di Mario Di Vito
Il Manifesto, 11 aprile 2026
Dal prossimo 24 agosto, le udienze preliminari non vedranno più soltanto un giudice chiamato a decidere il da farsi, ma un collegio di tre. L’entrata in vigore della legge sul gip collegiale? “È necessario sospenderla subito”, secondo l’Anm. Dal prossimo 24 agosto, le udienze preliminari non vedranno più soltanto un giudice chiamato a decidere il da farsi, ma un collegio di tre. Questo, secondo l’Anm, “paralizzerà i tribunali medi e piccoli, provocherà in quelli grandi un aumento dei tempi del processo, senza alcun reale beneficio. 39 uffici gip/gup hanno un organico inferiore a tre magistrati e 28 ne hanno tre. In tutti questi uffici, la metà del totale, sarà necessario applicare altri giudici, con scopertura degli altri settori”. Da qui la richiesta “al legislatore” di fare “una riflessione urgente” sul tema.
di Sandro Ruotolo
Corriere del Mezzogiorno, 11 aprile 2026
Napoli attraversa una fase che non può più essere letta come una semplice emergenza criminale. È qualcosa di più profondo: una crisi sociale e democratica. Gli ultimi fatti di sangue - l’uccisione di un ventenne a Ponticelli, le sparatorie in pieno giorno - non sono episodi isolati, ma segnali di un equilibrio che si sta spezzando. Il punto, però, non è dire che la camorra sia diventata più forte. Il punto è riconoscere che la politica è diventata più debole. È qui il cuore del problema. Perché la camorra non è solo un’organizzazione criminale: è un sistema. Un sistema che vive e prospera quando trova spazi vuoti, quando le istituzioni arretrano, quando la politica rinuncia al suo ruolo. Pensare di affrontarla solo con il diritto penale è un errore antico e ricorrente. Non basta riempire le carceri per svuotare le piazze dalla violenza.
di Manuela Messina
Il Giornale, 11 aprile 2026
L’anarchico è sottoposto al carcere duro da due anni, in virtù di un decreto ministeriale che scadrà il 4 maggio prossimo e l’intenzione sarebbe quella di confermare tale misura. Per Alfredo Cospito si prospetta una proroga del regime del 41 bis. L’anarchico è sottoposto al carcere duro da due anni, in virtù di un decreto ministeriale che scadrà il 4 maggio prossimo e - a quanto si apprende da fonti di governo - l’intenzione sarebbe quella di confermare tale misura. Nessun atto è stato ancora formalizzato - viene precisato - ma nelle prossime settimane dovrebbe concludersi l’istruttoria per verificare la persistenza dei presupposti per la detenzione al 41 bis a carico di Cospito.
di Giancarlo Caporaso*
studiolegaletmc.it, 11 aprile 2026
La Cassazione chiarisce i confini del reato e consolida i principi sul controllo di legittimità in materia cautelare. Può configurare il reato di favoreggiamento personale la condotta di un agente della polizia penitenziaria che avvisi i detenuti dell’esistenza di intercettazioni in corso all’interno della casa circondariale, anche se non risulta dimostrato un vantaggio concreto per i soggetti favoriti? La risposta della Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, con la pronuncia n. 11012/2026, è netta: sì, e il ricorso proposto dall’indagato per contestare le misure cautelari applicate è stato dichiarato inammissibile.
avellinotoday.it, 11 aprile 2026
Le dichiarazioni del garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania. Da oltre un decennio, i volontari dell’associazione “La Mansarda” portano avanti con costanza e dedizione un impegno settimanale presso la Casa Circondariale di Secondigliano, in particolare nel reparto dell’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale (Atsm), dove attualmente sono ristretti 18 detenuti. Nella giornata di oggi, in occasione delle festività pasquali, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello, insieme ai membri dell’associazione, ha promosso e organizzato un pranzo pasquale all’interno del reparto.
di Mattia Aimola
Corriere di Torino, 11 aprile 2026
La rettrice Prandi: “Portare l’università qui dentro significa offrire una possibilità”. “Il valore di una laurea presa qui è incommensurabile. È una festa. Qualche settimana fa ce n’è stata una e ci siamo ritrovati tra questi corridoi, senza metterci d’accordo: volevamo esserci”. Nelle parole di Rocco Sciarrone si coglie il senso più autentico di una giornata che va oltre il rito. Dentro le mura della casa circondariale Lorusso e Cutugno, l’inaugurazione dell’anno accademico del Polo universitario penitenziario diventa un momento di comunità, riscatto e possibilità concrete.
di Chiara Comai
La Stampa, 11 aprile 2026
Dietro ogni laurea ci sono docenti volontari. Il polo nel penitenziario: “La Regione ci esenti dal pagare per servizi come mense e trasporti di cui loro non possono fruire”. “Qui non mi sento un individuo da tenere lontano dalla società. Qui, quando studio, quando sostengo un esame, sono solo uno studente universitario. È vero che la conoscenza rende liberi. Non solo: rende uomini, persone migliori”. Ha frequentato gli stessi corsi di laurea delle persone libere, studiando dagli stessi libri di testo con gli stessi programmi. Lui, però, è un detenuto del carcere Lorusso Cutugno di Torino. Uno dei 172 reclusi che hanno scelto di dare un’altra possibilità alla propria vita, di sfruttare il periodo di privazione della libertà nel modo più costruttivo: studiando. Iscrivendosi all’università.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 11 aprile 2026
Vietato ai giornalisti intervistare studenti e studentesse nel giorno della cerimonia del Polo Universitario Penitenziario. Studiano, sostengono esami, progettano un futuro. Ma non possono raccontarlo. Nel carcere Lorusso Cutugno si inaugura l’anno accademico 2025-2026 del Polo Universitario Penitenziario, mentre fuori resta il silenzio imposto sulle loro storie. Sono circa 50 gli studenti detenuti iscritti all’Università di Torino, su una popolazione carceraria di 1500 persone, con un sovraffollamento che fa paura. I posti regolari sono circa mille. In tutta la regione gli universitari in cella sono 172, in crescita costante: erano 46 nell’anno accademico 2019-2020. Numeri che raccontano un percorso in espansione, ma anche un equilibrio fragile.
di Tommaso Ponzi
Il Sole 24 Ore, 11 aprile 2026
Un viaggio in cinque puntate dentro gli istituti penali minorili attraverso le voci dei ragazzi detenuti, degli educatori e degli operatori. Tra prevenzione, carenze strutturali e percorsi di reinserimento, emerge il ritratto di un sistema complesso e spesso invisibile. Raccontare un mondo troppo spesso deformato da narrazioni parziali, restituendone invece la complessità: storie di caduta e di rinascita, dentro e fuori le mura degli istituti penali minorili. È questo il cuore di “Figli nostri”, il podcast originale di Radio24 che attraversa gli Istituti Penali per i Minorenni (Ipm) italiani, dando voce agli adolescenti e ai giovani adulti che hanno commesso un reato.
di Angelo Zaccone Teodosi*
Il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2026
Tra i nomi dei 27 esperti “altamente qualificati” e di “comprovata esperienza” (questo recita la legge), si osserva una buona parte di consiglieri che non può dimostrare né qualificazione né esperienza. Quel che è accaduto nei giorni scorsi non deve sorprendere, se non per la tardività della “scoperta” - da parte di osservatori non granché attenti del sistema culturale italiano - che il lavoro di valutazione e di selezione dei film e dei festival che lo Stato sostiene non si caratterizza per quella meritocrazia invocata a gran voce da Meloni quando era in campagna elettorale, ormai oltre tre anni e mezzo fa.
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