di Danilo Paolini
Avvenire, 23 novembre 2025
L’apposita Sezione del Csm viene sostituita dall’Alta Corte, formata da componenti scelti in buona parte (9 su 15) per sorteggio. La creazione di un’Alta Corte disciplinare è uno dei punti qualificanti della riforma costituzionale Nordio che separa le carriere dei magistrati, insieme allo sdoppiamento del Csm. Di fatto, i procedimenti sull’operato delle toghe - che oggi sono di competenza della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura - saranno affidati (sia per i giudici, sia per i pm) a questo nuovo organo. Vediamo allora come è strutturata la funzione disciplinare e come lo sarà se entrerà in vigore la modifica della Costituzione, in caso di vittoria dei Sì nel referendum.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 23 novembre 2025
La sentenza delle Sezioni Unite ridisegna l’equilibrio tra confisca dei beni mafiosi e diritti di chi ha subito il reato. C’è un paradosso che in Italia facciamo finta di non vedere: lo Stato racconta la confisca antimafia come la grande vittoria della legalità, ma troppo spesso chi ha subito il reato resta fuori dalla porta. Prima vengono il sequestro, la misura di prevenzione, le conferenze stampa, i beni “liberati” consegnati a enti e istituzioni; solo dopo ci si accorge che le vittime sono rimaste senza risarcimento, perché il patrimonio è stato inghiottito dal circuito pubblico.
di Luca Serranò
La Repubblica, 23 novembre 2025
I verbali dei detenuti che hanno scelto di denunciare lo scandalo della Dogaia, il carcere di Prato dove venerdì notte sono scattate perquisizioni a tappeto. Gli affari nella stanza 147, una delle principali centrali di spaccio del carcere, i traffici di armi, i pestaggi, le richieste (poi non realizzate) di omicidi su commissione. E i frenetici contatti con l’esterno, grazie ai cellulari, con cui venivano organizzate anche truffe agli anziani e manovrati giri di prostituzione. Fino a quando sei detenuti, stanchi del clima di violenza e di omertà, hanno deciso di vuotare il sacco e denunciare. Sono state fondamentali le testimonianze nelle indagini della procura sul carcere della Dogaia di Prato, perquisito cella per cella sabato notte - con un’operazione senza precedenti - da 800 tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e agenti della penitenziaria.
La Provincia, 23 novembre 2025
L’accesso effettuato da esponenti di Forza Italia e del Partito Radicale ha messo in luce condizioni critiche, con presenze elevate, fragilità sanitarie diffuse e poche occasioni formative. Una delegazione congiunta di Forza Italia - rappresentata dal consigliere regionale Giulio Gallera, Andrea Carassai, Gabriele Gallina, Luca Ghidini - e del Partito Radicale - rappresentato da Sergio Ravelli e Maria Teresa Molaschi - ha visitato venerdì pomeriggio la Casa Circondariale di Cà del Ferro.
di Irene Funghi
Avvenire, 23 novembre 2025
Il progetto U-Lead dell’Istituto universitario europeo mette in moto dinamiche di partecipazione, affiancando studenti delle scuole superiori ai minori stranieri non accompagnati. Valere come gli altri, anche quando si è giovani in un Paese straniero, non dovrebbe essere opzionale. A maggior ragione se si parla adolescenti, per i quali l’attenzione dovrebbe essere doppia. Torna a ripeterlo a Firenze l’Istituto universitario europeo, che ha elaborato un progetto per mettere in contatto tra loro minori stranieri non accompagnati dei centri di seconda accoglienza, studenti delle scuole superiori e giovani adulti, con l’obiettivo di far prendere loro consapevolezza dei propri diritti, sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 23 novembre 2025
Dalla fine di settembre la famiglia del bistrot di Fuga di sapori, aperto nelle mura del carcere di Alessandria, si è arricchito di un nuovo elemento: Danilo Bovio, un ragazzo autistico di 21 anni, che sta effettuando un tirocinio di tre mesi accanto ai detenuti lavoratori. Cos’hanno in comune detenuti in permesso lavoro e un giovane con autismo? Nel bistrot “Fuga di Sapori”, aperto nelle mura del carcere di Alessandria, hanno in comune un lavoro. E poi il pranzo insieme, le confidenze, qualche risata. L’idea nasce dalla cooperativa Idee in fuga di Carmine Falanga, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, abituata a dare a chi ne ha bisogno “non solo una seconda opportunità, ma spesso la prima che non hanno mai avuto”. Della squadra da circa un mese e mezzo - e vi rimarrà per altrettanto tempo - fa parte anche Danilo Bovio: “Arrivo dieci minuti prima che inizi il turno, alle 8.50 per prepararmi con calma - racconta ai media vaticani la sua giornata lavorativa - poi mi metto a lavare i piatti della sera prima”.
