di Serena Sileoni
La Stampa, 27 novembre 2025
Il controverso caso dell’imam di Torino espulso dal governo. O difendiamo sempre la possibilità di esprimersi, o accettiamo che il discorso d’odio possa essere limitato. Fino a che punto le frasi, anche le più indecenti, possono essere pericolose? Come sempre, la risposta è facile a dirsi, difficile a realizzarsi. A parole, esiste una differenza fra un discorso odioso e un discorso d’odio, che inciti alla violenza e che sia fonte diretta di pericolo. La differenza è nel fatto che le parole, per quanto odiose, non possono da sole essere esplosive. Per essere tali, per compromettere la sicurezza degli altri, devono essere accompagnate da un elemento di violenza che è estraneo alle sola forma verbale. Nei fatti, stabilire però se manifestare un pensiero carico di odio induce a praticarlo, mettendo in pericolo l’ordinato vivere civile, è davvero complicato.
di Stefano Galieni
L’Unità, 27 novembre 2025
Oggi l’udienza di convalida del trattenimento per l’imam della moschea di via Saluzzo a Torino, Mohamed Shahin, prelevato da casa e portato da Torino nel Cpr di Caltanissetta. Cittadino egiziano, regolarmente residente in Italia da 20 anni, due figli minorenni nati qui, una vita da attivista impegnato in questi ultimi anni nelle mobilitazioni per Gaza e la Palestina intera, Shahin sta per essere espulso in Egitto dove rischia la vita. L’avvocato Gianluca Vitale: “Non sappiamo cosa accadrà dopo l’esito dell’udienza per la convalida, che avverrà da remoto. Si rischia di recarsi in Sicilia - magari quando già Mohamed Shahin è in volo, o quando sta per ripartire, perché, nei disegni del Ministero questa è la sentenza già scritta - unicamente per portare i due figli, di 9 e 12 anni a salutare il papà che forse non vedranno più vivo”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 novembre 2025
Due anni dopo la storica sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto il diritto all’affettività per i detenuti, l’amministrazione penitenziaria continua a frapporre ostacoli. Lo dimostrano due recenti ordinanze, entrambe di questo mese, che hanno accolto i reclami di altrettanti detenuti assistiti dall’avvocata Pina Di Credico. In entrambi i casi, le direzioni carcerarie avevano detto no. E in entrambi i casi, i magistrati di sorveglianza hanno dovuto ribadire un principio ormai consolidato: il colloquio intimo non è un privilegio, ma un diritto.
di Marco Cafiero*
progettouomo.net, 26 novembre 2025
Le esigenze di sicurezza si fanno sempre più serrate a discapito delle esigenze di benessere collettivo. Uno scontro titanico che assume gli usuali toni della politica urlata, lontana dai ragionamenti e dalle mediazioni. Siamo ancora vittime dei compromessi, ma mediare sugli interessi collettivi rimane sempre un terreno pericoloso. Oggi la Circolare n. 454011 del 21.10.2025 a firma del DAP - Direttore Generale dei detenuti e del trattamento - giunge inattesa rispetto alle aspettative di inclusione e modifica dello stile di vita dei detenuti.
di Ilaria Donatici
La Ragione, 26 novembre 2025
Le carceri italiane restano un punto cieco del dibattito pubblico. Si interviene solo quando emerge un caso eclatante, mentre il resto scorre sotto traccia. L’ultima pagina del “Diario di cella” di Gianni Alemanno, 313 giorni nel penitenziario romano di Rebibbia, porta alla luce una serie di fatti che non sono opinioni: sovraffollamento oltre ogni soglia, percorsi trattamentali bloccati, strutture al limite. La fotografia è netta. In Italia il sovraffollamento ha raggiunto il 137%, con oltre 63mila persone detenute per poco più di 46mila posti effettivi. A Rebibbia si supera il 152%. Le celle nate per quattro diventano da sei e si valuta di aggiungere una settima branda.
di Angela Stella
L’Unità, 26 novembre 2025
Arrivano altre reazioni alla notizia data da questo giornale ieri relativa all’esposto - poi archiviato dal Consiglio di disciplina dell’Ordine degli avvocati di Firenze - fatto dal Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Riccardo Turrini Vita, contro l’avvocato Mimmo Passione, ex legale del garante dei detenuti nei processi per tortura che aveva osato criticarlo. Ci dice Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd: “Siamo basiti dal comportamento del Garante nazionale. I fatti sono sotto gli occhi di tutti: il sistema penitenziario è una emergenza nazionale ormai ineludibile, eppure il Garante è silente e si occupa d’altro, trovando perfino il tempo di presentare un esposto contro un legale che si è limitato a motivare il proprio allontanamento dall’incarico precedentemente ricevuto.
