detenuti