di Giuseppe Lamanna
oltreilfatto.it, 23 novembre 2025
Un appuntamento con la civiltà giuridica, sulla difficile situazione delle carceri italiane e alla luce delle ultime riforme. Questo il convegno organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Taranto, dalla locale Camera Penale e dall’associazione Antigone, presso il salone degli Specchi di Palazzo di Città. Moderato dall’avv. Fabrizio Lamanna, ha ospitato gli interventi del presidente nazionale ANM Taranto Francesco Sansobrino e sostituto procuratore, la dirigente del servizio per le dipendenze per il carcere di Taranto Paola Cauzo, l’avv. Gianluca Sebastio, rappresentante di Antigone e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Taranto, avv. Vincenzo di Maggio.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 23 novembre 2025
Era il 15 gennaio 2019. Ornella Vanoni era stata invitata poche settimane prima a cantare con il coro di persone detenute e volontari del reparto La Nave: e aveva risposto di sì senza pensarci un secondo. La sua interpretazione di “Ma mi” fatta in carcere, in collegamento con la Triennale, resta un momento memorabile per chi c’era. “Spero che sia morta”, rispose. E il pubblico della rotonda di San Vittore - in parte autorità e invitati vari ma per più di metà “ospiti fissi”, diciamo così, del più famoso carcere italiano - naturalmente scoppiò a ridere. Era la conclusione di un aneddoto che Ornella Vanoni aveva appena finito di raccontare, prima di esibirsi in quello che grazie a “Ma mi” poteva ben essere considerato il “suo” carcere. E lei, quella volta, la celebre canzone firmata Strehler-Carpi la cantò proprio lì dentro. Insieme con un coro di persone detenute e volontari, il Coro del reparto La Nave: sezione di trattamento terapeutico avanzato gestita dentro San Vitttore da Asst Santi Paolo e Carlo. Era stata invitata poche settimane prima. Aveva risposto di sì senza pensarci un secondo.
L’Edicola del Sud, 23 novembre 2025
Punta a raggiungere quota 10mila panettoni prodotti la campagna natalizia del Fieri Potest Pastry Lab, il laboratorio di pasticceria gestito dalla cooperativa Noi & Voi all’interno del carcere di Taranto. L’iniziativa non solo si espande in termini di volumi, ma allarga anche la sua rete di solidarietà: per ogni panettone venduto, un euro sarà devoluto a un fondo dedicato a finanziare nuovi interventi di inclusione in altri istituti penitenziari italiani. Le novità della campagna sono state presentate a Casa Viola. Il bilancio del progetto mostra un incremento significativo: la cooperativa Noi & Voi ha raddoppiato il proprio personale, passando da tre a sei unità. Parallelamente, si è ampliata la rete di collaborazioni a livello regionale, coinvolgendo realtà sociali nelle province di Bari e Brindisi per il confezionamento e la distribuzione dei prodotti.
di Gianni Armand-Pilon
La Stampa, 23 novembre 2025
Nel nuovo libro dell’ex giudice e scrittore torna l’Italia anni 70: “Stagione ancora attuale, sento alzarsi un venticello utopistico”. Neanche stavolta l’Italia svela i suoi segreti più profondi. E del resto, trattandosi degli Anni 70, poteva forse essere altrimenti? Nell’ultimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, “Una storia sbagliata”, in libreria per Einaudi Stile Libero, un poliziotto e un giudice istruttore indagano su una ragazza morta per droga nella Roma del 1974. Uno dei primi casi di overdose da eroina. Si ritroveranno invischiati in un gioco criminale condotto da agenti provocatori (Jay Dark, lo stesso del romanzo “L’agente del caos”), servizi paralleli, funzionari corrotti o che fanno finta di non vedere. Attorno a loro, si muove un Paese attraversato da grandi passioni civili ma manovrato dalle logiche della Guerra fredda. Un Paese ancora scosso dalle azioni terroristiche di Settembre nero, che corre ignaro verso la tragedia del sequestro Moro.