di Paolo Perazzolo
Famiglia Cristiana, 26 novembre 2025
Ogni anno 100 mila bambini fra i zero e i 6 anni entrano nei penitenziari. Per rendere sereno e non traumatico l’incontro, sono stati istituiti gli “spazi gialli”. E ora c’è la possibilità di donare un abbonamento a Famiglia Cristiana, al Giornalino o un libro ai detenuti e ai loro familiari, affinché sia un momento di gioia. Quante storie si nascondono dietro i volti degli uomini e delle donne detenuti nelle carceri. Storie di dolore, errori e fallimenti, ma spesso anche di desiderio di riscatto, di una nuova vita. Un desiderio che si fa ancora più intenso in quei detenuti che sono padri e madri, che hanno un figlio che li attende al di là delle sbarre, con il diritto pieno di una vita normale, serena, bella. Per sostenere questo anelito di riscatto, in occasione del Giubileo dei detenuti del prossimo 14 dicembre, il Gruppo San Paolo lancia il progetto “Parole di speranza”, che permette a tutti i lettori delle riviste di accompagnare con un gesto concreto il percorso di rinascita di questi fratelli e sorelle.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 26 novembre 2025
Schlein: “Resa dei conti nella maggioranza”. Nordio: “Non affossiamo la norma”. “Ma no, non c’è nessuna volontà del governo di affossare la norma. Per una volta che siamo tutti daccordo”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con il Corriere getta acqua sulle polemiche divampate per la decisione della maggioranza in commissione Giustizia al Senato di aprire una istruttoria sull’introduzione dell’obbligo di consenso libero e attuale delle donne nei rapporti sessuali, invece di mandarla direttamente in Aula per un voto simbolico, nella giornata contro la violenza sulle donne in simultanea con l’introduzione del reato di femminicidio. Battuta di arresto che ha scatenato un putiferio, facendo vacillare anche l’approvazione di quella legge, passata invece infine, alla Camera. Perché ha fatto sospettare alle opposizioni una “retromarcia” del centrodestra da quel patto suggellato da una telefonata Schlein-Meloni che aveva portato il 12 novembre al primo ok unanime alla proposta di legge alla Camera.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 26 novembre 2025
Lontana dai condizionamenti politici dovrebbe per gestire tutto ciò che riguarda la violenza di genere: la fattibilità dei provvedimenti legislativi, la gestione delle risorse, i controlli sulla reattività della magistratura. Un’Authority autonoma, lontana dai condizionamenti politici, per gestire tutto ciò che riguarda la violenza di genere: la fattibilità dei provvedimenti legislativi, la gestione delle risorse, i controlli sulla reattività della magistratura (d’intesa con il Csm). Esperti, e soprattutto esperte, per verificare se e come stanno funzionando le politiche antiviolenza in Italia.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 26 novembre 2025
“Sono adolescenti a metà e con la morte nel cuore, serve un intervento preventivo efficace”. Nelle ultime settimane, alcuni minori hanno commesso reati estremamente gravi, tra cui omicidi, tentati omicidi, violenze sessuali e atti persecutori, con un picco di episodi in Campania. L’ultimo caso riguarda un quindicenne a Napoli, accusato di omicidio aggravato, confermando una tendenza preoccupante che coinvolge sempre più giovani. “Nel dettaglio, dall’inizio dell’anno in Italia i minori accusati di omicidi volontari consumati sono stati 14, di cui 12 italiani e 2 stranieri, mentre per gli omicidi volontari tentati il numero sale a 52 minori, 38 italiani e 13 stranieri.
- Umbria. Dalla Regione un piano di reinserimento detenute e detenuti
- Cremona. Dramma in carcere, educatore suicida nel suo ufficio
- Roma. Caldaie fuori uso e termosifoni rotti: qui a Rebibbia si muore di freddo
- Caserta. L’allarme del Garante dei detenuti sulla gioventù abbandonata e la criminalità minorile
- San Gimignano. “No alla violenza sulle donne”, il carcere aderisce con forza alla mobilitazione











