ansa.it, 26 novembre 2025
Previsti formazione, tirocini, laboratori professionali. Vuole costruire percorsi di reinserimento per detenute e detenuti in Umbria attraverso formazione, tirocini, laboratori professionali, residenzialità temporanea e servizi territoriali il quadro degli interventi 2026-2029 dedicati dalla Regione all’inclusione sociale e lavorativa delle persone in esecuzione penale. L’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli, li ha presentati alle direttrici e ai direttori dei penitenziari regionali. Lo ha fatto - rileva Palazzo Donini - in un momento di “profondo cambiamento”, con la casa circondariale di Terni che vedrà l’insediamento del nuovo direttore e il provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per Umbria-Marche, Liberato Guerriero, che si insedierà questa settimana.
cremonaoggi.it, 26 novembre 2025
Un funzionario giuridico-pedagogico si è tolto la vita venerdì pomeriggio impiccandosi nel bagno del suo ufficio presso la Casa Circondariale di Cremona. La notizia è stata diramata oggi da Gennarino De Fazio, Segretario Generale del sindacato Uil-Pa Polizia Penitenziaria, ma le voci si rincorrevano già da ieri, anche se non era noto se la persona fosse stata vittima di un malore o di un gesto volontario. “Oltre 63.500 detenuti stipati in circa 46.500 posti”, denuncia De Fazio riferendosi al quadro nazionale delle carceri.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 26 novembre 2025
Detenuti e agenti vivono assediati dal gelo invernale e le celle sono diventate in dormitori di fortuna. Il sovraffollamento esplode e le promesse restano disattese. Siamo giunti al 23 novembre e i termosifoni sono completamente spenti, mentre nevica in tutta Italia e le temperature scendono anche a Roma. Radio carcere ci dice che le caldaie sono rotte e che anche gli agenti della Penitenziaria sono nelle nostre stesse condizioni: non solo qui al braccio ma anche nella loro caserma, attigua a Rebibbia, i termosifoni sono spenti e l’acqua calda dopo le otto di sera non arriva neanche nelle docce, per quelli che smontano dagli ultimi turni di guardia.
giornalenews.it, 26 novembre 2025
Come Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, e come uomo delle istituzioni prima ancora che sacerdote, non posso più tacere di fronte allo spettacolo indegno che stiamo vivendo: una gioventù abbandonata, una criminalità minorile che esplode, e uno Stato che risponde con decreti-bandiera che non risolvono nulla. Si è venduto il “modello Caivano” come la grande svolta. Doveva essere il fiore all’occhiello, il laboratorio del riscatto, il deterrente per i baby boss. E invece? Invece oggi ci ritroviamo con la criminalità minorile in aumento, più violenta, più arrogante, più disperata.
di Romano Francardelli
La Nazione, 26 novembre 2025
È stata la prima volta e non sarà neppure l’ultima volta che la giornata, meglio dire le giornate contro la violenza sulle donne hanno scavalcato il muro di cinta del carcere di alta sicurezza a Ranza di San Gimignano. Questa volta dunque quella voce forte e chiara contro la violenza sulle donne si è alzata (dalle celle) dall’Istituto di pena di Ranza e rimbalzate come un’eco fra una torre e l’altra dentro le mura di San Gimignano. Voci e applausi dalla platea della sala teatro del piccolo palcoscenico di Ranza (foto) in occasione della giornata internazionale per ricordare appunto l’eliminazione della violenza contro le donne. Anche dalla Casa di Reclusione di San Gimignano dunque dove sono ospiti quasi ogni giorno più di 300 detenuti nei padiglioni di alta sicurezza quella voce si è fatta sentire dal piccolo palcoscenico dentro lo spettacolo-evento alla maiuscola ‘Il rumore del silenzio’ messo in scena dalla compagnia teatrale ‘Casa di Reclusione di Ranza San Gimignano’, direzione artistica Empatheatre e regia di Alessandro J Bianchi.
