di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 25 novembre 2025
Scegliendo di morire insieme le gemelle Kessler ci hanno comunicato, con dignità e modestia che avevano anche una personalità complessa, una capacità di capire, giudicare e decidere fuori da ogni convenzione e pregiudizio, cosa non comune. Tutti pensavano che le Kessler fossero due belle ragazze con qualche talento per il ballo, ma soprattutto erano note per le gambe, come se non avessero avuto una testa pensante. Scegliendo di morire insieme ci hanno comunicato, con dignità e modestia che avevano anche una personalità complessa, una capacità di capire, giudicare e decidere fuori da ogni convenzione e pregiudizio, cosa non comune. Nella scelta fatta si sente il cammino di una intelligenza fattiva, di uno spirito socratico e una volontà spartana.
di Gabriele Segre
La Stampa, 25 novembre 2025
Lo abbiamo pronunciato un milione di volte anche noi: “Yes, we can”. Quasi un incantesimo collettivo. Quella notte a Chicago, Obama sul palco e milioni di persone convinte che la storia avesse imboccato la direzione migliore. Il primo presidente nero, simbolo della fiducia in una democrazia solida e della promessa di una società più giusta. Il futuro sembrava prendere forma in tre parole che racchiudevano la speranza di un mondo diverso: è davvero possibile.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 25 novembre 2025
Il 21 settembre a Manila, capitale delle Filippine, si è svolta una enorme manifestazione contro la corruzione nella politica, in particolare nell’ambito delle misure di prevenzione contro le frequenti alluvioni e inondazioni. Il governo aveva annunciato che avrebbe mostrato la “massima tolleranza” nei confronti della protesta ma le ricerche di Amnesty International hanno dimostrato il contrario. Dalle testimonianze raccolte dall’organizzazione per i diritti umani è emerso che la polizia ha fatto ricorso a una forza eccessiva, illegale e non necessaria e che in alcuni casi si è resa responsabile di maltrattamenti e torture, che non hanno risparmiato neanche i minorenni: calci, pugni e manganellate sia al momento dell’arresto che all’interno delle “tende blu” dove provvisoriamente venivano portate le persone fermate, per poi proseguire nelle stazioni di polizia.
di Yves Thréard e Vincent Trémolet de Villers
La Repubblica, 25 novembre 2025
Gli interrogatori. La solitudine. La rilettura di “Notre-Dame de Paris”. E quel diario impossibile da scrivere nella sua cella. L’autore algerino parla per la prima volta dopo la scarcerazione. Quando arriva ha i capelli corti, un ampio sorriso e il passo svelto. Abbracci, emozione… Negli uffici vuoti della casa editrice Gallimard, l’incontro ha qualcosa di irreale. Boualem Sansal è lì, riposato, rinfrancato, dice, dalle cure ricevute in Germania, presso l’ambasciata francese, e ora da quelle di Antoine Gallimard, Karina Hocine e tutta la casa editrice, il principato in cui ha trovato rifugio. La voce è sempre dolce, il viso smagrito. Lo sguardo combina gravità, intelligenza e malizia. Nelle prigioni algerine lo chiamavano “la leggenda” ma anche in Francia lo scrittore, che coniuga la vita e la sua missione, si eleva al di sopra dei suoi pari.
di Gabriele Garbo
politicamag.it, 24 novembre 2025
La riforma della giustizia, approvata il 30 ottobre in quarta lettura al Senato con 112 sì, 59 no e 9 astenuti, segna un passaggio decisivo nella trasformazione dell’assetto della magistratura italiana. Non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi richiesta dall’art. 138 della Costituzione, la legge dovrà ora essere sottoposta a referendum confermativo, probabilmente nella primavera del 2026. È bene precisare sin d’ora che, sebbene sia stata presentata come una semplice ‘separazione delle carriere’ tra giudici (magistrati giudicanti) e pubblici ministeri (magistrati requirenti), la riforma interviene in realtà sul cuore del governo autonomo della magistratura e sul sistema disciplinare, modificando la stessa nozione di autonomia finora conosciuta. La revisione, oltre che agli artt. 104, 105 e 107 della Costituzione, riguarda anche l’art. 102, dacché prevede l’introduzione di carriere distinte per giudicanti e requirenti, pur mantenendo formalmente intatta l’unità dell’ordine giudiziario. Dovrà però essere una futura legge attuativa a definire concretamente modalità di accesso, progressione e organizzazione, affrontando nodi delicati come concorsi differenziati e requisiti specifici.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 24 novembre 2025
Carbone, Csm, d’accordo con il procuratore di Bari. Interrogazione di Avs. Conte: vogliono che la legge non sia uguale per tutti. È battaglia sui numeri dati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulle intercettazioni telefoniche: “Falsi” attaccano dal Csm. “Strumentali” rincarano dall’Anm. Avs, con Angelo Bonelli, chiede che il ministro ne risponda immediatamente in aula. Mentre il capo del Movimento 5 Stelle, l’ex premier Giuseppe Conte, attacca: “Quello che sta accadendo - dice - mira alla base della democrazia e dello stato di diritto. Quel che dà più fastidio è che non si vuole che la legge sia uguale per tutti”.
