di Marco Perduca
Il Manifesto, 26 novembre 2025
Durante la Contro-conferenza sulle droghe autoconvocata a Roma dalla società civile in contrasto con quella del governo Meloni, il cinema Troisi ha proiettato il docu-film All The Beauty And The Bloodshed in cui Laura Poitras racconta la vicenda di Nan Goldin. Dieci anni fa, l’artista di fama mondiale, già dipendente dal painkiller OxyContin, aveva denunciato la famiglia Sackler, proprietaria della Purdue Pharma che lo produceva, affinché pagasse per l’epidemia di oppioidi favorita dall’inizio degli anni 2000. Il film, del 2022, finisce con una parziale buona notizia.
di Giancarlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 26 novembre 2025
Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, sostiene con forza il disegno di legge (ddl Valditara) che vieta ogni attività scolastica legata ai temi della sessualità nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, e subordina al consenso scritto dei genitori la partecipazione degli allievi a tali attività nelle scuole secondarie. Valditara è professore ordinario di Diritto romano nell’università. Conosce bene quindi la grande cultura dell’antica Roma, che ci ha lasciato, solo per fare pochi esempi nel campo umanistico, Cicerone con il suo De Republica, Tacito con gli Annali, Tito Livio con la monumentale storia di Roma.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 26 novembre 2025
La vice procuratrice dell’Aja, Khan, presenta al Consiglio di Sicurezza il rapporto sulle indagini in Libia e annuncia nuovi mandati d’arresto. Usa, Francia e Gran Bretagna la sostengono, la Russia no. Il generale libico Osama Njeem Almasri, ex direttore della polizia giudiziaria libica e responsabile del carcere di Mitiga, accusato di omicidio, tortura e violenze sessuali, rimane destinatario di un mandato di arresto internazionale, ai sensi della Risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite. Lo ribadisce il trentesimo rapporto della Procura della Corte penale internazionale sulla Libia, relativo al periodo compreso fra maggio e novembre 2025.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 novembre 2025
“Caro Parlamento” è il libro firmato dal primo Collegio nazionale composto da Mauro Palma, Daniela de Robert ed Emilia Rossi. Un testamento civile, un diario di bordo, una mappa per orientarsi nel “mondo di dentro”. C’è un libro che non è semplicemente un’opera editoriale. È un diario di bordo, una mappa per chiunque voglia orientarsi nella nebbia fitta dei luoghi dove la libertà, pur limitata, non può mai dirsi del tutto negata. Ed è, soprattutto, una collezione di sette messaggi, accorati e rigorosi, rivolti al cuore pulsante - o talvolta assente - della Repubblica: il Parlamento.
di Angela Stella
L’Unità, 25 novembre 2025
Michele Passione, legale del Garante dei detenuti nei processi per tortura, si era dimesso lamentando mancanza di terzietà e scarsa attenzione del nuovo Collegio alla dignità delle persone private della libertà. Del caso si erano occupati diversi giornali, tra cui il nostro. A luglio l’esposto del presidente Turrini Vita all’ordine degli avvocati di Firenze per violazione del codice deontologico. Un buco nell’acqua. Il Consiglio distrettuale di disciplina dell’ordine degli avvocati di Firenze ha archiviato il 7 novembre l’esposto che il presidente del Collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), l’ex magistrato Riccardo Turrini Vita, aveva presentato lo scorso 24 luglio contro l’avvocato Michele (detto Mimmo) Passione.
di Stefano Anastasìa*
Ristretti Orizzonti, 25 novembre 2025
Dobbiamo essere grati ad Antigone per l’occasione di confronto sul ruolo dei garanti dei detenuti a quasi trent’anni dalla loro ideazione. È un momento delicato per le autorità di garanzia per molti e diversi motivi, di cui anche il nostro mondo soffre, per motivi suoi propri. Il momento delicato precipita su una struttura normativa fragile, sia del Garante nazionale che dei Garanti territoriali, il primo frettolosamente istituito nella contingenza della condanna europea per il caso Torregiani (e di un caso di cronaca che chiamò in causa - maldestramente - l’allora ministra della giustizia Annamaria Cancellieri), i secondi cresciuti in un virtuoso processo dal basso che però non ne ha mai organicamente assestato poteri e funzioni.
casadellacarita.org, 25 novembre 2025
Fin dalla sua nascita, la Casa della Carità si spende affinché le pene siano rieducative, come prescritto dall’articolo 27 della Costituzione italiana. Da molti anni, per esempio, attraverso la sua Biblioteca del Confine, la Casa realizza progetti culturali in collaborazione con la Casa Circondariale di San Vittore. Questi progetti, che ruotano intorno alla lettura e al teatro, hanno il merito di mettere in contatto chi sta dentro il carcere con chi sta fuori, coinvolgendo, oltre alle persone detenute, studentesse e studenti di alcuni licei milanesi.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 25 novembre 2025
Enrico Platania, condannato all’ergastolo nel 1997 per crimini mafiosi, grazie al Progetto Sicomoro ha capito di desiderare la redenzione. Oggi esce per insegnare italiano agli stranieri. “Non conoscevo la storia di Zaccheo raccontata nel Vangelo, ma partecipando al Progetto Sicomoro ho capito che mi riguardava molto da vicino. Anche io come lui ero un malfattore, anche io come lui sono stato raggiunto in maniera inaspettata da uno sguardo di misericordia sul mio passato, e quello sguardo ha accompagnato il percorso di cambiamento che continua ancora oggi”. Enrico Platania è uno dei detenuti che in questi anni hanno partecipato al Progetto Sicomoro, un percorso di giustizia riparativa promosso dall’associazione Prison Fellowship in alcuni penitenziari già prima dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, che dal 2023 ha dato piena cittadinanza a questo strumento complementare al processo penale.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 25 novembre 2025
Oggi, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sarà approvato in via definitiva il ddl sul femminicidio, il governo festeggia ma di problema culturale e sociale non vuole sentire parlare, come testimoniano le recenti dichiarazioni della ministra Roccella e del ministro Nordio sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Anzi, si muove nella direzione opposta con il finanziamento aperto a chi non vuole riconoscere l’autodeterminazione delle donne e le loro libere scelte in materia di aborto.
di Monica D’Ascenzo
Il Sole 24 Ore, 25 novembre 2025
Gli ultimi due tasselli a un quadro normativo già composito sono stati aggiunti: la legge che riconosce il reato di femminicidio, approvata dal Senato il 23 luglio 2025 e oggi al vaglio della Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva; e la legge che modifica l’articolo 609-bis del codice penale introducendo in modo esplicito il consenso libero e attuale come elemento centrale per il reato di violenza sessuale, approvata settimana scorsa dalla Camera all’unanimità e al passaggio oggi al Senato, salvo imprevisti.
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