di Elisa Barresi
ilreggino.it, 24 novembre 2025
Incontriamo l’avvocato Giovanna Russo, la prima donna in Calabria ad essere nominata Garante dei diritti dei privati della libertà personale. Il Consiglio regionale undici mesi fa l’ha scelta all’unanimità e lei ai nostri microfoni dice che questa responsabilità se la sente tutta e sottolinea come il suo maggior impegno è donare credibilità a questa istituzione con rigore e diligenza per la tutela dei diritti umani e il necessario contrasto alle mafie che in Calabria comprimono lo stato di diritto, soprattutto in ambito penitenziario.
di Anna Campaniello
Corriere del Ticino, 24 novembre 2025
La recente rivolta è solo l’espressione più evidente dello stato di emergenza in cui si trova la prigione di Como. Sovraffollamento, violenza, limiti strutturali, carenza di agenti e suicidi creano una situazione di tensione estrema. “Il carcere di Como è una polveriera”. In una riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, esponente del governo italiano, ha usato queste parole per descrivere la situazione del Bassone. Nel penitenziario del capoluogo lariano i detenuti sono quasi il doppio rispetto alla capienza massima di 226 posti. Il 13 novembre scorso è scoppiata una rivolta, sedata dopo ore ad altissima tensione. L’ultimo, grave episodio di una lunga serie. “Le violenze sono all’ordine del giorno e non si contano più gli agenti feriti”, denunciano da tempo i rappresentanti della polizia penitenziaria.
terzultimafermata.blog, 24 novembre 2025
Rebibbia femminile è in grado di garantire l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale alle detenute in gravidanza e ai bambini presenti nella sezione nido? Una visita ispettiva di una senatrice e non del Garante Nazionale dei detenuti, in altre faccende affaccendato, ha rilevato una situazione che appare non garantire: “L’incolumità e la tutela della salute delle donne in stato di gravidanza ristrette presso l’istituto e dei loro nascituri … e l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale alle detenute in gravidanza e ai bambini presenti nella sezione nido”.
oraquadra.info, 24 novembre 2025
Si è concluso in questi giorni presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro il ciclo dei sei incontri previsti dal progetto “La cultura rende liberi”, promosso dall’Associazione culturale “Ophelia’s Friends Cultural Projects” e curato da Stefania Romito. Un percorso che ha portato all’interno della realtà carceraria un’esperienza di dialogo, introspezione e rinascita personale. Il progetto, fin dal suo avvio, ha voluto offrire uno spazio in cui cultura e umanità potessero incontrarsi, generando ascolto reciproco e nuove consapevolezze. Ora, al termine di questo viaggio, i risultati raggiunti parlano da soli.
di Angelo Palmieri
orvietonews.it, 24 novembre 2025
C’è un contatore che gira in silenzio, lontano dai talk show: è quello dei suicidi in carcere. Da anni la cronaca restituisce un sistema penitenziario in affanno, sovraffollato, dove lo spazio si restringe, l’aria manca e la violenza cresce, rivolta contro gli altri o contro se stessi. Dentro questo orizzonte di crisi strutturale si inserisce una storia piccola, nata a Orvieto ma dal respiro più ampio. Un’esperienza che prova a scalfire l’idea di carcere come discarica sociale, come “istituzione totale” - direbbero Goffman e Foucault - che separa, isola, neutralizza non solo i corpi ma anche le parole. Ha un titolo semplice: “Io non sono qui”, la nuova serie di podcast di Radio Orvieto Web che ha portato i microfoni dentro la Casa di Reclusione, affacciata sul centro storico, incastonata nel tufo, a pochi metri dalle stesse vie attraversate ogni giorno da turisti e residenti: il carcere non come altrove, ma come parte viva del territorio.
