Il Riformista, 10 aprile 2026
Nel 2026 oltre 3.600 persone potranno beneficiare gratuitamente dei 26 progetti selezionati e sostenuti dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale con Fuoriclasse. Il bando è promosso e sostenuto dal Fondo, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. L’obiettivo è favorire il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso percorsi di formazione digitale, contribuendo a ridurre il rischio di recidiva, grazie all’assegnazione complessiva dei 10 milioni di euro stanziati.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 aprile 2026
La garante: “Ha bisogno di cure, non del carcere”. La storia di un uomo rinchiuso nel carcere di Uta. La Garante Testa: “Non può stare qui, serve una struttura”. Ha cinquant’anni, ma la sua mente si è fermata molto prima. In carcere chiede l’orsacchiotto. Non per finta, non come provocazione: Teddy - questo il nome del peluche - era il suo compagno di notte quando dormiva nel letto insieme al padre, nell’appartamento di Cagliari, una casa che già di per sé racconta molto di una vita segnata dalla fragilità. V., questo è tutto quello che diremo del suo nome, è rinchiuso da mesi nella Casa circondariale di Uta, la “E. Scalas”, l’istituto più grande della Sardegna. E la sua storia è diventata una questione che la garante regionale dei detenuti, Irene Testa, non intende lasciare nel silenzio.
di Stefano Giordano*
Il Riformista, 10 aprile 2026
Ieri la presidente del Consiglio ha definito il No al referendum “un’occasione storica persa per l’Italia”. Ha aggiunto che il cantiere sulla giustizia non sarà abbandonato, e che questo governo è fiero di rappresentare un’anomalia - quella di chi preferisce incidere piuttosto che sopravvivere. Prendiamo in parola la presidente. Perché c’è un numero che nessuno cita, e che dovrebbe essere la bussola del cantiere. 4%. È la percentuale di elettori del No che, secondo l’instant poll YouTrend per Sky TG24, ha votato contro la separazione delle carriere in quanto tale. 4. Non 40, non 30. Il 61% ha votato No per non modificare la Costituzione. Il 39% per contrastare il sorteggio. Il 31% come voto di opposizione al governo. Solo il 4% era contrario alla separazione nel merito. La separazione delle carriere non è stata bocciata. È stata bocciata la strada costituzionale. E la differenza non è un dettaglio.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 10 aprile 2026
Nella palude economica in cui è finito l’esecutivo, e con il dramma di rapporti internazionali che dovevano dare lustro alla premier e si sono rivelati un boomerang, per ripartire non restano altro che le certezze. Su tutte, due battaglie identitarie della destra e di Meloni: sicurezza e immigrazione. Il primo annuncio la premier lo ha dato parlando alla Camera: “Intendiamo incrementare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Stiamo lavorando per introdurre la figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio”.
di Vincenzo Scalia
L’Unità, 10 aprile 2026
Sin dagli anni Ottanta, fare politica a colpi di casi giudiziari, costituisce una triste rapsodia, che scandisce i tempi del discorso pubblico, contribuendo in modo decisivo a deteriorarlo. Un certo tipo di giornalismo, autodefinitosi di inchiesta punta a recitare un ruolo moralizzatore, non avvedendosi della scivolosità e della pericolosità del terreno su cui sceglie di impostare l’ordine del discorso. Il caso dei selfie del primo ministro con un ex-camorrista, adesso collaboratore di giustizia, reso pubblico da una nota trasmissione televisiva, rientra appieno in questa casistica.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 10 aprile 2026
La tentazione, dopo il confronto-scontro tra il Sì e il No nel referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, è quella di mantenere una certa rigidità. E quindi, da una parte quella di sedersi nel proprio angolo con un po’ di broncio per l’offesa ricevuta dagli elettori, e dall’altra di mostrarsi disponibili sul piccolo cabotaggio ma in realtà mantenersi sordi a qualunque vera ipotesi riformatrice. Parliamo dell’eterno problema di un vero dialogo tra chi, il Parlamento, il governo e i partiti che lo sostengono, ha il compito di mettere a punto le leggi, e coloro, i magistrati, che hanno il dovere di applicarle.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 10 aprile 2026
Inserire un passaggio preventivo che avvisa di fatto chi è sotto indagine significa sterilizzare proprio quelle esigenze cautelari che la legge dichiara di voler tutelare. Come si fa a non essere d’accordo con la premier Meloni allorquando, in occasione dell’informativa alla Camera sull’azione di Governo, nel commentare l’esito del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, ha auspicato che il tema non venga abbandonato? Meloni ha anche affermato: “I problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione con la magistratura”.
Il Sole 24 Ore, 10 aprile 2026
Lo ha stabilito la Corte costituzionale, sentenza n. 49/2026, affermando che ciò non equivale a un’attribuzione di responsabilità penale. Non viola la presunzione di innocenza l’articolo 578-bis del codice di procedura penale, nella parte in cui stabilisce che, quando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal primo comma dell’articolo 240-bis del codice penale e da altre disposizioni di legge o la confisca prevista dall’articolo 322-ter del codice penale, il giudice d’appello, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione, decide sull’impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell’imputato.
di Paolo Guido Bassi
lombardianotizie.online, 10 aprile 2026
Centinaia di giocattoli sono stati donati da Regione Lombardia alle carceri lombarde per predisporre o migliorare gli ambienti destinati ad accogliere la presenza di minori. L’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha consegnato i giochi al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Lombardia, Maria Milano Franco d’Aragona, presso l’Arena Experience di Palazzo Lombardia. Hanno partecipato all’evento anche Lia Sacerdote, presidente dell’associazione Bambini Senza Sbarre; Genesio Rocca, presidente di AssoGiocattoli e il sottosegretario regionale con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi.
di Filippo Piccolo
lafune.eu, 10 aprile 2026
Il fatto ha portato a un intervento di Stefano Anastasia, al secolo garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, che ha parlato di “condizioni detentive incompatibili con il quadro clinico dell’uomo”. Muore all’interno del reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa un detenuto di 69 anni. Un decesso avvenuto nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 aprile. Il fatto ha portato a un intervento di Stefano Anastasia, al secolo garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Lazio, che ha parlato di “condizioni detentive incompatibili con il quadro clinico dell’uomo”.
- San Gimignano (Si). La Cassazione: “Nel carcere non ci fu tortura, nuovo processo d’appello”
- Roma. Ipm di Casal del Marmo, Pascoli letto ai giovani detenuti
- Roma. Nordio inaugura Libri Liberi: “Ragazzi non abbiate paura della cultura”
- Firenze. “Un anno e mezzo da cappellano del carcere di Sollicciano”
- Gli adolescenti, la rabbia e quello che la scuola può fare per loro