di Floriana Rullo
Corriere della Sera, 24 novembre 2025
Il figlio Rudra: “Da 18 anni combatto per conoscere la verità”. Arrestato il 12 ottobre 2007 per il possesso di marijuana, il vercellese Aldo Bianzino morì in cella due giorni dopo. Il figlio Rudra: “Ho depositato una nuova richiesta di riapertura delle indagini, troppi aspetti oscuri in questa vicenda”. “Per la seconda volta, dopo ben 18 anni, ho depositato la richiesta di riapertura delle indagini per omicidio volontario presso la Procura della Repubblica di Perugia, riguardo alla vicenda di mio padre, Aldo Bianzino”. A parlare è Rudra, figlio Aldo, arrestato il 12 ottobre 2007 per il possesso di poche piantine di marijuana e trovato morto in cella nel carcere Capanne di Perugia due giorni dopo. Vercellese, Aldo si era trasferito in Umbria dove viveva con la compagna e il figlio Rudra, all’epoca 14enne.
di Stefano Cinaglia
La Nazione, 24 novembre 2025
“Solo i canali Rai e le frequenze in Am”. La Cassazione dà ragione a magistratura di sorveglianza e direzione del penitenziario ternano. “Esigenze di sicurezza connesse alla possibilità di veicolare messaggi con canali in modulazione di frequenza”. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto, recluso al “41 bis” nella casa circondariale di vocabolo Sabbione, contro la magistratura di sorveglianza che, avallando la decisione della direzione del penitenziario ternano, gli aveva limitato la fruizione di canali televisivi e frequenze radio. In sintesi, al detenuto era concesso l’ascolto della radio in frequenza AM e non Fm e la visione dei primi tre canali radio della Rai; lui ha però richiesto di poter ascoltare la radio anche in FM e di sintonizzarsi su “tutti i canali televisivi nazionali presenti sulla piattaforma digitale”, in base al diritto all’informazione dei detenuti, anche in regime di 41-bis.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2025
L’improcedibilità per mancata conoscenza del processo dichiarata con sentenza dal Gup è un momento prettamente processuale che non prevede la riqualificazione del reato e men che mai senza azionare il contraddittorio col Pm. Il Giudice dell’udienza preliminare non può - nel pronunciare sentenza di non lugo a procedere per mancata conoscenza del procedimento da parte dell’imputato - riqualificare l’imputazione. Si tratta di passaggio puramente procedimentale che non consente la modifica del reato contestato in totale assenza di contraddittorio con il pubblico ministero che ha promosso l’azione penale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 24 novembre 2025
Lo ha chiarito la Cassazione, ordinanza n. 37379/2025, affermando l’abnormità di un simile procedimento. In tema di rapporti giurisdizionali con le Autorità straniere, la Cassazione (ordinanza n. 37379/2025) ha affermato che è affetta da abnormità, in quanto espressione di un potere astrattamente riconosciuto dall’ordinamento, ma esercitato in concreto al di fuori dei casi consentiti, la sentenza che dispone il parziale riconoscimento per l’esecuzione di una sentenza di condanna emessa da altro Stato membro dell’Unione Europea, in assenza di previa interlocuzione e di accordo con lo Stato di emissione sulle condizioni del riconoscimento e dell’esecuzione parziale.
- Calabria. La Garante dei detenuti: “Attenzione ai diritti, per dire no ad ogni forma di violenza”
- Como. Riunione Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico: “Il carcere è una polveriera”
- Roma. Carcere di Rebibbia, interrogazione parlamentare sulle condizioni della “Sezione nido”
- Catanzaro. La cultura che unisce e trasforma: i risultati del Progetto “La cultura rende liberi”
- Orvieto (Pg). “Io non sono qui”, la nuova serie di podcast sul carcere di Radio Orvieto Web