unfoldingroma.com, 24 novembre 2025
Dal 28 novembre al 18 dicembre, in occasione del Giubileo dei Detenuti, La piattaforma editoriale torna con un nuovo progetto dedicato al polo penitenziario più grande d’Italia. Una città nella città. Un quartiere nel quartiere. Un polo penitenziario che è il più grande d’Italia, con una sezione femminile tra le più grandi d’Europa. Ogni giorno qui si svegliano in oltre duemila tra detenuti e detenute, e centinaia sono le persone che, sempre ogni giorno, escono ed entrano per lavoro, assistenza o per visitare i propri familiari rinchiusi.
di Michelangelo Zama
ilnuovodiario.com, 24 novembre 2025
Al Polo di Lugo due incontri per conoscere e imparare da una storia di rivalsa. Lunedì 24 il primo appuntamento pubblico, il 25 quello riservato alle scuole. “Ero un bullo”. Un titolo breve, ma che parla di sbagli e cambiamenti quello del libro di Andrea Franzoso, scrittore ed educatore, oltre che ex carabiniere, pubblicato nel 2022 per raccontare la storia di Daniel Zaccaro: milanese classe 1992, prima rapinatore di banche poi laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, un passato all’istituto penale minorile Cesare Beccaria e al carcere di San Vittore.
di Cristian Arni
consulpress.eu, 24 novembre 2025
È possibile raccontare la poesia da chi vive in condizioni di restrizione? Può la poesia, dar voce a chi voce non ha? Anche in luoghi così bui, cupi e in qualche modo percepiti come remoti, luoghi dove la vita certo non scorre facilmente è possibile parlare di poesia come atto di speranza e fiducia, per questo presentiamo sotto la nuova silloge di Francesco Certo intitolata “Oltre le Sbarre” (Ensemble Poesia, Collana Alter, pagine 120, prezzo 15 euro). Da dove è partito l’autore? Quali sono stati gli interrogativi che si è posto per raccontare la vita in versi di un immaginario detenuto?
di Elisa Forte
La Stampa, 24 novembre 2025
Oggi ha 29 anni e vive a Udine. Quando ne aveva 14 sua mamma è stata uccisa. E prima di lei sua nonna, da suo nonno. Dopo il baratro, ha scritto un libro che racconta la sua rinascita e la sua battaglia. Da “figlio di nessuno” a testimone. Pasquale Guadagno a 14 anni ha visto la sua famiglia spezzarsi. A 29 sta iniziando una nuova vita. Da quando il 25 aprile 2010 il padre Salvatore ha ucciso sua madre Carmela Cerillo porta dentro di sé la ferita di un dolore indelebile. Lui è anche il nipote di una vittima e di un carnefice: il nonno materno uccise la nonna, lasciando anche sua mamma orfana di femminicidio. Tragedie continuate nel silenzio, nell’abbandono, nelle porte chiuse che lo Stato non ha mai aperto per lui e per sua sorella. “Sì, siamo stati lasciati soli. Quando ho deciso di fare psicoterapia l’ho pagata io, euro dopo euro: ho fatto un mutuo che pago ancora ma è stato il miglior investimento della mia vita”.
di Daniele Mencarelli
Corriere della Sera, 24 novembre 2025
Michela Marzano nel romanzo “Qualcosa che brilla” racconta la fragilità degli adolescenti: i loro sintomi - disturbi alimentari, dipendenze, autolesionismo, fobie sociali - diventano l’unico linguaggio con cui manifestare una sofferenza altrimenti indicibile. Dialogo con uno scrittore-poeta, che i ragazzi li conosce bene. Quello che stiamo vivendo, senza enfasi alcuna, può definirsi senz’altro un tornante della Storia. Gli accadimenti hanno preso a correre in modo sfrenato, sarebbe bello poter dire verso qualcosa di nuovo rispetto all’umanità e ai suoi cicli. Invece no. Dal genocidio a Gaza alla guerra in Ucraina, come per un maleficio invincibile, l’uomo torna sui suoi passi, cambiano gli scenari, le tecnologie, ma la distruzione sembra punto d’arrivo e partenza inevitabile. Ma non tutte le generazioni hanno pari responsabilità.
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