di Simona Cortona
comune.perugia.it, 26 novembre 2025
Nel carcere di Perugia il 25 novembre - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - si è trasformato in un momento di intensa riflessione collettiva. La Casa Circondariale ha ospitato una cerimonia profondamente partecipata in ricordo delle vittime di violenza, organizzata dall’Associazione Nazionale Nel nome del Rispetto, impegnata da anni nella promozione della cultura del rispetto nelle scuole, nelle famiglie e negli istituti penitenziari. Per il settimo anno, le detenute del carcere hanno partecipato all’iniziativa, affiancate per la prima volta anche dai detenuti. L’evento, realizzato insieme anche al Centro antiviolenza di Perugia, si è aperto con un minuto di silenzio per le 14 donne uccise in Umbria nell’ultimo anno.
regione.abruzzo.it, 26 novembre 2025
Durante la settimana dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne la Garante regionale dei detenuti propone “Bella Dentro”, progetto che nasce da un’idea semplice ma necessaria: ricordare che la dignità non si sospende mai, nemmeno quando si vive una condizione di restrizione della libertà. Ieri, lunedì 24 novembre, si è tenuto il primo appuntamento all’istituto penitenziario di Teramo. “Abbiamo portato nelle carceri un gesto di cura - estetiste, parrucchieri, volontari - ma in realtà abbiamo portato molto di più: attenzione, ascolto, rispetto.
hashtagsicilia.it, 26 novembre 2025
“Porteremo in scena per il progetto teatrale “Bicocca” la versione ridotta e semplificata di “Il Canto di Natale” di Charles Dickens per realizzare tra i detenuti del carcere minorile di Catania un percorso espressivo volto alla scoperta dell’altro”. Con queste parole il direttore artistico dell’Associazione Proscenio Manuel Giunta descrive il cammino socio educativo all’interno del carcere di Bicocca che, superato l’imbarazzo e le resistenze fisiologiche, nonostante il poco tempo a disposizione, ha visto i ragazzi partecipanti all’iniziativa culturale assetati di nuove esperienze fidarsi e affidarsi con grande curiosità al magico gioco del teatro realizzando una dinamica espressiva collettiva.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 26 novembre 2025
La fuga dalle urne, il non voto, una volta fenomeno marginale, è divenuto strutturale. Per circa trenta anni della storia repubblicana ha votato il 93 per cento degli aventi diritto al voto. Poi, per un quindicennio, l’87; più tardi il 73; alle elezioni politiche del 2022 quasi il 64; ora, nelle elezioni regionali dei giorni scorsi, una minoranza, tra il 42 e il 45 per cento. Questo vuol dire che 5-7 milioni circa di elettori sono rimasti a casa, senza adempiere quello che la Costituzione definisce dovere civico.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 26 novembre 2025
L’annunciato “Centro europeo per la resilienza democratica per contrastare le campagne di disinformazione”, fiore all’occhiello esibito da Ursula von der Leyen, è pieno di insidie. Proprio per quella libertà di informazione che si vorrebbe tutelare dalle fake news, categoria passepartout in cui tutte le vacche sono nere. Che vi sia un rischio effettivo di confusione tra verità e pseudo-verità, di sovrapposizione tra reale e false rappresentazioni non vi è dubbio. Nell’età delle intelligenze artificiali il pericolo è immanente ed evoca uno dei conflitti della stagione che viviamo, strutturata dal e sul capitalismo delle piattaforme. Di questo stiamo parlando, vale a dire del cambiamento radicale in atto della nobile teoria marxiana del valore, nel momento in cui dall’astrazione si passa all’estrazione: dall’unità di misura attribuita al lavoro vivo, alla conquista predatoria dei dati personali. In simile contesto, la supervelocità delle connessioni e l’enorme capacità di ri-uso subdolo di parole, voci ed immagini sono il terreno di coltura ideale per le menzogne mascherate in un packaging credibile. Tuttavia, per ovviare a simili rischi serve l’applicazione effettiva di Regolamenti significativi come il Digital Services Act (Dsa) e l’European Media Freedom Act (Emfa), piuttosto chiari proprio sulla questione della correttezza e della attendibilità dell’informazione.
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